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Patrick's pov

«Gli è successo sicuramente qualcosa, non è da lui restare in silenzio nello spogliatoio.»

«Non è da lui restare in silenzio in generale, indipendentemente dal luogo in cui si trova.»

«Sarà rimasto a secco stanotte, fidatevi di me.»

Sento le voci dei miei compagni, ma non li sto ascoltando seriamente; oggi mi sono svegliato con l'umore sotto terra e loro che sparano cazzate su cazzate sicuramente non aiutano.

«Quando la smetterete di fare i coglioni, fate un fischio.» Blocco i loro discorsi, prima di alzarmi dalla panchina e dirigermi verso l'uscita dello spogliatoio.

«Ma che parole sono, Cutrone?» Mi risponde Davide, pensando di fare il simpatico.

«Cos'è, hai passato la notte in bianco che sei così nervoso?» Continua Manuel. Saranno anche i miei migliori amici, ma a volte non riescono proprio a capire quando è il momento per scherzare e quando non lo è.

«Sentite, ci vediamo fuori; e un consiglio per tutti, lasciatemi stare almeno stamattina.» Li avviso e, dopo aver chiuso la porta dello spogliatoio, mi dirigo verso il campo, dove ci sono i preparatori che stanno ancora finendo di preparare gli attrezzi. Per ammazzare il tempo, inizio a palleggiare con il primo pallone che trovo. Dopo qualche minuto, iniziano a uscire anche alcuni dei miei compagni, tra i quali l'unico ad avvicinarsi a me è Alessio.

«Prima di essere mandato a fanculo, vorrei darti un consiglio.» Mi dice, appoggiandomi una mano sulla spalla; annuisco e lui riprende a parlare:

«Lascia nello spogliatoio tutte le emozioni negative che senti in questo momento e concentrati solo sull'allenamento; abbiamo bisogno del Patrick migliore per domani sera.» Senza aspettare una mia risposta, si allontana lasciandomi solo con i miei pensieri.

***
Oggi abbiamo doppia seduta di allenamento e, di conseguenza, dopo l'allenamento del mattino siamo andati direttamente a mangiare; in questo momento, sono sdraiato sul letto nella mia stanza, anche se fra qualche minuto dovrò scendere per prepararmi al secondo allenamento del giorno. Mentre cerco le forze per alzarmi dal letto, mi arriva un messaggio di Manuel in cui mi avvisa che il Mister vuole parlarci prima dell'inizio dell'allenamento. Mi dirigo verso la sala comune e, mentre passo vicino all'uscita della struttura, sento Manuel esclamare:

«Cala, che cazzo ci fa lei qui?» In un primo momento, non mi soffermo molto sulle parole del mio amico, ma la risposta di Davide attira la mia attenzione.

«Ci sono anche Ilaria e quella tua amica di cui, in questo momento, non ricordo il nome; sono sicuro che sia stata un'idea di Ilaria.» Sentendo queste parole, mi giro verso i miei amici e, seguendo il loro sguardo, noto con mia grande sorpresa Ilaria, Thessa e Federica.

«Anche perché Thessa non conosce Federica, o meglio, non la conosceva ancora; e poi, Thessa mi ha scritto ieri dicendo che domani vorrebbe andare allo stadio, magari l'ha detto anche alla tua ragazza.» Aggiunge il centrocampista.

Senza farmi vedere dai miei compagni, entro nella sala comune e prendo posto su uno dei divani, sedendomi vicino a Gigio; davanti a Davide e Manuel farò finta di non sapere che Federica è qui, altrimenti incomincerebbero a fare troppe domande.

Durante l'allenamento, cerco in tutti i modi di distrarmi e di non pensare di avere i suoi occhi puntati addosso; ma sono consapevole che a fine allenamento non potrò evitare di parlarle. Il triplice fischio del Mister mette fine all'allenamento e a questa giornata di preparazione in vista della sfida di domani contro l'Austria Vienna. Mentre recupero la mia bottiglietta, sento una presenza alle mie spalle e ne ho la conferma quando la testa riccia del mio migliore amico fa capolino davanti ai miei occhi.

Con uno sguardo|| Patrick CutroneDove le storie prendono vita. Scoprilo ora