«Amore, preparo i popcorn e ti raggiungo, credo che mi troverò davanti a una scena molto comica e necessito di mangiare.» Sono giorni che derido Patrick per questa intervista che dovrà fare interamente in inglese e, conoscendo le sue abilità in questa lingua, so che avrà bisogno di qualche aiutino; ha richiesto la mia presenza, in modo da poter essere aiutato in caso di bisogno, ma sono consapevole che passerò la metà del tempo a ridere.
«Sappi che non sei simpatica.» Sbuffa, sedendosi al tavolo per accendere il suo portatile. «Hai finalmente la possibilità di sfoggiare le tue conoscenze di inglese, sarà molto divertente.» Ricevo un'occhiataccia come risposta, che non fa altro che suscitarmi una risata; ma il suo silenzio mi fa ricordare quanto sia permaloso e, di conseguenza, decido di farmi perdonare. Mi metto alle sue spalle e lo abbraccio da dietro, stringendo le braccia intorno al suo collo. «Poi dimmi che non sei permaloso.»
«Io non sono permaloso.» Mi risponde, continuando a smanettare con il portatile. «E invece sì Rick, sei tanto permaloso.» Gli lascio una serie di baci sulla guancia, consapevole che prima o poi cederà. «Io sono permaloso, ma tu sei una stronza; dopo ti faccio tutte le coccole che vuoi, ma ti prego adesso no.»
«Quindi ti distraggo?» Sorrido, riprendendo a lasciargli baci sulla guancia. «Fedee, ti sto odiando.» Sospira, suscitandomi una risata. «Però ho bisogno di un incoraggiamento.»
«Io sarò qui davanti a te, pronta a ridere; Gabri dorme e Brian l'ho portato fuori prima, quindi non ho nulla da fare se non ascoltare il tuo bellissimo inglese.»
«Sei una bastarda, io pensavo a un altro tipo di incoraggiamento.» Scuoto la testa trattenendo una risata e mi avvicino alle sue labbra. «Sei solo un viziato.» Sussurro, prima di azzerare la distanza.
«Scherzi a parte, mi metto davanti a te, così se dovessi aver bisogno ci sono.» Gli lascio un altro bacio e, prima di sistemarmi davanti a lui, vado a controllare nostro figlio che, fortunatamente, sta ancora dormendo.
***
«Cazzo che liberazione, menomale che è finita.» Patrick tira un sospiro di sollievo, abbassando lo schermo del computer e stiracchiandosi sulla sedia; ed è una liberazione anche per me, almeno adesso posso ridere del suo bellissimo inglese senza che l'intervistatore mi senta. «Ma come hai già finito? Io mi stavo divertendo; dovresti farle più spesso queste interviste, almeno so come passare i pomeriggi.» Lo derido, continuando a giocare con nostro figlio, che più o meno a metà intervista ha iniziato a piangere, richiamando così la nostra attenzione.
«Ripeto che non sei simpatica.» Sbuffa, sedendosi accanto a me sul pavimento; sorrido appoggiando la testa alla sua spalla e permettendogli di prendere in braccio Gabriele. «E io ripeto che ti conosco e che cedi dopo un bacio.»
«Amore, ma come cazzo si dice mal di testa in inglese?» Dopo un istante di silenzio, riprendo la parola, ripetendo esattamente le sue parole, esclamate in un momento di panico quando doveva dire come avesse passato il periodo di positività al corona virus; sospira, prima di scoppiare a ridere. «Va bene, hai vinto, faccio pena in inglese; ma ti supplico, finiscila qui e non prendermi per il culo.» Scuoto la testa, prima di affermare: «e il divertimento dove sarebbe, scusa? Com'è che hai detto? Ah sì, "Fede I need you".» Mimo le virgolette per citare le sue parole.
«Te l'ho detto in inglese, dovresti apprezzare il mio sforzo.» Lo vedo alzarsi e iniziare a camminare avanti e indietro per il soggiorno, segno che nostro figlio sta per addormentarsi. «Visto che il nanetto si sta per addormentare nuovamente, dopo dedichi il tuo tempo alla bimba grande?»
«Certo amore mio; e guarda, ti dirò di più: tuo figlio è già crollato, si vede che è tuo figlio. Però, in compenso, posso dedicarmi solo a te anche subito.» Sorrido e lo seguo verso la cameretta di nostro figlio e, appoggiandomi allo stipite della porta, mi soffermo sulla bellezza dei miei due ometti; Patrick è di una dolcezza infinita con suo figlio, ma ero sicura che si sarebbe rivelato un ottimo padre. Mi avvicino ai due uomini della famiglia e abbraccio da dietro il bimbo grande, guardando a mia volta nostro figlio dormire; e più lo guardo, più rivedo Patrick in tutto quello che fa, dalle espressioni che fa mentre dorme ai sorrisi che ci regala quando lo facciamo giocare. La somiglianza al padre è spaventosa, ma per quanto riguarda il dormire e il mangiare ha preso da me.
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Con uno sguardo|| Patrick Cutrone
Fanfiction||Certi sguardi ti entrano dentro e non trovano più la strada per uscire fuori dalla tua anima||
