«Mi scusi, questo posto è occupato?» Riconosco la voce della mia migliore amica e alzo immediatamente lo sguardo dal telefono, ritrovandomi Eleonora davanti ai miei occhi; scatto automaticamente in piedi e, anche se si dovrebbero evitare gli abbracci, non resisto e incrocio le braccia dietro al suo collo. «Se diventi così affettuosa dopo quattro mesi che non ci vediamo, facciamoli passare sempre quattro mesi tra un incontro e l'altro.» Sorrido, ma solo in un secondo momento mi ricordo che non può vedermi a causa della mascherina; sciolgo l'abbraccio, tornando a sedermi al mio posto e, una volta che anche lei si è seduta davanti a me, un dettaglio che all'inizio non aveva catturato la mia attenzione mi salta all'occhio.
«Da quando vai in giro con le maglie di mio fratello?» Domando abbastanza sospetta, sapendo che lei non usa mai le maglie del suo fidanzato fuori casa. «Piccolo incidente di percorso una volta finito il servizio; è stata la prima maglia che mi è capitata sotto mano aprendo la valigia e, visto che ero già in ritardo, me ne sono fregata e l'ho indossata lo stesso, nonostante a me non piaccia indossare fuori casa le maglie di Ale.» Se non la conoscessi così bene, mi avrebbe anche convinta; e, proprio perché non mi ha convinta del tutto, inizio a scrutarla, in attesa di una sua reazione.
«Fede, è inutile che mi guardi così; una ragazza mi ha rovesciato addosso del caffè e quindi mi sono dovuta cambiare.» Continua a non convincermi, ma non voglio insistere; decido quindi di fidarmi e di cambiare discorso. «Va bene, mi fido; come state?»
«Io bene, finalmente domani torno giù dai miei per qualche giorno; Ale è un po' giù per la mancata finale di Coppa Italia, ma non vede l'ora di ricominciare, nonostante abbia un po' di paura. Ma comunque va tutto bene; voi due invece?»
«Patrick sta facendo il countdown da quando hanno ufficializzato la data di inizio perché non vede l'ora di tornare a giocare e di dimostrare quello che non è riuscito a fare prima del lockdown, ma lo preoccupa sia il rischio di contagio che il rischio di infortunio serio; io sto bene, finalmente posso uscire a fare due passi con il nanetto.»
«Come sta il mio fidanzato?»
«Non molli, vero?» Domando ridendo, ottenendo un no in risposta. «Cresce a vista d'occhio, mangia e dorme, sorride sempre ed è un Patrick in miniatura; devo dire che è bravo, piange poche volte e non ci dà problemi né per il dormire né per il mangiare. È un bambino dolcissimo e affettuoso, ma questo lo proverai sulla tua pelle appena lo vedrai; ama giocare con Brian, ti lascio immaginare le ore passate sul tappeto con Gabri e Brian. Siamo stati veramente fortunati, è un bambino bravissimo.»
«Dovresti vedere quanto ti luccicano gli occhi mentre parli di lui.»
«È un'emozione indescrivibile, che ti auguro di provare al più presto; ogni volta che lo guardo, penso che è nato dall'amore tra me e Patrick. Da quando è arrivato, sono cambiate tutte le priorità, però lo guardo e penso al fatto che lui verrà sempre prima di tutto e tutti; e non importa se ho dovuto rimandare la laurea di un semestre, non importa se ci impiegherò più tempo a fare esperienza nel campo lavorativo. Io so che quando tornerò a casa ci sarà lui ad accogliermi con il suo sorriso, con un abbraccio; e anche se arrivi a casa distrutta, il primo pensiero sarà sempre e solo lui.»
«Ed è il motivo per cui abbiamo affrontato il discorso io e tuo fratello; e anzi, a proposito di lui, prima mi ha mandato una foto chiedendomi esplicitamente di fartela vedere appena ne avrei avuto l'occasione.» Mi passa il suo cellulare, impostato sulla schermata della chat con mio fratello e, non appena apro la foto, rimango a bocca aperta.
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