L'antagonista

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Il bussare insistente alla porta ci sveglia di soprassalto.
“Accidenti, stavo facendo un sogno meraviglioso!” esclama Monique, stiracchiandosi sul divano con un brontolio divertito. Si alza con lentezza e va ad aprire la porta.

Davanti a noi c’è Michael, con quell’aria di chi pensa di essere perfettamente normale mentre in realtà non lo è affatto. “Salve, sono Michael. Cerco Arya. È qui?” Mi volto verso Monique, che fa un piccolo cenno di approvazione, e poi corro nel bagno come un razzo, ancora in pigiama, a sistemarmi i capelli e a vestirmi. La mia mente corre veloce: “Ok, respira, Arya. Solo un’altra giornata surreale.”

Poco dopo esco dal bagno e li trovo già tutti e tre in cucina, seduti attorno al tavolo a sorseggiare il caffè. L’atmosfera è stranamente tranquilla, ma io sento un brivido corrermi lungo la schiena.
“Ciao Michael. Come mai da queste parti?” gli chiedo, cercando di mascherare la mia esitazione.

“Dobbiamo andare al centro commerciale. Dovremo iniziare a farci vedere in compagnia, ricordi?” risponde, con un tono quasi professionale. Cavolo… l’avevo completamente dimenticato! Ieri sera mi aveva mandato un messaggio ricordandomi il nostro appuntamento. Annuisco distrattamente e saluto le mie amiche, che mi guardano con aria un po’ cattiva — non so se per gelosia o per il fatto che sono io, Arya, ad attirare tutto questo casino.

Mentre esco, sento Monique parlare con Isa del suo sogno: “Capito? Lo stavo per fare a fettine quel bastardo di King...” ridacchia, e io sorrido nervosamente. Il mondo intorno a me continua a muoversi, caotico come sempre.

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Dopo pochi minuti siamo in macchina: un’auto sportiva rossa, costosa, che ruggisce ad ogni accelerata. Siedo accanto a Michael, cercando di sembrare tranquilla, ma il cuore mi batte forte.

“Perché hai accettato questo… lavoro?” chiedo, cercando di capire cosa si cela dietro il suo sorriso leggermente ironico.

Michael mi osserva un attimo, come se stesse leggendo nel mio cervello. “Perché mi piaci molto. Non ti ricordi proprio di me, eh?” dice senza mezzi termini. Io lo fisso, cercando di ricordare. Mah… a dire il vero, non credo di averlo mai visto prima. Poi aggiunge, con un sorriso strano: “E poi ho qualche debituccio di gioco da pagare.”

Un brivido mi attraversa. Tutto d’un tratto ricordo: l’estate scorsa è venuto in libreria a chiedere soldi a suo zio, il signor Brown. Non glieli ha concessi, e appena se n’è andato Michael, lo zio si era chiuso nello studio imprecando tutto il giorno. Mi aveva detto di stare lontana da suo nipote perché era una calamita per i guai. Bene… dalla padella alla brace! penso tra me e me.

Ferma l’auto nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale e saliamo al piano superiore grazie alle scale mobili. La galleria è affollata di gente, vetrine scintillanti e luci che riflettono come piccoli fari di scena.

Entriamo in un bar e ordiniamo due caffè. Ci sediamo a un tavolo interno; Michael prende un pacchetto di sigarette e mi offre una, che accetto per scacciare la tensione. Fumiamo in silenzio per qualche secondo, poi iniziamo a parlare del più e del meno. Sembra gentile, ma il mio istinto mi dice che non tutto è come sembra. Decido di non espormi troppo: meglio osservare prima di fidarsi.

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Finito il caffè, passeggiamo lungo la galleria. Le vetrine dei negozi sembrano opere d’arte, ogni oggetto posizionato con cura maniacale. Mi fermo davanti a un negozio che vende oggetti di vario tipo e mi perdo ad ammirare i dettagli. Michael si avvicina e mi poggia una mano sulla spalla, con un gesto che vuole essere amichevole. Rabbrividisco. Non mi piace quel contatto.

Amore Miliardario [COMPLETO 11/25] La tua prossima ossessione. Scoprilo ora