Nella schietta azzurrità del cielo, il sovrano esaminava dall'alto le nuove creature.
L'ampio e vigoroso sbattimento d'ali per proseguire il volo, l'esperta virata prima di scendere sui forestieri a sfioro e la risalita fendendo magistralmente la gravità, ne descrivevano l'indiscusso potere.
Come apparivano strani quegli esserini sdraiati sul soffice manto erboso, così verde e così puntellato di tarassaco dorato: le femmine con le teste così vicine e i corpi allungati in direzione dei punti cardinali; e poco più in là, i maschi, distesi in un medesimo girotondo.
Si avvicinò più volte agli addormentati, spettinando di qua e di là i lunghi ciuffi d'erba; ma loro, ancora immobili, come sassi. Solo una farfalla, allontanatasi dalle sorelle, poté dare una spinta alla situazione: Marta, solleticata dalle minuscole zampette, aprì gli occhi sull'ospite inatteso del suo naso e scattò seduta come una tagliola, strillando.
A quel punto, anche gli altri uscirono dalla beatitudine domandandosi cosa stesse accadendo; per qualche istante il padrone del cielo si fermò in aria, a guardare. La smisurata apertura alare, sfoggiante file alternate di blu elettrico e verde lime brillante, proiettava una grande e inquietante ombra sui ragazzi.
Il cuore di Marta batteva all'impazzata e Bianca sfiorava una crisi di panico. L'alto livello di adrenalina fece balzare tutti in piedi; seguivano di qua e di là il volo del grande uccello temendo il peggio. Forse li avrebbe attaccati e senza perderlo d'occhio un momento tentarono anche di sondare i contorni di quel luogo sconosciuto. Il mondo reale sembrò svanito e tutto ciò che a tratti riuscirono a vedere fu un lago, grande poco meno di un campo di calcio, dove si specchiava un grande platano ramato antistante le verdi colline, fuggenti all'orizzonte. Un'immensa prateria, senza vie di fuga verso un fitto bosco e senza anfratti in cui potersi nascondere.
Dopo svariati giri di ricognizione, il piumato si decise a planare sulla riva opposta a quella occupata dai ragazzi. Alto quanto uno struzzo ma elegante come un pavone, richiuse le grandi ali sul proprio corpo; la testa, il collo e il petto prorompevano di un blu regale mentre rotonde macchie rosse impreziosivano l'estremità più larga delle piume della lunghissima coda. Li fissò a distanza per qualche secondo con il suo occhietto nero e la testa leggermente girata da un lato; poi, aprì l'affusolato e purpureo becco e chiese: -Da dove venite?
Ovviamente gli animali non parlano, perciò nelle menti dei ragazzi arrivò forte e chiaro il messaggio "Siete ancora dentro il gioco!". Bianca impallidì mentre il sudorino freddo le scorreva sulla pelle; appena in tempo, Valerio la sorresse. Federico deglutì stentatamente prima di balbettare qualcosa: -E' un po' complicato da spiegare.. dal momento che non sappiamo dove ci troviamo adesso- disse, rimandando cautamente la risposta, almeno fino a quando non avessero capito se quel mondo sarebbe stato per loro una minaccia o meno.
Il volatile abbassò l'altero ciuffo che piumava la sua nuca e, pensando che l'implicita richiesta potesse essere forsanche legittima, elargì qualche informazione:- Questa è la 'Terra dei Sogni Realizzati e dei Problemi Risolti'.
-Non credo di riuscire a capire.. voglio dire.. so perfettamente che cosa sia un sogno e un problema, ma..
-Ah Ah! Glielo vuoi spiegare tu, Miz?- disse, tra una compiaciuta risata baritonale.
"A chi sta parlando adesso?" si chiesero i poveretti, passandosi lo sgomento con lo sguardo. Là non c'era nessun altro all'infuori di loro e del pennuto. Si guardarono ripetutamente attorno, stringendosi sempre di più, schiena contro schiena per guardarsi le spalle a vicenda; ma nessuno si mostrava. Poi, un grosso cespuglio di bosso parve muoversi e divenire sempre più alto, quasi quanto un uomo.
STAI LEGGENDO
Le Dimore del Cuore
FantasyDove abita il cuore? Ogni cuore ha la sua precisa residenza; nasce e risiede lì fino a quando qualcosa di significativo non interviene. Sicuramente ci sono stimoli esterni che hanno il potere di spostarlo in altre dimore, ma là vorrà sempre tornare...
