7. SPIRITO DI RICERCA

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-Non dimenticate mai che solo nel perseverare si trova la via! –disse il regale pennuto, a bordo lago, dispiegando e richiudendo le grandi ali.

-Buona fortuna!- fu l'ultimo saluto di Miz.

-Grazie... grazie di tutto!-risalirono dalla cavità lacustre le voci ormai lontane.

Saldamente aggrappati al soffice seme, si lasciarono fiduciosamente piroettare nella nuova dimora. Uno, due, tre, quattro piani contò Federico prima di raggiungere il pianoterra.

Gli occhi ambrati di Filippo si fecero grandi dalla gioia di fronte alla mole di libri che gli comparivano man mano davanti; da qualsiasi direzione il seme lo voltasse, continuava a vedere librerie e lo sguardo si accendeva di desiderio.

I divanetti amaranto e i lucenti lampadari di cristallo con i loro fiori finemente lavorati a mano, sembravano scelti di proposito per appagare il gusto per il bello di Jessica.

Marta passò così vicina ad uno di quei lampadari che ne poté ammirare tutto lo splendore.

Placidamente stavano scendendo, uno dopo l'altro, lenti e delicati come in un giro della giostra panoramica. Un imponente rosone attendeva il loro atterraggio: sul suo cuore, di un marmo verde Alpi, si affacciavano nove petali di altro marmo beige, ocra e amaranto, alternati. Una composizione che evocò nei ragazzi l'immagine di un fiore socchiuso, abbracciato da listoni circolari dello stesso materiale, che davano l'illusione di propagarsi verso le pareti della biblioteca.

Su tutto quel marmo, esageratamente lucido, ogni cosa si rispecchiava: dai ragazzi che scendevano dal soffitto, agli eleganti lampadari a sospensione, alle scale di collegamento da un piano all'altro. Tutto appariva moltiplicato.

-Bene, allora è qui che comincia la nostra ricerca?- disse Federico non appena mise piede a terra. Le mani sui fianchi e lo sguardo indagatore comunicavano la sua prontezza d'animo, ma come mosse il primo passo si ritrovò gambe all'aria sul pregiatissimo marmo.

-Ah, ah ah! Abbiamo un pattinatore alla sua prima esperienza sul ghiaccio!- lo beffeggiò Jessica.

Risero tutti, aggrappati ancora al loro seme di tarassaco; ma l'ilarità svanì presto, quando dovettero testare con mano, o forse sarebbe meglio dire 'con piede', che il loro amico non era caduto a causa della sua goffaggine.

-E che diamine!- imprecò Diego- non si riesce proprio a star ritti!

E come lui, anche Alberto, Filippo e Valerio piombarono col sedere per terra.

-Ben arrivati anche voi! Non ridete più, adesso?

Mentre i maschi litigavano con la forza di gravità, generosamente aiutata dallo scivoloso pavimento, le femmine pian piano erano riuscite a trovare un equilibrio e senza caricare troppo i propri passi sul pavimento lo stavano addirittura pattinando.

-E' fantastico!- commentò Jessica- Non siete mai andati sui pattini, voi? Ci vuole leggerezza, miei cari. Leggerezza! Iuhuuu!

Si divertivano da matte scivolando avanti e indietro; i capelli al vento e i tessuti leggeri, che a tratti si appiccicavano ai loro corpi, aggiungevano una piccola dose di sensualità che non sfuggì neanche al più timido Valerio.

-Sì, sì d'accordo... Belle e Brave! – reagì Federico facendo partire un breve applauso- ma ora pensiamo alla ricerca..

-Che Noiosone!- replicò Jessica.

-Dovremmo salire al piano di sopra; quaggiù, libri, non ce ne sono..- precisò Bianca.

-Ma perché la scala non ha i gradini?- si turbò Marta.

Le Dimore del CuoreLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora