Eisuke

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Siamo all'interno di un tunnel e d'improvviso sento una fitta alla testa, porto le mani alle tempie e mi blocco sul posto. Ho l'impressione che la terra stia tremando finché non sento qualcuno prendermi di peso e trascinarmi fuori dalla piccola galleria. Riesco a riprendermi leggermente e quando apro gli occhi alle nostre spalle vedo solo macerie <cos'è successo?> domando <hai solo fatto crollare un pezzo di edificio> osserva Kirishima <quei bastardi hanno amplificato il mio potere> <come?> chiede Shoto <non lo so, venivo sottoposta a test quasi tutte le ore e ogni tanto mi iniettavano qualche liquido, c'era anche un ragazzo...> <chi era?> domanda Bakugo <non lo conosco bene, però era senza quirk, quei scienziati hanno fuso il suo DNA con quello di alcuni animali, creando una creatura raccapricciante> spiego <quindi non è più una persona normale?> aggiunge Shoto <no, è praticamente una bestia>. <Da questa parte, ho sentito qualcosa!> avvertiamo la voce delle guardie provenire da una galleria accanto. <Dobbiamo andarcene> <da che parte?> <per di qua> ci avvisa Kyoka prendendo un corridoio. Sentiamo i passi delle guardie sempre più vicine finché non ci troviamo davanti una porta blindata con serratura elettronica. <La faccio saltare in aria> esclama Bakugo <non credo proprio> afferma una delle guardie affiancata da altri tre uomini. <Fine della cor-> viene interrotta da uno di loro che lo colpisce con il calcio del fucile, successivamente spara un colpo agli altri due compagni, è stato così veloce che probabilmente non sono riusciti a capire cosa stesse accadendo. Si avvicina a noi con aria minacciosa per poi togliersi il casco.
<Bob!> esclamo sorridendo <cercavate questa?> chiede mostrandoci una tessera magnetica.

<Muoviamoci, non manca molto all'uscita, ma sanno che siete qui> ci avvisa avvicinandosi alla serratura e aprendo il passaggio

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<Muoviamoci, non manca molto all'uscita, ma sanno che siete qui> ci avvisa avvicinandosi alla serratura e aprendo il passaggio. <Perché ci aiuti?> domando mentre continuiamo a correre nel corridoio <sai, molto tempo fa c'era una ragazza...>

dodici anni prima Eisuke's pov
Lavoro in questo edificio solo da poche settimane. Il mio compito è quello di occuparmi della sicurezza, evitare che qualcuno entri. È uno dei più prestigiosi laboratori della città, sono riuscito a passare l'esame da guardia giurata a pieni voti.
Ormai l'unica persona che mi è rimasta di più cara è mia madre. Mio padre ci abbandonò quando io ero appena nato, è grazie a lei se sono la persona di oggi, mi ha cresciuto da sola, senza mai chiedere aiuto. Questo lavoro è l'occasione per ringraziarla e dimostrarle la mia gratitudine.
Mi è stato ordinato di sorvegliare i piani inferiori, dove si trova l'ingresso. Era il mio turno assieme a Kamatari, di colpo sento un urlo disumano provenire dal piano sopra di noi. <Hai sentito?!> chiedo al ragazzo accanto a me, lavorava in questo luogo già da qualche anno, <non te ne devi preoccupare> risponde con un tono piatto, come se ci fosse abituato. <Cos'è stato?> <niente di importante, adesso fai il tuo lavoro> afferma seccato. Quelle grida le sentimmo per i successivi sei giorni, nessuno mi diede mai una risposta ed io smisi di cercare di capire.
Adesso sono due anni che lavoro qui. Sono riuscito ad avere la piena fiducia dei miei superiori, tanto che sono passato di livello, arrivando ad occuparmi dei piani alti, letteralmente. Mi spiegarono che loro aiutano i ragazzi senza quirk, fanno delle ricerche per capire cosa poter fare e come aiutarli. Mi ero fidato.
<Lasciatemi!> sento la voce di una ragazza alla fine del corridoio <come ha fatto a svegliarsi?!> chiede Hiroshi, una delle guardie che lavora con me <sedatela!> aggiunge. <Ho detto di liberarmi!> urla la giovane, corro nella loro direzione, ma il corridoio bianco dove mi trovavo prima diventa di colpo nero. <Tu non vuoi che gli succeda niente giusto?> sento una voce, ma non riesco a capire da dove provenga. <Chi sei?!> chiedo guardandomi intorno <questo è irrilevante> risponde <devi solo fare quello che ti dico> aggiunge. <Credi che ascolti una voce nella mia testa?> <ma io sono qui e lei anche> afferma una ragazzina apparendo davanti a me con mia...madre. <Mamma...> la chiamo spaventato <non vuoi che le succeda niente giusto?> domanda la ragazza ridendo con un coltellino tra le mani <lasciala andare!> la minaccio puntandole l'arma contro <quella non servirà a nulla> ribatte, abbasso lo sguardo e tra le mani ho una...pistola d'acqua? <Facciamo un indovinello> aggiunge, come risposta le volto le spalle cercando una via di fuga. <Pessima mossa> risponde apparendo davanti a me con il coltello puntato contro la gola di mia madre <va bene, ma non toccarla> <d'accordo> ammette per poi farla scomparire. <Dov'è?!> <non ti preoccupare, adesso rispondi a me. "entro prima di aver aperto"> <non lo so> rispondo secco <che peccato ne ho veramente bisogno> afferma apparendo alle mie spalle e caricando un'arma. <Pensaci bene> continua <...una chiave?> chiedo confuso per poi vedermi apparire tra le mani la carta magnetica per le porte blindate. La ragazza stava per prenderla, quando di punto in bianco la vedo svenire, la sorreggo e in quel momento sembra che il corridoio sia riapparso.
Alzo gli occhi e noto Kamatari con una siringa in pugno. <Cos'è successo?> chiedo confuso <è l'effetto del suo quirk> spiega il ragazzo <è in grado di alterare la realtà> aggiunge. <Portatela nella camera> ordina Hiroshi ed eseguiamo i comandi. Il mattino seguente eglu mi chiede di recarmi da lei per portarla nella stanza degli esami. <Preparati per un test> dichiaro affacciandomi dalla piccola apertura nella porta. Aspetto una quindicina di minuti e poi la vedo uscire. I capelli biondi si confondono con la lunga maglietta bianca e gli occhi neri come la pece che continuano a guardarsi in torno, non sembravano spaventati, solo...curiosi.

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