{ Come già avrete intuito, gli aggiornamenti non saranno regolari, dipenderà dai miei impegni universitari purtroppo. Per ora vi lascio con questo capitolo, che spero vi piaccia! E perdonatemi gli errori ma ho avuto poco tempo per guardarlo per bene, in più volevo portarvelo in fretta! Buona lettura❤️fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti! }
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Il viaggio con Alexis e Hachiko — che dormiva nel retro —, stava iniziando a tormentare Roan, talmente era silenzioso; l'uomo infatti poteva percepire l'angoscia della ragazza senza nemmeno guardarla in faccia. Decise quindi che il suo dovere da amico, padre, fratello, o qualsiasi ruolo ricoprisse per lei, era quello di aiutarla ad uscire da quell'abisso, così buio e infinito, in cui era precipitata. «Ora che ti ho salvato il culo, si può sapere che diavolo ti prende?»
Alexis si bagnò le labbra, ma non fiatò. Il fatto che la sua visione si era dimostrata reale e che la sua ira si era manifestata così violentemente contro Bellamy, il ragazzo che amava, l'avevano lasciata di stucco e non aveva idea di quale fosse il modo migliore per risolvere le cose. Forse avrebbe dovuto parlare di questi suoi sogni così ricorrenti e reali a qualcuno, sul serio però; o forse sarebbe stato meglio starsene zitta, che tanto prima o poi se ne sarebbero andati da soli come tanti anni fa già avevano fatto.
Alexis tentava perciò di mediare tra i suoi pensieri contrastanti, mentre Roan rimaneva ancora in attesa di una risposta da parte sua. Il suo silenzio era così intenso e desideroso di una risposta, che iniziava ad opprimerla. Cercò quindi di riprendersi velocemente e, una volta decisa e soprattutto calma, prese un bel respiro, auto convincendosi che a Roan avrebbe potuto confessare tutto, che lui sarebbe stato l'unico a non giudicarla. Inoltre, era forse anche il solo a poterla aiutare in quel momento: era stato lui, fin dal primo momento in cui l'aveva conosciuta, a consigliarle cosa fare, cosa non fare. Era sicura l'avrebbe fatto anche stavolta. Per lei, era una fattispecie di mentore, precettore.
«Fin da piccola... Ho sempre avuto queste... visioni. Nonostante abbiano iniziato a manifestarsi molti anni fa, non ho ancora la minima idea del motivo per cui mi succeda e che cosa siano in realtà... Se siano solo frutto del mio subconscio o altro. L'unica cosa di cui sono sempre stata certa è che mi lasciano indizi su ciò che accadrà nel futuro, vicino o lontano che sia. Da piccola erano cose stupide, come il fatto che mia nonna si sarebbe rotta il polso... Quindi, anche se si rivelavano reali, le ignoravo sempre. Ora però, mi mostrano cadaveri, sangue, persino l'apocalisse... E questo mi spaventa.» affermò, per poi fare una piccola pausa, avendo molta difficoltà nel parlare di tutto ciò con qualcuno. Era però arrivato il momento di farlo, avrebbe dovuto affrontare le sue paure più profonde e oscure.
«Ad esempio, oggi mi è ricapitato quando ho avuto quel giramento di testa. Di solito accade solo di notte, come dei sogni premonitori, mentre oggi è successo di giorno: un vero e proprio flash che mi mostrava un cadavere, che però non riuscivo ad identificare. Mi ha anche provocato un giramento di testa.» man mano che andava avanti a raccontare, la sua voce si faceva sempre più bassa e amara, persino gli occhi le erano diventati lucidi. «Tutto il giorno ho vissuto con la paura che fosse uno di voi. Probabilmente questo ha anche causato il mio attacco d'ira verso Bellamy...»
Roan rimase in silenzio per qualche secondo, un lasso di tempo brevissimo, che però parve infinito alla sua interlocutrice, in cui l'ansia, mista a tristezza, continuava ad aumentare. Pensava magari di averlo spaventato o, più semplicemente, che l'uomo non credesse alle sue parole, cosa che succedeva spesso quando cercava di parlarne con qualcuno. Ma, si chiedeva: era così assurdo? Era forse pazza?
Roan finalmente si decise a parlare, ma non le disse ciò che realmente pensava a riguardo. Si limitò a consigliarle ciò che era meglio fare per non farla diventare matta. Decise che la soluzione migliore al momento era quella di tranquillizzarla, piuttosto che appesantire la sua mente con altra ansia e dolore. Pensò che, certe volte, in determinate situazioni, era meglio nascondere la verità. E quella era una di quelle situazioni. Lui l'avrebbe comunque tenuta d'occhio costantemente, per quanto il suo ruolo di regnante glielo avrebbe permesso.
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Apocalypse || The 100
Fanfiction[SEQUEL DI ALIVE E SURVIVORS] Il popolo del cielo è riuscito a sventare la minaccia rappresentata da Alie e i suoi chip, ma riusciranno a sopravvivere ad un'apocalisse? Scopritelo in questo eccezionale sequel di Survivors.