Capitolo 9

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Quando mi sveglio neanche mi accorgo del sole, anzi la sua entrata mi riscalda, anche se, quando apro gli occhi e mi affaccio alla finestra, sento il cuore pesante, gelido. Scendo in cucina e non trovo nessuno. Papà deve essere uscito prima e mamma, non so. Senza farmi troppe domande inizio a fare colazione, una equilibrata, niente di più niente di meno. Esco dalla cucina soddisfatta quando mi fermo e mi volto, mi guardo intorno, ho la sensazione di fame, come se non avessi mangiato nulla, o almeno non abbastanza. Apro tutti i cassetti, gli sportelli, e tiro fuori tutto quello che trovo di buono. Inizio a mangiare, mi sposto da una parte all'altra, come una trottola che gira. Freno quando avverto un senso di nausea. Ci sono caduta di nuovo, di nuovo. Corro in camera e mi siedo a terra, tra 20 minuti dovrei essere a scuola e io sono in pigiama, sul pavimento, e sto per esplodere. Mi sento pesante, anzi sono un peso, per tutti, sono un peso enorme, un macigno. Chiudo gli occhi e nel buio vedo solo lui.

"Che fai?" Mi chiede con tono giocoso

"Sto cucinando."

"Ah, in giardino?"

"Si, mamma ha detto che posso usare l'acqua per giocare con le pentoline."

"Posso unirmi a te?"

"Certo, vuoi che ti prepari qualcosa?"

"Tutto quello che hai."

"Ma così mangi tutto, non mi lasci niente."

"Oggi è stata una giornata triste, voglio tutto il menù."

"Ma ha detto mamma che si può mangiare una cosa, sennò si diventa ciccioni come papà."

"Io voglio tutto"

"E io ti preparo una cosa, non voglio che diventi ciccione."

"Io voglio diventare cicciottello e tu non me lo impedirai."

"Ma poi diventi brutto."

"Cosa? I cicciottelli non sono brutti, papà è brutto?"

"No.."

"E mamma lo ama anche se è cicciottello?"

"Si..."

"E allora? Sta bene così, è felice, guardalo come ride."

Giro lo sguardo verso la porta finestra che da direttamente alla sala da pranzo, mamma sta facendo la pasta fatta in casa e papà la aiuta, anche se è un pò goffo. Sono tutti sporchi di farina e ridono come se avessero la mia età, sono felici.

"Cucinano anche loro." Sospiro guardandoli incantata

"Si, e mi sa che vado a mangiare del cibo vero, ci vediamo dopo."

"Ma ho già messo l'uovo nella padella e ho preparato il piattino."

"Non mi piace l'uovo grazie lo stesso."

"Ma avevi detto che volevi tutto, io ho solo questo.."

"Allora per il tuo compleanno andiamo a comprare altre cose sennò il ristorante ti va in bancarotta."

"Siiiiii." Urlo saltellando, mentre ci dirigiamo verso la sala da pranzo.

Mi sveglio bruscamente e il ricordo appena fiorito svanisce. Ho fatto tardi per scuola e forse dovrei cercare mia madre, ma in questo momento non ho le forze per fare nulla. È come se tutta l'energia acquistata con il cibo si fosse trasformata in una massa magnetica enorme, che mi tiene incollata al pavimento. Se fossi in mare a quest'ora starei andando giù, tra le cose dimenticate, verso l'abisso, io àncora e il resto acqua. 

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