"Voglio vedere le stelle."
"Come mai?"
"Perché sono come te...migliorano anche gli anfratti più bui della mia vita."
Tornando a casa, Klyn, passò davanti a quella scuola...la scuola elementare, quel posto che le aveva, in un modo tutto suo, donato una vaga forma di felicità.
Il cellulare vibrò e la portò via dai suoi ricordi.
Rowen.
"Che vuoi?" Rispose lei.
"Dove sei?" Chiese lui, con tono pacato.
"Perché...ti interessa?"
"Klyn...per favore...ti ho solamente chiesto dove sei...e si...mi interessa."
"Sto arrivando, sta' tranquillo vecchietto."
E così chiuse la chiamata.
Era già stata più gentile del solito, quindi il 'vecchietto' doveva esserne contento.
Guardò in lontananza casa sua, e aumentò di poco l'andatura.
"Lyn aspetta!" Una voce dietro di lei la fece sobbalzare, così si girò di scatto, e in un lampo i suoi occhi si riempirono di lacrime.
"Ethan! Ethaaaan! No, ti prego! Non lo fare, non te ne puoi andare!"
Dopo la morte dei suoi, Klyn, fece un patto con se stessa: lei non avrebbe mai più dimostrato amore a nessuno, nessuno...tranne che a lui. Si, perché non lo aveva incluso nella sua promessa...anzi...per la verità, non aveva incluso un sacco di persone, come suo fratello, ma non aveva voluto tener fede a quelle eccezioni.
Eppure, in quel momento, era sul punto di cadere, di lasciare tutto, di mandare al diavolo ogni promessa fatta, ma non poteva, doveva continuare a recitare, a fingere ininterrottamente, perché anche quando il palco va a fuoco, gli attori vanno avanti con la loro commedia, passando oltre le urla, oltre il terrore, oltre il dolore, oltre il mondo.
È da questo che la ragazza pensava si giudicasse la bravura: dall'essere pronti a tutto...Klyn non seppe mai cosa, lungo il suo cammino, sarebbe potuto spuntare, ma qualunque essa fosse, lei fu sempre brava, pronta a metterla a tacere, a far sì che non mettesse a repentaglio la sua recita monotona.
Dopo poco la ragazza si asciugò le lacrime e si ricompose.
"Che ci fai tu qui?" Chiese improvvisamente fredda.
Lui disse calmo:"Avevo il giorno libero."
"E non potevi andare a divertirti con qualcuno? Che so, la tua ragazza?"
"Avevo piacere di vederti, ma che cos'hai?"
"Ho sonno, ecco cosa, me ne torno a casa."
Si girò incamminandosi verso la destinazione.
"Tu non sei così." Lui la affiancò.
"Ma te ne vuoi andare? Dopo tutti questi anni ti presenti così? A caso?"
"È per questo?"
"Per questo cosa?"
"Che ti comporti così."
"Io sono così!" Disse nervosa.
"No, non è vero."
"Va a quel paese Ethan!"
"Mi dici che ti prende?!" Sbraitò lui.
Klyn si fermò, lo guardò dritto negli occhi e, dopo un breve attimo, gli tirò uno schiaffo forte in viso.
"O te ne vai, o ti prendo a calci nel didietro."
"Speravo fossi cambiata sai? Invece sei rimasta la ragazzina incavolata di un volta! Sai che c'è? Che avevi ragione! Avrei potuto spendere il mio tempo con qualcun altro invece che venire da te!"
Lui, abbattuto e nervoso allo stesso tempo, prese un'altra strada, sperando che tutto quello fosse solo un incubo, un dannatissimo incubo.
Ethan aveva sempre tenuto a Brooklyn, era come una sorellina per lui.
Da piccoli stavano molto insieme, tutte le volte che potevano, e loro due, assieme a Joe, formavano il gruppo perfetto.
Ethan pensava che non si sarebbero separati mai, ma non fu così, no, per niente...dopo la morte dei suoi, Klyn smise di parlare, e quelle rare volte che lo faceva la sua lingua sembrava più affilata di una spada.
Joe decise di rimare accanto a Ethan, che però si trasferì a causa del lavoro dei suoi pochi mesi dopo.
Era tutto distrutto, tutto cenere.
Ethan camminava lungo il marciapiede di quella strada mal ridotta, continuando a pregare che fosse tutto uno scherzo, che Klyn non fosse davvero rimasta la ragazza costantemente arrabbiata, pregava che fosse ritornata come quando erano bambini, la piccola e indifesa Klyn.
Klyn. La bambina che cercava sempre il riparo di qualcuno...che se non era in compagnia di una persona amata, camminava a testa basta, sperando di non farsi notare troppo.
La sua amata Klyn.
Joe camminava con un sorriso malinconico, quando vide una persona venirgli incontro, a testa bassa.
"Ethan!" Disse, sventolando la mano in alto.
"Joe!" L'amico alzò la testa, sorridendo un poco.
"Come te la passi?" Chiese Joe.
"Non troppo male."
Lui fece una smorfia:"Cos'è quella faccia triste? Non è da te..."
Il ragazzo disse una sola parola, un solo nome:"Brooklyn."
L'espressione di Joe mutò in un secondo:"Cosa è successo? Si è fatta male? Le è successo qualcosa di grave?"
Lui scosse piano la testa:"L'ho incontrata, poco tempo fa...mi ero illuso che non fosse così, non per davvero, che fosse tornata 'normale', come da bambini."
Joe guardò negli occhi il ragazzo e disse:"Senti...non perderti d'animo, perché Klyn, la vera Klyn, è ancora lì, da qualche parte, ed io ne sono certo,
bisogna solo salvarla e riportarla da noi. Lo so che ti manca, e lo so che è difficile, ma a maggior ragione, dobbiamo cercare in tutti i modi di farla tornare da noi. Lei ti vuole ancora bene Ethan, e anche tu gliene vuoi, quindi, per favore, aiutami a salvarla, una volta per tutte."
Ethan sorrise un poco, poi abbracciò il giovane:"Grazie Joe." Fu tutto ciò che disse, per poi allontanarsi in silenzio.
Klyn prese gli auricolari dalle tasche del suo jeans troppo stretto, fece partire la musica e iniziò a correre verso casa sua, o meglio, casa del 'vecchietto'.
Dopo pochi minuti arrivò a destinazione, ma le sue gambe cedettero, tutta la sua forza la abbandonò, tutto divenne nero, come in una stanza priva di luce.
"Cara Brooklyn, io non so dove sarai tu fra molti anni, ma ciò che mi auguro, è che tu sia la stessa, quella di sempre.
Ti prego di non dimenticare le mie parole, cara piccola Yin, ti prego di promettermi, qualsiasi cosa succederà, che tu rimarrai la dolce e indifesa Yin.
La mamma è tanto orgogliosa di te, piccola mia, e sa che in te c'è qualcosa che pochi possiedono, tu hai qualcosa di diverso, quel qualcosa si chiama cuore, non tutti lo hanno sai?"
"Ma le persone non possono vivere senza il cuore. Sono Zombie?" Chiese innocente Klyn.
La mamma rise, per poi dire:"No, piccola mia, tutti hanno un cuore vero, ma pochi possiedono la sua vera essenza."
Klyn, non capendo, scosse la testa:"Non capisco mamma."
"Ogni cosa a suo tempo...verrà il giorno in cui capirai il significato delle mie parole, cara Yin."
"Cara Yin, chi non possiede l'essenza del cuore, è già morto."
La Luna ed il Sole, l'Inverno e l'Estate, il Freddo ed il Caldo.
"Mamma...mi dispiace, non ho tenuto fede alla promessa.
Ho rinnegato ciò che sono, ho dimenticato l'essenza del mio cuore.
Ero il tuo Sole, la tua Estate, ed ora sono il contrario, cara Mamma.
Sono morta, anche se c'è chi può dire il contrario, siccome cammino, mangio, bevo, 'vivo'.
Io sono apparentemente viva, ma in verità sono solo una ragazza che cammina senza l'essenza del proprio cuore per le strade deserte di una città qualsiasi.
Mi dispiace Mamma, però ricorda...ti voglio bene.
Mamma..."
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𝐼𝑜 𝐻𝑜 𝑇𝑒, 𝐹𝑟𝑎𝑡𝑒𝑙𝑙𝑜
Diversos"𝑌𝑜𝑢'𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙 𝐼 𝐻𝑎𝑣𝑒..." Era un legame troppo forte per essere spezzato, di quelli che neanche la morte potrebbe distruggere. Brooklyn abita sola con suo fratello maggiore Rowen da ormai due anni, da quando i loro genitori sono morti in...
