Capitolo 6

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Steve pov
Sono passati circa quattro mesi da quando Nicol s'è unita alla squadra e tra piccole missioni ed allenamenti le giornate hanno una routine uguale che si ripete giorno dopo giorno.

"<<Ti ricordi quando ti ho portato sulle montagne russe a Coney Island?>>
<<Si, ho dato di stomaco>>
<<Si, ti stai vendicando vero?>>
<<Perché mai dovrei farlo?>>
.....
<<Lo avevo messo alle porte>> mi dice Buck dopo che lo ho "aiutato" a mettere K.O. un nazista
<<L'ho visto....a terra!>> urlo e un fascio di energia colpisce il mio scudo distruggendo una parte del treno. Buck afferra il mio scudo per proteggersi ed inizia a fare fuoco verso il nemico finché non viene colpito e sbalzato fuori dal treno.
<<Bucky!>> urlo aggrappandomi alla sbarra in metallo ed avanzando verso il mio migliore amico senza preoccuparmi del vuoto sottostante
<<Resisti!>> urlo cercando di farmi sentire sopra il rumore delle rotaie
<<Dammi la mano....nooo>> urlo prima di sentire le sue urla mentre precipita"

Mi sveglio come tutte le mattine di soprassalto con il cuore che mi batte all'impazzata. Mi copro il viso con le mani cercando di calmarmi e ad un tratto sento la porta aprirsi di colpo.
<<Steve! Mio Dio....stai bene?>> mi chiede Nicol mentre avanza velocemente verso di me.
<<S-si si>> le rispondo ancora agghiacciato dal ricordo del mio migliore amico.
<<Steve non mentirmi, lo sai che ti conosco ormai. Chi era nel sogno?>> mi chiede sedendosi di fronte a me e poggiando una mano sulla mia guancia.
<<Era Bucky>> le dico semplicemente alzando lo sguardo verso il suo.
<<Vuoi parlarne?>> mi chiede dolcemente. In questi mesi ci siamo conosciuti molto meglio e lei non è fredda e distaccata come s'è mostrata alľinizio, anzi si preoccupa molto se una persona non sta bene o anche solo se, come me, soffre di "incubi" causa d'insonnia.
<<Era il giorno in cui è....morto. Quando è caduto da quel maledetto treno>> dico mentre i miei occhi si fanno lucidi
<<Io avrei...>>
<<Hai fatto tutto quello che potevi Steve>> afferma mentre mi avvicina a se per abbracciarmi.
<<No invece, avrei dovuto salvarlo>> le dico poggiando la testa nell'incavo del suo collo.
<<Steve hai fatto del tuo meglio, certe volte non si possono salvare tutti>> mi dice mentre mi accarezza la schiena per confontarmi.
<<A quanto pare il mio meglio non è abbastanza>> affermo mentre mi stacco da quell'abbraccio per poi alzarmi dal letto ed andarmi a sciacquare il viso.
Sono davanti allo specchio mentre Nicol è dietro di me.
<<Steve smettila di incolparti! Tu hai salvato milioni di vite. Basta continuare a tormentarti con i sensi di colpa.>> mi risponde alzando di poco il tono di voce per renderlo più sicuro.
<<Ma l'unica vita di cui m'importava davvero non l'ho salvata!>> le urlo contro <<E non puoi essere sicuramente tu a dirmi di non tormentarmi con i sensi di colpa se sei messa peggio di me!>> le urlo tenendo sempre il tono di voce alto. A quelle affermazioni le vengono gli occhi lucidi e io mi pento immediatamente di cosa le ho appena detto.
<<Giusto...la sua era l'unica vita di cui t'importava davvero>>
<<N-no Nicky non era quello che->>
<<No, hai ragione. Come posso cercare di confortare una persona se non riesco a farlo con me stessa?!>> mi dice abbassando lo sguardo ormai pieno di lacrime mentre esce dalla mia stanza.

"Che diavolo ho combinato?" Lei è stata la prima a venire in mio soccorso appena ne ho avuto bisogno e io le dico quelle frasi che nemmeno penso davvero.
Mi metto le mani tra i capelli e mi siedo alla base del letto.
Dopo svariati minuti decido di alzarmi e m'incammino verso la stanza di Nicol. Busso un po' di volte e non ricevendo risposta apro la porta ma non la trovo.
Scendo le scale silenziosamente e riesco ad udire dei singhiozzi in cucina, vado oltre il piano bar e la vedo accasciata a terra con le ginocchia al petto a piangere silenziosamente con le mani sopra il viso.
A questa vista mi si spezza il cuore, è colpa mia se adesso sta così male e della mia aggressività improvvisa nel dire cose che in realtà non penso.
Mi avvicino a lei e mi abbasso al suo livello, in quel momento lei alza lo sguardo e si volta dal lato opposto. Io l'abbraccio da dietro e la faccio girare verso di me, continua a piangere tra le mie braccia, cavolo sono un idiota!
<<Scusa, davvero non volevo dire quelle cose prima>> le dico alzandole il viso per vederla in volto.
<<Lo so..>> mi dice abbracciandomi.

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