Capitolo 1

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"Attorno a me vedo il massacro, corpi dei miei compagni a terra senza vita, chi è morto sul colpo mentre altri che cercano aria per un ultimo respiro. Siamo rimasti in sei io sono accovacciata con la pallottola di una pistola nel polpaccio; premo sulla ferita e ad un tratto sento che qualcuno mi prende per la gola buttandomi a terra, cerco l'ossigeno prendendo piccoli respiri, sento la presa sul mio collo farsi sempre più stretta, cerco di mettere a fuoco il viso di fronte a me e quando ci riesco noto che è il mio compagno, quello a cui io avrei dovuto guardare le spalle e che fino ad un'attimo fa era steso a terra senza vita.
<<ci hai lasciati morire tutti, è tutta colpa tua! Se fossi stata brava come diceva il nostro colonnello avresti capito che ci sarebbero stati almeno il doppio dei soldati, ma dovevamo aspettarcelo che non saresti stata all'altezza della missione>> sputa acido Brian continuando a stringere la sua mano attorno alla mia gola.
Cerco di divincolarmi dalla sua presa ma non ci riesco finché non mi rompe il collo" mi sveglio di soprassalto.
Sono nel mio letto la fronte è coperta da uno strato di sudore e le coperte sono disfatte a causa della mia agitazione. Guardo l'ora, sono le 3:50 un altro incubo o meglio un ricordo di quando lavoravo nell'esercito ormai sono circa due anni che lavoro nello S.H.I.E.L.D. e sono anni che continuo a svegliarmi presto, certe volte bevo tanto caffè per non dormire e ne devo comprare sempre di più.
Mi chiamo Nicol Collins ora ho 25 anni, all'età di 18 anni mio padre è morto sul campo e l'anno successivo anche mia madre. Eravamo tutti dei militari fino a quando il mio colonnello, essendo un amico del capo Fury, non mi ha consigliato di entrare a far parte dello S.H.I.E.L.D.
Ad essere sincera all'inizio ero un po' scettica ma poi ho deciso di seguire il suo consiglio e devo ammettere che mi trovo bene qui, ho fatto conoscenza con molti agenti ma quelli con cui ho legato di più sono: Maria Hill, Daisy Johnson, Clinton/Clint Francis Barton e Natalia Alianovna Romanova o come tutti noi la chiamiamo Natasha Romanoff.
Dato che non riesco a dormire mi preparo un caffè caldo e prendo una fetta biscottata, ci spalmo sopra un po' di marmellata alla ciliegia, la mia preferita fin da quando ero bambina, finisco il tutto e torno in camera mia per mettermi la divisa dello S.H.I.E.L.D. per poi uscire di casa ed andare alla base.

......

Scendo dall'auto e mi dirigo verso l'entrata, passati anche i controlli mi reco nella mia stanza dove trovo già del lavoro da fare. Verso le 6 finisco di controllare i fascicoli delle vecchie missioni dove ci sarebbero potuti essere indizi per rilevare altre basi dell'Hydra e mi dirigo verso lo spogliatoio della palestra.
Mi metto un top sportivo e dei leggins neri e raggiungo Natasha per iniziare ad allenarci insieme.

<<Hey Nat, come va?>>
Chiedo mentre iniziamo a correre per la palestra con un ritmo continuo

<<Bene, aspetto solo che mi assegnino una nuova missione, lo sai che non mi piace stare ferma a girarmi i pollici mentre gli altri sono su un jet con nuove missioni ogni giorno. A te come va? Riesci a dormire o ti svegli sempre nel bel mezzo della notte?>>
Mi chiede mentre si allunga per toccare le punte dei piedi. Si, le ho detto anche che non riesco a dormire normalmente, che mi sveglio di notte e non riacquisisco più il sonno.

<<Sempre la stessa storia ma oggi mi sono svegliata dieci minuti in ritardo dal solito a causa di un altro ricordo>>
Le rispondo mentre inizio a fasciarmi le mani con delle garze per poi recarmi davanti ad un sacco da box che successivamente viene tenuto fermo da Natasha.

<<E cosa hai visto?>>
Mi chiede mentre tiene fermo il sacco ed io inizio a tirare pugni con un ritmo continuo.

<<La conclusione di una delle missioni più sanguinose che ho svolto e Brian il mio "compagno" a cui avrei dovuto coprire le spalle che mi stava strangolando fino a rompermi il collo>>
Le rispondo tra un pugno e l'altro.

Together ~Steve Rogers~Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora