La stretta

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Merlino si sdraiò sul letto, un altro giorno era passato e Arthur era ancora quasi morto.
Improvvisamente sentì una stretta, una forte stretta attorno al suo petto, attorno al suo cuore. Non stava succedendo niente, però la stretta non voleva passare.
Cercò di pensare cosa causava quella stretta e l'unica cosa che gli venne in mente è che era stanco, così stanco che non riusciva a pensare.
Eppure la sua testa non riusciva a non farlo e quando lo faceva portava ancora più dolore e avanti così in un infinito circolo vizioso.
Ci vedeva male, era normale?

Gaius l'aveva fissato molto seriamente quando era tornato a casa, Arthur era preoccupato, sapeva che era preoccupato.
Merlino non voleva che il suo re si preoccupasse, voleva che fosse felice e a suo agio, se solo la smettesse di farsi quasi uccidere...

Non poteva nascondersi completamente però, segreti non detti, bugie e ansia inquinavano tutte le loro interazioni, ancora peggio dato che Arthur non se ne accorgeva.
Merlino rotolò e si mise in posizione fetale.

Aveva solo bisogno di dormire, passerà quella stretta, passava sempre, doveva solo dormire, calmare la mente e dormire.


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