-Harry-
E se credessi di essere davvero in paradiso qualcuno verrebbe a confermarmelo prima o poi?!
Perché è tutto così fortuitamente bianco? Non ho mai amato il rosa come colore ma adesso, in questa infinità di bianco, sarei contento di vederne un po' sparso intorno.
Sono seduto su qualcosa che sembra essere pavimento ma potrebbe anche essere il soffitto o un altro muro ancora di questa distesa di bianco che credo o voglio pensare sia una stanza.
Per dirla tutta non so dove mi trovo non so nemmeno se mi trovo in qualche posto perché questo luogo o meglio dire nonluogo bianco mi crea una tale confusione nella testa che mi è impossibile capire persino se sono vivo o meno o se tutto questo è solo uno stranissimo sogno.
<<Tessa, dove mi stai portando?!>> le chiesi.
<<Alla luce.>> rispose lei.
Tessa mi portò qua e mi ci lasciò anche. Tutto quello che ricordo dopo quella più che breve conversazione è che una volta arrivati nel parco al centro del nostro quartiere, lei si sedette per terra ed io feci lo stesso appoggiando però la testa sulle sue gambe per poi addormentarmi accarezzandole con una mano la pancia mentre guardavo il chiaro di luna.
Vorrei tanto sapere dove sia lei adesso e perché non è qui con me? L'avevo appena rincotrata dopo così tanto tempo ed è sparita nuovamente senza darmi di nuovo il tempo per salutarla.
-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_&_&__-_-_-_-_&__&_&_&-_-_-Harry era un astuto ragazzo ma che purtroppo il più delle volte non si rendeva conto che se voleva delle risposte le avrebbe trovate proprio domande.
Il ragazzo riccio stette ancora un po' di tempo in pensiero e poi prese a camminare. E camminò, e camminò a lungo per quel mare di bianco. Non vedeva niente davanti a sé ma lui continuava a camminare e mentre lo faceva pensava a molte cose forse anche troppe.
Il tempo passò velocemente e mentre nel mondo reale erano passate alcune ore nel mondo bianco di Harry solo alcuni minuti. Harry era quel tipo di persona che si stanca velocemente così una volta annoiato dal camminare sempre in avanti si voltò indietro. Ma non appena lo fece vide che la porzione del mare di bianco dietro di lui non era più solamente bianca e vuota essa infatti adesso era un mischio di colori come i vapori di una nebulosa che ben presto si trasformarono in piccoli e grandi quadri ognuno contenenti un ricordo, un ricordo di Harry.
Questi quadri non erano però appesi a nulla ed a Harry davano l'impressione che stessero volteggiando davanti a lui. Il riccio fece un passo verso i quadri e questi immediatamente si sparsero tutti intorno a lui iniziando a vteggiare sempre più veloce tentando di diventare di nuovo colorati vapori di nebulosa. Questo volteggiare continuo a Harry causava un gran mal di testa e l'unica cosa che voleva in quel momento era soltanto un po' di pace, un po' di musica. Lui pensò ad una vecchia canzone dei Coldplay "Fix You" e la melodia partì. Il ragazzo rimase estasiato da quelle dolci note e mentre i quadri volteggiavano sempre più lenti intorno a lui egli si mise nuovamente seduto per terra a gambe incrociate e pian piano chiuse li occhi e liberò la sua mente dalle domande per lasciar spazio alle risposte.
Finita "Fix You" Harry pensò ad un'altra canzone e quest'ultima partì.
Lui riaprì gli occhi e guardò in alto puntando sul quadro a suo pare più vecchio per pochi secondi era indeciso sul da farsi ma poi si alzò in piedi e con un salto di pochi centimetri afferrò il quadro.
La tela era lavorata con accuratezza ed ogni singolo dettaglio comparse agli occhi di Harry come qualcosa di famigliare ma lontano anche se sentiva il suo cuore battere a mille. Il riccio di rese conto che non poteva osservare il quadro per intero da quella distanza così distese le braccia in avanti e subito vide l'immagine raffigurata sulla tela diventare completa.
Vide un bimbo dagli occhi grandi e verdi insieme ad una giovane ragazza ed una bambina dai capelli rossi-biondi poco più grande del bambino.
Il quadro era firmato 1998-04-02 e quelle tre persone Harry le riconobbe come lui stesso, la sua mamma e sua sorella Gemma.
Tutti e tre erano distesi su un prato verde chiaro solo che la mamma aveva in braccio Gemma e lui stava in braccio a sua sorella.
Sorrise ricordando quel pomeriggio di Aprile pieno di sole.
Stette a fissare quel quadro ancora per qualche secondo poi cambiando canzone si immagino dei muri correre lungo quella marea di bianco e questi muri formare un lungo e non sempre dritto corridoio.
Prese a camminare lungo il bianco miglio con la tela in mano per poi fermarsi dove gli disse il cuore ed è la che girandosi verso il muro alla sua destra poggiò il quadro.
Harry ritornò indietro ma delle volte si fermò e prendendo per poi osservare e ricordare qualche quadro andò a trovarneil posto lungo i due muri bianchi, della sua mente della sua anima.
Trovò quadri che rappresentavano Teresa e gli mise senza troppi pensieri al loro posto, ormai non le faceva male ricordare di lei, provava solo tenerezza.
Sempre camminando in avanti trovò quadri ricordanti la sua famiglia, sua nonna, suo zio, i suoi amici ma anche lui stesso e gli mise a posto in pochi minuti.
Mancavano due tre quadri come anche solo dieci passi per finire il suo lavoro e per ritornare al punto di partenza ed è la che Harry si bloccò ma non per paura o per altro soltanto perché non riconosceva affatto la persona raffigurata su quelle tele.
Era una ragazza con uno sguardo particolare e con dei lunghi e bei capelli un po' voluminosi ma non ricci un po' disordinati ma sempre lisci. Il ragazzo dagli occhi verdi rimase a fissare quella ragazza per ore senza però ricordarle il nome e solo quando pensò che comunque doveva trovarle il posto lungo i due muri prese ciascun quadro per volta lo esaminò l'ultima volta senza aver alcun successo e poi gli posizionò tutti sul muro alla sua destra. Stordito, stanco e confuso si girò dalla parte opposta dei muri e vide ancora quel bianco insopportabile dominare su tutto intorno. Ma questa volta Harry non lo vedeva più come l'infinito o il paradiso ma più tosto come una porta, un varco da oltrepassare.
Si girò ancora una volta verso il corridoio di quadri e lo osservò tutto nella sua lunghezza. Per ultimi osservò i quadri di quella ragazza e poi fece un passo indietro senza girarsi e sentì qualcosa dietro di lui aprirsi. Prima di lasciarsi andare si mise a fissare un quadro in cui quella ragazza sorrideva ampiamente con un sorriso così brillante che quel bianco puro che prima lo circondava adesso gli sembrava fosse sporco. Fissò ancora quel quadro e fece un altro passo indietro uscendo da quella che prima si era aperta, realizzando che in realtà fosse davvero una porta. Chiuse gli occhi senza paura e vide il buio per un po' finché il sorriso di quella ragazza non ricomparse nella testa facendoglieli spalancare di colpo.
Vide ancora bianco ma adesso era un bianco lurido di una stanza e l'odore che sentiva era simile a quello dei farmaci e medicinali.
Ora sapeva dove si trovava, ora era tutto concreto persino l'altro letto accanto a quello dove era sdraiato lui.
Lui si trovava in ua stanza di ospedale e sfortunatamente o meno non era da solo.
Era stanco, molto stanco, talmente tanto stanco che gli si chiudevano gli occhi ma non appena questo avvenne un quadro della particolare ragazza gli venne in mente con una grande piccola differenza, adesso sapeva perfettamente chi lei era.
Spaventato si mise seduto sul letto e tendando di procedere con calma guardò piano alla sua destra verso l'altro letto di quella stanza.
<<Slim.>> fu solo ciò che disse per poi guardando la ragazza dei suoi quadri mancanti prendere forma ed essere sdraiata in quel misero letto vicino al suo.
Voleva alzarsi e vedere se stesse bene ma la stanchezza contro suo volere sopravvalse sulle sue intenzioni e cadde di nuovo sul letto, dormiente ma non più in coma.{Scusate i vari errori ed anche la lunga assenza, Un Bacio.}
-HopeGiXx

STAI LEGGENDO
-Why You ?!-
Fanfiction《Tu?! No, tu non devi nemmeno pensare a cose del genere!! Insomma Harry, sono io Slim, Ottavia!! Perchè io e non un'altra?? Hai tutti e tutte ai tuoi piedi, lascia perdere me e prendine un'altra..》disse lei senza fiato, incredula, incredula da morir...