-Harry-
Cammino per strada, cammino e cammino ancora senza saper veramente dove andare.Forse cammino solo per la gioia di farlo, dopo settimane passate stando sdraiato e niente più cammino e basta non importa per dove.
C'è il sole fuori ma un leggero venticello sfiora la mia pelle, le cuffiette nelle orecchie inizio a non sopportarle più ma la melodia che suona proprio ora è così bella.
Dovrei tornare a casa per prepararmi per domani, ritorno a scuola, ma la solita svogliatezza oggi sembra ancora più pesante.
Simone non la smette con chiamate interminabili,mi vuole torturare con le sue solite sciocchezze e non sono nemmeno ancora tornato, non voglio immaginare cosa farà domani. Quel ragazzo non la smette mai di parlare, ha sempre qualcosa di nuovo da raccontare, però infondo non è così male; solo per il fatto che mi sopporta dalla materna ogni fottuto giorno dovrebbero farli una statua.
Sono uscito dall'ospedale da due giorni e non sono mai stato così contento di di rivedere la mia stronzetta roscia e fare colazione accanto a mamma che mi rimprovera per essermi svegliato tardi. E' strano pensare che da un momento all'altro le cose più monotone della tua vita diventano cliches indispensabili.
Sono le quattro del pomeriggio e camminando mi è venuta voglia di andare al mare, sdraiarmi sulla sabbia fredda ed inumidita e stare a pensare che domani sarei voluto rientrare nella mia vita quotidiana in due ed invece tornerò solo io.
E mentre Harry camminava tra i suoi pensieri, la sorella gli rimeteva in ordine la camera.
La roscia puliva e ripuliva ancora e facendolo le parve strana una felpa sbuccata fuori da un angolo della stanza. Celeste e decisamente piccola per essere di suo fratello fece domandare a Gemma di chi fosse, così per scoprirne il proprietario la ragazza controllò le tasche. In effetti dentro trovò qualcosa che le fece capire a chi appartenese l'indumento ma una volta fatto questo nella mente di Gemma sorse la domanda del perchè quella felpa ce l'avesse proprio Harry.
<<Mamma, sono tornato e si ho fame e no non importa cosa c'è per cena, qualsiasi cosa va bene.<< dice Harry rientrando.
<<Hay bello, salì su un'attimo!>>grida Gemma dal secondo piano.
<<Dici a me, sorellina? No, perché mi pare ovvio che sia io, dato che sono l'unico essere veramente bello dentro a questa casa.>> si pavoneggia il riccio davanti alla porta aperta della camera di sua sorella.
"Dimmi se mi sbaglio, ma stiamo 3 a-1 per me, vero ? S."
<<Ehi, dove l'hai presa quello?>> dice Harry dopo che Gemma ebbe letto un bigliettino.
<<Da qua dentro!>>risponde lei ovvia prendendo in mano la felpa celeste.
<<Ridammela!>>
<<Oh non ci penso proprio, come mai ce l'hai tu? E da quando ??>> chiede Gemma correndo per la stanza per scappare da Harry.
<<Non importa Gemma, dammela dai!!>> controbatte suo fratello.
<<E se non lo faccio, cosa mi fai?>>chiede ridendendo la roscia.
<<Proprio niente.>>dice il riccio rinunciando al suo intento e si siede sul letto della sorella.
<<Uh, dai ridi un po' Harry, su!>>dice Gemma sedendosi vicino a lui.
<<Mi sembra assurdo che io stia qua e lei ancora la da sola in quella orrida stanza bianca! Non mi va proprio di ridere Gem..>>
<<Sei passato da lei oggi?>>
<<No, non ce l'ho fatta.. Voglio sapere solo perchè non si sveglia una volta, quanto tempo ci vuole ancora?>> chiede Harry disperato abbandonandosi con la testa sulle ginocchia.
<<Harry, ehi, fino a pochi giorni fa sia io che mamma ci facevamo la stessa domanda su di te, nessuno lo sa, solo tu non perdere la speranza, insomma io non l'ho fatto ed ora..eccoti qua.>> dice la roscia abbracciando alla fine il fratello.
<<Grazie..>> risponde lui con un filo di voce.
-Harry-
<<Perché mi guardi così?>> le chiesi fintamente allarmato.
<< E come dovrei guardarti?>> rispose lei.
<<Non so, solo non guardarmi così>>
<<Harry, è da tempo che non ti vedo. Ed ora che finalmente sei tornato non sembri più te stesso.>>
<<Tranquilla Alessia, sono sempre lo stesso di prima..>> le risposi con aria indifferente.
Lei continuò a fissarmi stranita ed io stavo per impazzire ma per fortuna vidi Simone venirmi incontro e con lui c'era anche un al ragazzo.
<<Ciao Harold.>> disse lui.
<<Ma non si chiama Harry?>> chiese il ragazzo accanto al mio migliore amico.
<<In effetti il mio nome è Harry solo che a lui piace sfottermi quando sa che non posso fargli niente!!>> dissi guardando storto Simone per poi indicare le mie maledettissime stampelle.
<<Beh non posso contraddirti. Comunque lui è Andrew.>>
<<Oh piacere, sei tu il nuovo arrivato allora.. E da dove vieni?>> chiesi al ragazzo.
<<Londra.>> rispose lui.
<<Mah, e come mai questo trasferimento a Roma?>> insistetti.
<<Vorrei studiare archeologia dopo il liceo..>>
<<Bah, parecchio noioso..<> dissi disinteressato. Lui mi guardò storto e si girò verso Simone come per chiedere spiegazioni.
<<Tranquillo bello, scherzavo!>> dissi sorridendo ma lui mantenne comunque un cipiglio.
<<Credo sia ora di tornare in classe, la Montagni sarà già in classe..>> disse Simone a tutte due.
<<Oh quindi stai pure in classe con noi... Vedrai ci sarà da divertirci..>> risposi guardandolo con finta aria di sfida per poi prendere le stampelle ed incamminarmi verso la mia classe.<<Ma per quanto tempo hai intenzione di ignorarmi ?>>
<<Tu proprio non riesci a stare mai zitta eh?!>>
<<Ma se non ho detto niente!!>> rispose lei irritata per poi andarsene.
<<Oggi l'acidità è il piatto preferito del giorno, Harry?>> chiese Simone avvicinandomisi.
<<Già, ma la servo solo a coloro che me lo chiedono per favore ..>> risposi per poi sedermi sulla cattedra.
<<Ed Andrew, che ti ha fatto?>> chiese lui.
<<Chi? Ah, il novellino... Con lui non ho niente.>>
<<Mah, allora cerca di non spaventarlo più di tanto.>> disse lui grattandosi la nuca.
Strano.
<<Vabbene tesoro non lo attaccherò più, te lo prometto..>> dissi scendendo dalla cattedra per poi uscire dalla classe.
Erano l'una, mancava un'ora e sarei potuto andare a casa e quell'ora era di buco.
Mentre andavo verso l'ascensore sentì il mio telefono vibrare, lo presi e vidi che era mia sorella ma non volevo parlare con nessuno, solo chiudermi un po' in me stesso.
Presi l'ascensore e scesi giù.-Gemma-
Non risponde mai a quel telefono, è da sempre che fa così.
Mi chiedo se mai usa quel telefono per parlare con qualcuno e non per massaggiare o sentire la musica.
Stavo andando all'ospedale quando l'ho chiamato m, andavo da lei e gli volevo chiedere se volesse passare anche lui una volta finita la scuola ma lui mi ha completamente ignorata.
Sono le tre del pomeriggio e sono appena andata via dal San Camillo ed era meglio se non ci fossi andata.
Dicono che per i prossimi giorni non saranno permesse le visite nemmeno ai parenti. Non capisco perché, sarà peggiorata la sua situazione o migliorata in qualche modo? Beh, non lo so. Qualche minuto fa chiamai la madre della bionda e le chiesi di spiegarmi come stavano messe le cose. Ma sarebbe stato meglio non fare nemmeno quella telefonata. La povera donna era sconvolta e sperava che io potessi dirle di più sulla salute della figlia ma purtroppo io non potevo aiutarla.
Oggi Harry è tornato a scuola. Non vedeva l'ora di farlo, ma secondo me doveva ancora stare a riposo insomma è uscito solo due giorni fa dall'ospedale, mi sembra assurdo assurdo che mamma glielo lasci fare.
Per Harry era difficile riprendersi ma pian piano ce l'avrebbe fatta.-HopeGiXx
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-Why You ?!-
Fanfiction《Tu?! No, tu non devi nemmeno pensare a cose del genere!! Insomma Harry, sono io Slim, Ottavia!! Perchè io e non un'altra?? Hai tutti e tutte ai tuoi piedi, lascia perdere me e prendine un'altra..》disse lei senza fiato, incredula, incredula da morir...