C'è chi dice che il destino non si possa alterare – e non senza una buona ragione, perché nessun essere umano ne è mai stato capace. Se fosse davvero così, non avrebbe senso. Nel mondo in cui viviamo, il mare si è sempre placato dopo una tempesta e dalle ceneri di un bosco ne nasce sempre un altro. Dopo la notte viene il giorno, dopo l'inverno la primavera, dopo la carestia, pian piano si ritorna all'abbondanza. A questo punto, sono portato a credere che per l'animo degli uomini, la situazione non sia differente. Ma il destino è ingiusto, e nonostante sia riuscito a creare ovunque un ciclo di stabilità e instabilità, ha lasciato da parte qualcosa.
E ne è un esempio una tragica, e direi quasi incompleta leggenda che ho ritrovato nel mio archivio. Narra di un'anima che non riuscì a trovare pace, né in vita né dopo la morte. Non se ne parla molto: la gente non ha mai voluto comprendere qualcosa di così tristemente complesso. La gente giudica, maledice e poi oblitera: guai a parlare dell'ultimo conte di Veilchenburg, perché non vuole ricordarsi dell'esistenza di costui.
Ma non tutto è perduto. Questa storia mi ha colpito più di quanto potessi immaginare e vorrei trovare un rimedio per stravolgere le sorti di una persona. Ed è qui che la nuova leggenda ha inizio. In medias res, all'alba di un nuovo giorno, quando i raggi del sole brillano di speranza.
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L'Ultimo Conte di Veilchenburg
Historical FictionXIII secolo: Il giovane Giselbert, signore di una contea tra le Alpi austriache, abbandona i suoi averi e si avventura sotto falso nome nelle terre dell'est Europa. La gente del posto non tarda a riconoscere la sua origine nobile, segretamente legat...