S'è vero che io sono a me nemico,
ragion per cui m'ammalo e poi mi tergo,
mi rammarico, ma non maledico
il tempo del livore ond'io emergo.Non posso capire, ma non rinnego
chi, con dolor, m'ha reso quel che sono:
ché ciechi nell'oblio ci fa il diniego,
disconoscendo il senso del perdono.Ho errato spesso ed errerò in futuro,
finché non sarà chiara e definita
l'identità tra mille e più rimpianti.E l'aurora del giorno nascituro
sveglia un'anima a lungo intorpidita
che adesso, con coscienza, volge avanti.
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L'Ultimo Conte di Veilchenburg
Historical FictionXIII secolo: Il giovane Giselbert, signore di una contea tra le Alpi austriache, abbandona i suoi averi e si avventura sotto falso nome nelle terre dell'est Europa. La gente del posto non tarda a riconoscere la sua origine nobile, segretamente legat...