"Questo sono io"

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Christian fissava il vuoto in quella sala prove strusciando un po' i piedi a terra. Erano passati solo un paio di giorni dalla registrazione e da quello strano momento fra lui e Emma e non aveva fatto altro che pensarci. Ne aveva anche parlato a lungo con il suo "frate" e non era riuscito a tirarne fuori nulla se non che era molto confuso e che per quanto volesse concentrarsi solo sul ballo la ragazza affollava la sua testa con una certa prepotenza un considerevole numero di volte in un lasso di tempo assolutamente indegno. 

In sostanza, pensava solo a lei. 

Proprio a lei stava infatti pensando quando la maniglia della porta si abbassò e dall'altro lato del plexiglass vide entrare il suo insegnante con gli occhi illuminati da un sorriso coperto dalla mascherina bianca che si sfilò rapido.

"Buongiorno Chri" disse poggiando amichevolmente il pugnetto sul vetro e il ragazzo fece lo stesso. "Come va?" si informò subito Raimondo "so che sono stati giorni pesanti, anche la gara di ballo ti ha creato non poche crisi emotive". Il ballerino fece spallucce e cercò di essere il più possibile tranquillo. "Non è stato semplice, ma sono contento di aver fatto un bel lavoro con Dario" commentò solamente. "Avete fatto davvero un ottimo lavoro, è stata una bellissima esibizione, anche molto emozionante, si vede che avevi tante cose da tirare fuori e sono contento che tu ce l'abbia fatta" si congratulò il maestro ma poi tornò serio. "Chri, c'è qualcosa che non mi convince però, stai bene?" chiese preoccupato e il bergamasco tirò un po' di aria fuori.

"Sono solo un po' preoccupato, vorrei fare bella figura anche con la maestra Celentano, so quanto ho studiato e quanto sto ancora studiando per stare qua e non vorrei passare per quello che pensa di essere già arrivato, non ho fatto nemmeno la metà di ciò che posso fare e lo so dico davvero" tirò fuori tutto d'un fiato. Perché Christian era così, non sapevi cosa pensasse fino a quando non te lo praticamente vomitava davanti e tu dovevi cercare di uscirne al meglio e dire quello che era più giusto per evitare che quel ragazzo apparentemente indistruttibile andasse in mille pezzi.

Raimondo lo guardò e disse solo "questo sei tu", poi gli fece un sorriso furbo e lo invitò ad aspettarlo lì mentre usciva un attimo dalla grande porta nera. Christian attese confuso e quando tornò lo guardò interrogativo. "Voglio provare a farti un regalo, ma mi devi dire tu se per te potrebbe essere effettivamente un regalo" disse il maestro continuando a sorridergli sornione e lo intimò ad aspettare insieme a lui che arrivasse un'ospite.

L'ospite dopo qualche minuto arrivò con un po' di fiatone, entrò e curiosa guardò il ballerino. "Che succede?" chiese Emma che era stata convocata di tutta urgenza in sala prove qualche minuto prima. "Succede che vorrei prenderti in prestito per l'esibizione della settimana di questo ragazzo qui, ti andrebbe?" chiese Todaro mentre il suo compagno ancora la guardava un po'imbambolato. "Ma io non so ballare" ridacchiò la mora e Christian fu come risvegliato da quella risatina, si girò verso il suo insegnate e chiese cosa avesse in mente. Raimondo sorrise e iniziò a spiegare il compito ad entrambi


"Oddio sarà pazzesco" tirò un urletto Emma mentre guardava il suo amico che anche aveva iniziato a sorridere annuendo all'idea. "Ovviamente per te sono lezioni aggiuntive, devi farle solo se vuoi" spiegò Raimondo guardando la cantante che non lo fece quasi finire e iniziò a saltellare. "Certo certo tranquillo, oddio non ci credo sarà fantastico condivideremo il palco!" esclamò lei mentre dalla porta entravano Elena e Sebastian pronti a dare una dimostrazione sommaria di cosa sarebbe dovuto venir fuori da quella strana collaborazione. A fine coreografia Emma era lì che fissava con gli occhi lucidi i professionisti e si girò verso il suo amico. "Questi saremo noi, quindi" disse solo emozionata e il bergamasco annuì sorridendole.

Embers - Christian StefanelliLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora