Due battiti.
Cinque battiti.
Tonks tolse l'ascoltatore del battito del cuore dalla schiena di Hermione: nella sua pelle ancora c'era la pelle d'oca per quanto era freddo il metallo. La aiutò ad abbassarsi la maglia fino alla vita e poi andò a posare sulla scrivania l'oggetto che aveva preso in un'ex ospedale Babbano.
"Il cuore sta bene: battiti normali e non mi sembra che respiri male, no?" chiese Tonks a Hermione guardandola sottocchio. Cominciò a sistemare tutte le sue attrezzature per controllare se stesse bene.
"Si, perché non dovrei respirare bene?"
Tonks le sorrise leggermente, "mentre dormivi ti ho sistemato un po' di ossa rotte, e le costole erano tra queste: te l'ho chiesto perché potrebbe essere che hai qualche organo perforato, ma se riesci a respirare bene allora sei stata fortunata"
Hermione ascoltò attentamente: pensava che se capiva a pieno quello che aveva il suo corpo, e provava a guarire, poteva alzarsi prima di quanto gli altri le abbiamo detto.
"Ora devo controllarti le gambe" prese la bacchetta tra le dita e toccò con la punta il ginocchio destro di Hermione: una piccola nube comparve sopra le loro teste che raffigurava com'era messo l'osso di Hermione e se tutti i legamenti e i liquidi andavano bene.
"Cosa significa questo?" chiese la ragazza indicando un punto in cui il liquido sembrava leggermente più scuro.
Tonks sospirò, "non è nulla.. Però ho delle belle notizie: sembrerebbe che le fratture sono guarite grazie alle medicine che hai preso, e la gamba destra potrebbe riuscire a muoversi"
"La sinistra?" domandò Hermione ansiosa: la gamba sinistra era quella con il liquido leggermente più scuro.
"La sinistra deve ancora riposarsi" Tonks la guardò dispiaciuta, le fece una carezza sulla guancia e poi staccò la bacchetta dal ginocchio. "Dovrai prendere queste altre medicine così che la tua gamba diventasse di nuovo sensibile"
Hermione corrugò le sopracciglia, "e per quanto?"
"Una o due settimane.." Tonks vide il dispiacere sul volto della sua amica, "però potrebbe anche essere che guarisci tra pochi giorni" si affrettò a dire.
Restarono entrambe in silenzio: Hermione se avesse parlato avrebbe pianto; una delle cose che odiava di più era non essere utile e rimanere ferma senza fare niente. La rabbia le bolliva nel sangue, poteva sentirla esplodere tra le vene. Si giurò a se stessa che avrebbe ucciso Bellatrix per quello che le aveva fatto.
"Intanto.. se ti può fare felice, potrai camminare con un supporto" la informò Tonks e lei voltò subito la testa.
"Intendi con una stampella?"
"Se da voi Babbani si chiamano così, si" con la bacchetta fece comparire una stampella bianca e gliela passò, così che prendessero bene le misure del braccio.
Hermione tolse le gambe dal materasso: l'ultima volta che aveva provato a camminare era finita a terra con le gambe paralizzate; dal terrore cominciarono a tremarle le mani. Prese coraggio e alzò anche il bacino dal letto, appoggiandosi immediatamente sulla stampella.
Fece un piccolo passo con la gamba che funzionava, e sentì solo un leggero formicolio al piede che poi andò via. Un sorriso si aprì sulle sue labbra, gli occhi si inumidirono dalla felicità, sentiva il cuore esploderle al petto.
Poi, mosse anche l'altra gamba, non staccando mai gli occhi da questa. Se non avesse avuto la stampella sarebbe caduta: il ginocchio le si era leggermente piegato, poiché non poteva sentire se aveva toccato terra, e un forte fastidio le salì lungo la coscia e l'inguine.
Cercò di non dire niente, come a far vedere a Tonks che in realtà la sua gamba stava bene e poteva camminare tranquillamente, ma il fastidio le fece strizzare gli occhi. Poteva sopportarlo, ma non poteva evitare che ci fosse.
"Come va?" le chiese Tonks, guardandola fare altri passi fino a raggiungere il centro della stanza. Dopo qualche secondo aveva già preso la mano e si era abituata al ritmo gamba e stampella.
Hermione la guardò con un mezzo sorriso, mentre si tirava una ciocca dietro l'orecchio. "Diciamo..."
Tonks annuì, "ti lascio un po' da sola per abituarti. Se vuoi venire in sala, noi siamo lì" la donna andò silenziosamente verso la porta, guardò un attimo Hermione come per assicurarsi che poteva lasciarla sola nella sua privacy e poi andò dritta in sala con passo lento.
Hermione non sapeva se essere felice o meno: certo, poteva camminare di nuovo e fare le cose quasi del tutto autonomamente, ma avrebbe avuto bisogno di qualche aiuto. La cosa la scocciava leggermente, poiché non le era mai piaciuto essere aiutata da qualcun altro come se non fosse stata in grado di fare nulla, ma ci si sarebbe dovuta abituare.
Lo specchio che era appeso all'interno dell'anta dell'armadio le prendeva tutto il corpo. Vedeva i suoi piedi che tremavano leggermente coperti da dei calzini corti, la gamba destra sembrava normale e che non le fosse successo nulla, la sinistra invece era bianca pallida con un livido grande sul ginocchio.
Si chiese mentalmente perché aveva i pantaloni corti nonostante non facesse proprio caldo, ma non aveva l'intenzione di cambiarsi in quel momento. La gioia di vedere tutti in sala e di poterli abbracciare non da seduta, si impossessò di lei, tanto da farle emettere un urletto.
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Veleno; Dramione
RomanceEra entrato in lei come un veleno, e lo sapeva, scorreva nelle sue vene intrappolandola in una gabbia; era diventato letale per lei, così talmente assorbito nelle sue ossa che ormai la sua vita dipendeva da lui. Ma lei.. lei gli era entrata nell'ani...
