Dopo 5 minuti mi trovavo davanti alla mia nuova classe.
Con un pò di timore,bussai.
"Avanti" era la voce di un uomo,era roca.. come quella di Luke.
Ma che cazzo dico? Manco lo conosco.
Aprii la porta. "Buongiorno professore.. mi scusi il ritardo, sono l'alunna nuova e.."
"E non trovavi la classe,ho capito. Io sono il professor White,ed insegno Inglese. Perché non ti presenti alla classe?"
Avvampai. Come ho già detto, con le persone nuove sono timida.
"Ehm.. I-io sono Celeste Myriam Parker,vengo da Londra e ho 16 anni.. e non so che altro dire" pronunciai, per poi guardare le mie vans.
"Bene signorina Parker, siamo timide vedo.
Puoi accomodarti accanto a Williams."
Guardai la classe e notai una ragazza alzare la mano e sorridermi,così mi avviai nel banco accanto al suo.
"Ciao Celeste, io sono Jennifer Emily Williams,ma puoi chiamarmi Jenna o Jen,molto piacere" e mi rivolse un ampio sorriso coi suoi denti bianchi e dritti.
Era una bellissima ragazza: aveva i capelli castani legati in dei rasta,gli occhi castani tendenti al verde,era magra e (anche se era seduta lo capii) alta più o meno quanto me.
La lezione di inglese (più precisamente letteratura inglese) cominciò. Non amavo particolarmente la letteratura, ma non la odiavo. Le due ore di letteratura inglese passarono abbastanza in fretta,e in quel l'arco di tempo conobbi meglio Jennifer. Era una di quelle ragazze che se vuole una cosa corre a prenderla, sicura, determinata e non si fa mai mettere i piedi in testa da nessuno.
"Ehi Cel,che lezione hai adesso?"
"Italiano,tu?"
"Anche io! È una lingua molto difficile,ma la adoro!"
"Io conosco abbastanza l'italiano perchè i genitori di mia Mamma sono italiani,quindi quasi ogni anno mi porta in Italia,ci sono paesaggi veramente stupendi!"
"Quando ci vai mettimi in valigia che vengo anche io!" Disse con tono di scherno Jen.
"Dai muoviamo il culo,è tardi! Ora suona!"
E iniziammo a correre.
Arrivate nella classe di italiano, ci accomodammo in ultima fila accanto alla finestra, che è alla destra dell'aula.
Dopo 10 minuti di lezione, la porta si aprì.
" Hemmings, sempre in ritardo. La puntualità non è il tuo forte a quanto pare."
"Mi dispiace prof,ma se cerca una persona puntuale conta su quella sbagliata" e venne a sedersi nel banco davanti al mio.
Porca puttana, solo ora noto quanto è bell..
Celeste Myriam Parker, non farti pensieri poco casti. È solo un bastardo violento,ignoralo. Jenna mi passò un fogliettino.
"Cel, stai bene? Sei diventata bianca appena hai visto Hemmings."
La guardai,mi fissava preoccupata.
"Ti spiego dopo." Le scrissi.
Intanto Hemmings,che era davanti a me,messaggiava col cellulare. Nonostante fossi a circa 2 metri di distanza, riuscivo a sentire il suo profumo. Era Playboy,lo stesso che usava mio padre,lo adoro.
Non pensare al profumo di Hemmings, mi diceva il mio cervello.
Così ascoltai la lezione.
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*4 ore dopo*
È finita la giornata,grazie a Dio.
"Jen, dove abiti?"
"John Street n. 40,tu?"
"John Street anche io,ma numero 90. Andiamo a casa insieme?"
"Volentieri!Ah Cel.. perché sei sbiancata quando hai visto Hemmings?"
Le raccontai di ieri,della scena davanti agli armadietti.
"Meglio non andarci d'accordo Cel,lascialo perdere. Lui e i suoi 3 compagni non sono affatto affidabili."
"Ceeel!" Riconobbi la voce di Mikey.
"Mikeyyy" gli corsi in contro e lo abbracciai.
"Ma quando affetto piccola Cel" e mi strinse anche lui.
"Ehi,ma esisto anche io!" Esclamò Jen ridacchiando, facendoci fare lo stesso.
"Ciao,io sono Michael, chiamami Mikey" Disse a Jen,sorridendo.
"Io sono Jennifer, chiamami Jen o Jenna. Sei Clifford di 4C, giusto?"
"Sì,sono io,piacere Jenna."
Così tutti e tre ci avviammo a casa.
Dopo trenta minuti ero a casa mia,seduta a tavola a mangiare la pasta al pomodoro( tipico piatto italiano che io adoro) con mia madre.
"Come è andata a lavoro?" Le Chiesi.
"Bene,tu a scuola?"
"Bene má,grazie. Ti voglio bene"
Le lasciai un bacio pieno d'affetto sulla guancia.
"Anche io tesoro. Ah,fai caso a qualcosa?"
"Cosa?" Mi guardai intorno. La casa era mobiliata.
"I tuoi scatoloni sono su,sistema la stanza. Io vado a fare la spesa, ciao tesoro."
Così salii su e vidi gli scatoloni.
"Bene mettiamoci al lavoro. Ma prima.."
Sbloccai il telefono e avviai la playlist in riproduzione casuale.
Dato che faceva caldo,aprii la finestra.
Dopo due ore avevo arredato tutta la stanza ed il bagno.
Mi feci una doccia rilassante,mi lavai i capelli e uscii dalla vasca idromassaggio che avevo in bagno.
Sì, avevo la vasca idromassaggio e ne ero felice.
Mi avvolsi nell'asciugamano,ma sentii il telefono squillare.
Corsi a rispondere, il nome "Unicorno blu" era ben evidente sullo schermo.
"Unicorno, dimmi"
"Fatti trovare pronta in 20 minuti,Okay?"
"Okay"
Così mi asciugai i capelli,mi vestii,mi misi la mia solita linea di matita sotto l'occhio,presi il telefono e uscii.
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*Ore 00:30*
Dopo aver cenato preparapreparai lo zaino e ero andata in camera per buttarmi sul letto.
Per qualche ora Pensai alla mia vita qui iniziata da poco,alla mia vita a Londra, a Victoria..
CAZZO,VICTORIA!
Da lei erano le 09:30 A.M.,quindi la videochiamai su Skype,dato che da lei era sabato mattina (e a Londra non si andava andava a scuola)
"Vic scusa scusa scusa scusa davvero non ci ho pensato a chiamarti,sono una pessima amica"
"Cel! Calma, è tutto okay! Tutto bene a Sydney?"
"Benissimo, ho già due nuovi amici,poi te li farò conoscere!"
"Ci conto!"
Parlammo un'altra ora,nella quale le raccontai di Luke.
"Fammi sapere poi come va okay? Voglio tutte le news!"
"Sarai la prima, ciao Vic,ti voglio bene."
E staccammo.
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*Il giorno dopo*
"Jen io ho lezione di francese ora,tu?"
"Io ho chimica.. ci vediamo dopo"
Andai nella mia classe.
A metà ora Chiesi il permesso per andare in bagno,al quale ricevetti risposta positiva.
Quando varcai la porta del bagno sentii degli strani rumori,come dei.. gemiti?
Okay,ho afferrato il concetto,qui c'è in corso un qualcosa del genere "cavalcata".
Così andai in un bagno,ma prima di uscire mi bloccai,perché sentii delle voci.
"Cassandra, per me sei solo una scopata,non provo nulla per te."
"Ma Lukey, io ti soddisfo e tu mi ami,funziona così"
Quanto cazzo è troia questa? E soprattutto sa cos'è l'amore o lo confonde con prendere peni nel culo tutto il giorno?
Un momento. Lukey. Luke. Era Hemmings.
"Non chiamarmi Lukey,non sono il tuo ragazzo e non lo sarò mai."
Poi sentii la porta aprirsi e chiudersi.
Non sentii più niente, quindi uscii e tornai in classe. Mi sentivo strana,non pensavo che Luke,oltre al violento, fosse anche puttaniere.
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*4 ore dopo*
Pausa mensa, grazie a Dio.
Purtroppo oggi Mikey non è venuto a scuola e Jen non aveva il pomeridiano oggi.
Dopo aver mangiato una mela,andai in bagno.
Mentre ero in corridoio,che in quel momento era vuoto,venni presa dai fianchi e trascinata nei bagni.
Quando riaprii gli occhi vidi Hemmings e i suoi penetranti occhi azzurro ghiaccio.
"Bene ragazzina,non mi hai ancora detto il tuo nome. Dimmi come ti chiami."
"I-io non c-credo che ti interessi"
Ribattei balbettando. Avevo paura,tanta.
"Dimmi come cazzo ti chiami o sono guai per te."
"Celeste.."
"Celeste... Mi piace. Adesso fatti fottere e poi ti lascio andare"
"No!" Mi ribellai scalciando.
Non avevo nemmeno dato il primo bacio,perché dovrei fottere con lui?
"Cosa hai detto ragazzina?" I suoi occhi si scurirono, diventarono... blu,blu scuro.
"Ho detto di no,non puoi ottenere ciò che vuoi solo perché sei un duro,Luke."
Non so come trovai quel coraggio,ma avevo una brutta sensazione.
Dopo qualche secondo mi ritrovai a terra, e provavo un forte dolore allo stomaco.
Mi stava tirando dei calci,e faceva male.
"Ti prego basta! Smettila!" Lo implorai piangendo.
Lui smise dopo qualche minuto,poi se ne andò. Ricordo che sputai del sangue, poi buio.
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Sentii duro sotto di me.
Aprii gli occhi. Ero ancora nel bagno,coperta di sangue.
Meglio così, nessuno avrebbe visto ciò che mi ha fatto
Mi alzai la felpa e vidi un livido enorme e viola. "Cazzo" sussurrai.
Provai ad alzarmi nonostante il dolore lancinante,ma ce la feci solo grazie al lavandino,al quale mi sciacquai la faccia e rimossi il sangue.
Notai che erano le 16:25,mancavano 5 minuti alla campanella.
Così raccolsi il mio zaino da terra (che mi era caduto mentre Luke mi trascinava) e me ne andai.
Scappai via,avevo paura che Luke potesse farmi ancora del male.
Ma una domanda mi sorse spontanea.
Perché lo faceva?
BANANE FRITTE
Buonasera gente!
Perdonatemi se fa schifo ew.
Questa storia è arrivata a più di 100 visualizzazioni in tre giorni e Dio mio. So che è poco,ma sono felicissima. GRAZIE davvero a tutte le persone che la seguono.♡
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Celeste||Luke Hemmings.
FanfictionLui, lo stronzo di turno. Lei,lei era semplicemente tutto ciò che nessuno voleva, tutto ciò che era definito "disastro", "inutile". Ma ponetevi una domanda. Se le cose cambiassero?
