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Stavolta devo trovarmi agli inizi del millesettecento, lo intuisco dai vestiti e dall'ambiente, tuttavia ho la vaga impressione di cambiare non solo epoca, ma anche pianeta

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Stavolta devo trovarmi agli inizi del millesettecento, lo intuisco dai vestiti e dall'ambiente, tuttavia ho la vaga impressione di cambiare non solo epoca, ma anche pianeta. Del resto dubito fortemente fosse esistito sulla terra un vero periodo con i draghi.

"Eh però i quirk non sono assurdi eh" La vocina fastidiosa nella mia testa aveva preso piede da qualche tempo a questa parte, sembrava una voce cinica che mai avevo posseduto, nemmeno nei momenti in cui Kacchan tirava fuori il peggio di me.

Mi guardo intorno e mi rendo conto di trovarmi in un mulino, io e Kacchan sembriamo essere degli inventori, che cosa stessero creando però non riesco a vederlo.

"Stavolta creerò qualcosa di stupefacente, resterai indietro, stupido idiota!" Mi metto a ridere, con la consapevolezza che ci fosse una costante in tutti i sogni che stavo attraversando. Che questo fosse uno degli indizi? Era questo che dovevo osservare meglio?

"Kacchan, noi non siamo in competizione, possiamo creare cose stupefacenti anche insieme" Sono sempre stato un sognatore, in effetti. Mi guardo intorno, passeggiando indisturbato, tanto non mi avrebbero visto né sentito. L'interno di questo vecchio mulino sembra essere stato completamente smantellato per diventare una specie di laboratorio vecchio stile. Ci sono scaffali, libri, un tavolo di legno lungo e stretto, sulla quale sono poggiati innumerevoli strumenti. Deve trattarsi di qualche invenzione più meccanica che scientifica, me ne rendo conto dalla quantità di ferraglia che stanno maneggiando. Sono entrambi di spalle, piegati sulle loro invenzioni e in pieno estro creativo.

"Devi metterlo qui questo ingranaggio" Borbotta il biondo. In fin dei conti lo sta aiutando malgrado le sue parole di poco prima.

È così bello poter lavorare insieme, indipendentemente dal lavoro svolto. Stare insieme è sufficiente, almeno per me. Se riuscirò a tornare alla realtà mi impegnerò, ho intenzione di riprovare a instaurare quantomeno un'amicizia con lui. Negli ultimi sei mesi, dopo la collaborazione con Todoroki-kun, ho mollato la presa, deluso dalla totale mancanza di interesse di Kacchan nei miei confronti.

Sono invisibile per lui, lo sono sempre stato e sempre lo sarò, questa consapevolezza mi stava facendo arrendere, tuttavia vedere tutte queste realtà mi fa capire che avere Kacchan nella mia vita è in ogni caso un valore aggiunto, indipendentemente dal suo ruolo. Dubito che il mio amore per lui svanirà mai, lo sento sotto la pelle, dentro le ossa, non riuscirei mai a smettere di provare questo tipo di sentimento. Nonostante questo però, mi rendo conto anche che arrendermi non è più una strada percorribile.

Mille giorni senza di lui non valgono come un singolo istante in sua presenza. Questo è quello che questa esperienza mi sta insegnando.

Tutti questi pensieri li faccio borbottando come mio solito e camminando per il laboratorio, penso ad Hatsume e alla sua innata propensione alle invenzioni, avrebbe adorato questo posto vecchio stile.

Sfioro i volumi di meccanica e non ci trovo nemmeno un granello di polvere; Sono certo che sia opera di Kacchan, è sempre stato un perfezionista e maniaco del pulito.

"Eureka!" L'invenzione del me del sogno comincia a borbottare, per poi intensificare il rumore: Un motore. Cerco di sbirciare ma Kacchan mi copre la visuale con le sue spalle ampie. Indossa una camicia bianca di lino, un panciotto a tenerla ferma. Sulla testa invece della maschera di Dynamight un paio di occhialini con un laccio. I pantaloni scuri affondano in un paio di stivali lunghi. Possibile che in ogni caso sia sempre stupendo?

"Maledizione, non ci credo" Si passa nervosamente una mano nei capelli, ma lo vedo sorridere. Poggia l'avambraccio sulla spalla del me inventore e gli sciocca un bacio sulla tempia che fa arrossire tutti e tre.

Oh, Kacchan, se solo potessi guardarmi davvero in quel modo.

"Ci sono riuscito, ci sono riuscito sul serio!" Salta in braccio al biondo e lo stringe dal collo, quello prende a baciargli tutta la faccia.

"Smettila di saltarmi addosso per ogni dannata cosa, se dovessero scoprirci?" Izuku sbuffa e si scioglie dall'abbraccio. Malgrado siano soli -più o meno- hanno comunque paura di qualcosa.

"Il nostro amore non è fatto per questi tempi oscuri" Il me del sogno sembra triste, come se l'invenzione e la sua riuscita fossero state completamente oscurate, messe in secondo piano dalla consapevolezza di non poter vivere quell'amore alla luce del sole.

"Tu sei mio, in questa vita e in qualsiasi altra" La sua voce è roca, il mio Kacchan non lo direbbe mai, non a me comunque. Sospiro, appoggiandomi a uno scaffale. Tocco involontariamente un libro e questo crolla sul pavimento. Sbarro gli occhi rendendomi conto di essere in grado di toccare gli oggetti. In effetti quando ero nell'altro sogno ho scoperto le lenzuola e aperto la portiera dell'auto, tuttavia sono gesti così normali che non me ne sono reso conto fino a questo momento.

Alzo lo sguardo verso gli altri due e li vedo smarriti, osservano il libro sul pavimento con sgomento.

L'hanno visto!

"Mi sentite? Riuscite a sentirmi?" Nessuna reazione. Corro nella loro direzione, sperando di riuscire a toccarli. del resto se sono inventori possono aiutarmi a uscire da questo incubo senza fine.

Tuttavia di nuovo il fascio di luce bianca mi investe, riportandomi nel mio personale loop infernale. Comincio a piangere, sono frustrato, stanco di tutto questo, di non riuscire a capire e trovare la soluzione per scappare di lì, svegliarmi e tornare alla mia vecchia vita di sempre. Sono un Hero, ho responsabilità, persone da proteggere, i miei amici, la mia mamma.

Le lacrime scendono incontrollate e dopo tanto tempo mi rendo conto che anche se ora sono adulto, un ventenne forte e affermato, resto comunque un debole buono a nulla quando non riesco a controllare le situazioni. Mi chiedo se non sia la stessa sensazione che scateno in Kacchan ogni volta che gli sono vicino, e che lui tanto odia.

"Cominci a capire? Ti rendi conto della grandezza che stai osservando?" La sensazione di cadere cessa, stavolta mi sento galleggiare. Il bianco che mi circonda diventa sempre più scuro, puntellato da luci brillanti, sembra l'universo.

"Che cosa succede, che sta succedendo!" Urlo ma la mia voce è ovattata, come se parlassi in un barattolo, tuttavia lo sconosciuto mi risponde.

"C'è un punto in comune con ogni universo, qualcosa che non cambia mai, non è vero? Qualcosa di inevitabile, un punto fisso nel tempo. Cercalo e sarai libero"

Sono attonito, ma non ho nemmeno il tempo di pensare alle sue parole perché nuovamente cado preda del sonno.

What if...? (Bakudeku)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora