Una giornata di ronda come le altre, un villain particolare e un Izuku un po' distratto sono il condimento perfetto per un disastro annunciato.
Note*
Fanfiction ispirata al manga/anime "My Hero academia" si consiglia la lettura dell'opera originale...
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Sono in questo mondo da un bel po', una realtà che sembra la mia ma che non lo è affatto. In questo universo non esistono i quirk, ma gli Alpha, i beta e gli omega. Non ho ancora ben capito in cosa consista, sta di fatto che da questo mondo non riesco a uscire da parecchio tempo, e la cosa mi spaventa. Principalmente perché il mio corpo a stento si regge in piedi, in secondo luogo perché non è mai successo di rimanere così tanto tempo nello stesso luogo.
Mi chiedo che fine abbia fatto il villain, perché abbia smesso di parlarmi e come farò a tornare alla mia realtà se lui è sparito.
Che Kacchan gli abbia fatto qualcosa?
L'Izuku di questo mondo ha scoperto da qualche giorno di essere omega, è rimasto rintanato in casa per tutto il tempo a piangere perché, anche se si aspettava questa eventualità, non era psicologicamente pronto ad affrontarla.
Da quello che ho capito gli omega sono in fondo alla scala sociale di questa realtà, considerati alla stregua di un utero ambulante, per cui capisco i sentimenti del me di questo universo. Forse il suo ristagnare nel suo dolore è la motivazione principale per il quale io sono ancora qui, bloccato in questa realtà alternativa. È probabile che ancora non abbia visto la costante di questo universo, per cui finché non la vedrò sarò destinato a rimanere bloccato.
Dopo una settimana la mamma mi viene a tirare fuori dalle coperte, io resto rintanato in un angolo a sentire la strigliata che l'Izuku di questa realtà si sta beccando da una donna che sembra tanto fragile ma che sa perdere anche le staffe.
"Izuku, sei omega, non è una tragedia, ma non puoi passare il resto della tua vita chiuso nella tua stanza a rimuginare su qualcosa che non puoi cambiare nemmeno volendo" Gli accarezza i capelli verdi, così simili ai suoi e sospira.
Oh mamma, mi manchi così tanto.
"Sono terrorizzato, non so cosa fare" Dopo una settimana di mutismo assoluto, la voce del me omega risulta arrochita, quasi graffiata. La mamma gli accarezza i capelli senza sosta, entrambi seduti sul letto, dondolando leggermente.
"Bambino mio, la mamma è qui" Lo conforta e io avrei tanto voluto sentire queste rassicurazioni quando ho scoperto di essere un senza quirk. Tiro su col naso, qualcuno bussa il campanello di casa. La mamma scende di sotto e poco dopo una testa bionda si intravede tra il corridoio e la porta della camera.
"Kacchan... che ci fai qui?" Il biondo si schiarisce la gola, poi a passo lento e sicuro si introduce in camera, chiudendo la porta.
"Sono diversi giorni che non ti presenti a scuola, siccome abitiamo vicini quella comparsa del professore mi ha chiesto di controllare se eri morto" Nonostante tutto l'omega comincia a ridere. Kacchan sbuffa e con le mani ancora piantate nelle tasche dei pantaloni si appoggia alla scrivania della sua stanza. Per un po' stanno in silenzio, il biondo guarda alcuni suppellettili appoggiati alle mensole e sorride, come se avessero scatenato in lui dei bei ricordi, poi, quasi resosi conto del corso dei suoi pensieri si scuote.