<<Non importa... è tutto okay>> mormoro tenendo lo sguardo basso, incapace di sostenere il suo.
Lo sento sospirare e percepisco interminabile il tempo che scorre prima delle sue parole.
<<Come fai a dirlo? Nulla è okay...>>
<<Abitudine>> commento con una lieve risata sarcastica, odiando quanto mi sembri di apparire come vittima, ma sono troppo stanco per provare a mentire mantenere piacevole la situazione.
In fondo sono abituato ad essere considerato troppo difficile per le persone, persino mio padre se n'è andato per questo... o almeno è ciò di cui sono convinto, anche se mamma ha sempre negato tutto, ma forse solo per proteggermi.
<<Senti, mi dispiace, davvero... era una cosa così importante che non ho saputo come reagire e l'ho fatto nel modo più sbagliato possibile>> continua a giustificarsi e provo ad alzare gli occhi su di lui, completamente privo di difese. Tanto ormai che importa?
<<So di aver sbagliato, ma mi sono informato un po' sulla questione e ho capito davvero, quindi spero accetterai le mie scuse e mi permetterai di starti accanto...>> aggiunge parlando con voce sempre più bassa, arrossendo nelle ultime parole, stessa reazione che ho anch'io.
Vuole starmi accanto? Ma se ci siamo sempre odiati... forse solo in apparenza.
<<Tu vuoi... starmi accanto?>> ripeto sorpreso, iniziando a temere di non aver sentito correttamente.
<<Forse>> borbotta arrossendo e spostando lo sguardo prima che posso incontrare il suo; sorrido, ma non riesco ad esprimere la mia felicità che subito aggiunge altro per giustificarsi <<cioè, dobbiamo giocare insieme, ovvio che devo avere a che fare con te>>
Ma riesco a leggere la sua vera intenzione oltre quella scusa, e non smetto di sorridere.
<<Va bene, grazie>> ridacchio, anch'io rosso in viso, abbassando lo sguardo per tentare di celare la mia felicità.
<<Dopo ne parliamo, okay?>> chiede guardandomi, forzando sia un tono che un'espressione duri, ma sorrido ancora.
<<Va bene, tranquillo>>
Quell'allenamento sembra il più lungo della mia vita per via della sua promessa, ma finalmente arriva al termine e ci incrociamo di nuovo nello spogliatoio, quando mi raggiunge mentre mi cambio.
<<Ti va se ti accompagno a casa e parliamo? Tanto passo da lì>> propone forzando palesemente un tono calmo e cerco di contenere un sorriso nel realizzare che lui abiti da tutt'altra parte.
<<Sei sicuro?>> chiedo titubante, cercando di celare la costante sensazione di essere soltanto una vittima.
Lui alza le spalle guardandomi con aria tranquilla <<se ti va>>
<<Va bene>> accetto con un sorriso, trattenendomi nell'esprimere quanto io sia davvero felice della richiesta.
E così, dopo esserci preparati, usciamo insieme incamminandoci verso casa.
Deve essere strano per chi ci guarda realizzare che siamo uno accanto all'altro senza litigare, figuriamoci quanto lo sia per me averlo ad un centimetro dalla mia mano, che muore dalla voglia di sfiorare la sua.
Forse è solo un'occasione per legare?
Non devo illudermi, le mie speranze rimarranno soltanto sogni e lui continuerà ad odiarmi per sempre...
<<Quindi... cosa provi per questa situazione?>> mi chiede interrompendo per fortuna ogni doloroso processo nella mia mente e cerco di trovare sia la giusta calma per rispondere che le parole adatte a farlo.
Ma non sarà facile, non solo perché nessuno me l'ha mai chiesto, ma soprattutto perché è proprio lui ad averlo fatto per la prima volta.
Però, nonostante la difficoltà, sorrido.
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Focus // Hinata; Haikyuu!!
FanfictionHinata si sente costantemente incompreso e inadeguato, soprattutto da se stesso: ha l'ADHD, ma per tutti è soltanto disattento e rumoroso, fastidioso ed esuberante. Sempre più stanco di questa concezione, soprattutto da parte di Kageyama, la persona...
