La signora Victoria stette male per l'intero periodo; il suo corpo, come già vi ho detto e precisato, era troppo fragile e l'attesa di un figlio era uno sforzo fin troppo arduo per lei; inoltre vi si aggiungeva il fatto che mancava completamente di spirito materno, tant'è che un giorno, non molto prima di quando avvenne il parto, mi confidò senza cuore:
«Questa creatura verrà al mondo non desiderata o amata da nessuno; tanto che se dovesse spirare a pochi giorni di vita non avrebbe nessuno a piangerlo, e anzi ci libereremmo tutti di un peso. Non negate che sia così, vecchia.»
«Non è per niente vero», le risposi io scuotendo il capo contrariata, «Un figlio è un dono; una benedizione di Dio, signora Victoria.» affermai con convinzione.
Lei storse subito le labbra rosee in un'espressione di scherno e sufficienza, come se avessi detto una ridicola idiozia. «Quale dono, sciocca megera! Parlate così perché non ne avete mai fatto uno vostro! Cosa deve avere di bello qualcosa che vi prosciuga ogni energia e vi strazia il corpo al limite della morte!? Oh, come mi sono ridotta! Sto male da impazzire, la testa mi gira in continuazione e le gambe non riescono nemmeno più a sorreggermi! Non mi stupirebbe se tutto questo mi uccidesse, infine!» esclamò tragica; ma, purtroppo, non posso affermare che stesse esagerando con le parole: era vero, infatti, che quella gravidanza l'avesse portata ad un filo dalla morte e che le sue gambe non le permettevano più di fare se non brevi tratti, nemmeno fossero diventate di burro.
Non le diedi comunque risposta ai suoi capricci, perché con la sua spietatezza non meritava di essere compatita come desiderava. Non procurava molta simpatia, e io ne sentivo sempre meno nei suoi confronti.
«E Vincent!?» aggiunse con rabbia teatrale, stravaccandosi ancor di più nel letto che era diventata sua fissa dimora negli ultimi tempi, «Non incolpate solo me, di non aver amore per questa creatura! Vedete quanto a lui non importa di sua moglie e di suo figlio? Non ci ha affatto a cuore e non si è interessato alla mia salute nemmeno una volta, come se la cosa non lo riguardasse! Dov'è lui!?»
«Il signor Vincent è impegnato.» sbuffai io, aggiustandole le coperte.
«Impegnato!» si indignò la signora, «Credete che io sia una stupida e di potermi ingannare con questa affermazione, non è così, traditrice che state più dalla sua parte!? So bene io, in cosa è impegnato!» sbraitò con tono accusatorio, puntandomi pure il suo grazioso indice contro con tremante forza, e fulminandomi coi suoi occhi lucidi e febbrili.
«Non vi esaltate così, signora, non vi fa bene alla salute.» provai a placare il suo entusiasmo d'essere spregevole, senza risultato: infatti mi ignorò completamente.
«Se ne sta tutto il giorno a frignare per quell'orribile amante che aveva, quella Sophie, nemmeno lo potesse sentire! E parla da solo - non negate perché l'ho sentito- mentre si crogiola pateticamente nell'oppio! Che uomo stupido!» lo schernì acida, per poi alzarsi con la schiena in uno sforzo disumano, «Butta via la propria salute, e si lascia andare come un cane penoso che ha perduto il padrone, dietro a sciocche illusioni! Ah, se fosse il contrario, se avessi io il suo corpo forte e robusto e lui il mio così esile e fragile, vedreste cosa gli farei passare! Avrebbe di cui lamentarsi davvero!»
Si lasciò andare ad un'altra moltitudine di minacce, piena di rabbia e invidia; dopodiché fui costretta a rimetterla sdraiata a letto perché la sua tenace impresa di sollevarsi le fece venire il viso pallido come un lenzuolo e sudato dalla fatica, tanto che temetti che le sarebbero potute venire le convulsioni.
Purtroppo, però, ciò che aveva detto sul signor Vincent era vero: il suo animo si era fatto davvero sempre più tormentato, e se avesse avuto un corpo e dei nervi meno forti ne sarebbe senz'altro morto; dopotutto, a più di un anno dalla vostra scomparsa, le sue flebili speranze stavano andando a svanire, e nulla sembrava essere più importante in questo mondo per lui.
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Anime Affini
Historical Fiction(COMPLETA) Inghilterra, 1880. Vincent Jenkins è un giovane borghese tormentato da un oscuro passato. Freddo e razionale, si mostra indifferente al mondo che lo circonda. Sempre alla ricerca di novità che possano smuovere la sua vita dalla monotonia...
