VOCI
(Mercoledì mattina)
{V}
~chat Jeon~
T: Ho sentito qualcosa!
E sono tutti strani con me
Mi sta salendo l'ansia... rispondimi.
J: Calmati ora sono impegnato.
Appena mi libero ti scrivo.
—
Sbuffo e mi sciacquo la faccia per riprendermi, torno da Hoseok che ha ancora l'aria da psicopatico <ci hai messo tanto> lo guardo stupito, il raggio di sole che conosco non direbbe una cosa del genere mettendomi in imbarazzo, <come prego?> non riesco a frenare un espressione scocciata e palesemente infastidita.
<i-io non volevo... stavo scherzando> sorride ma ancora una volta con poca voglia, non gli rivolgo più la parola e per dispetto pranzo pure con un altro collega, Soobin. Quest'ultimo è un ottimo amico del biondo che non smette di guardarmi male da quando l'ho ignorato nell'ascensore dopo che mi ha invitato a pranzare con lui.
<come mai oggi non pranzi con lui?> parla con la bocca piena il biondo <volevo fare conoscenza> ricevo un sorriso e una pacca sulla spalla troppo forte, certo che uno più normale me lo potevo trovare.
A pensarci fosse stato normale non mi avrebbe nemmeno rivolto la parola dato che tutti mi evitano come la peste.
~
Infatti il nostro primo incontro è stato a dir poco imbarazzante, stesso quel giorno stanco dell'aria pesante nello studio di Hoseok decido di farmi una camminata e entro nei bagni per specchiarmi non avendo nessuno con cui parlare.
C'è silenzio quindi sono sicuro di essere solo, ma per sicurezza apro le porte dei tre bagni, i primi due sono vuoti quando però apro l'ultimo ci trovo Soobin seduto sulla tazza con il telefono in mano, essendo stato silenzioso non mi aveva notato.
<oddio scusa> chiudo velocemente la porta, per non sembrare un maniaco l'ho aspettato fuori per chiedergli scusa come si deve, ci manca che girano strane voci sul mio conto.
Esce e si dirige verso l'ascensore quindi lo fermo uno imbarazzato <mi volevo scusare per prima, pensavo non ci fosse nessuno> mi inchino profondamente lui sembra confuso ma sfoggia un sorriso genuino <ah tranquillo stavo solo facendo cacca> lo dice senza problemi tanto da spiazzarmi, per rompere quella strana situazione mi presento e gli chiedo di pranzare insieme.
~
<tu vieni da quell'azienda... di Jeans?> scoppio a ridere immaginando Jeon che si incazza per avergli stroppiato il nome <intendevi Jeon? Nel caso sì> lui annuisce come per darmi conferma di aver capito avendo la bocca di nuovo piena, mangia di fretta e si riempie prima tutta la bocca e poi mastica, sembra un bambino.
<girano voci su di te> lo dice a bocca piena sputando da farmi passare la fame, il mio volto sereno si incupisce e sembra notarlo <oh nulla di che, semplici voci di corridoio> odio questa frase stupida e vaga, insisto per farmi dire tutto e come se nulla fosse mi racconta letteralmente tutto come se non fossi il soggetto di quelle "voci di corridoio".
Poso i soldi sul tavolo e mi alzo <è stato un piacere, ci vediamo anche domani?> lui annuisce e si alza per inchinarsi. Esco dalla pokeria dove abbiamo pranzato per scelta del biondo e vado verso casa con ancora il sole alto, potrei rimanere a fare compagnia a Hoseok come ogni mercoledì fino alle 15 ma non se lo merita.
—
~Chat Jeon~
T: Jeon ho bisogno ora di parlarti.
J: Ho da fare.
T: Stronzo che avrai di così
importante a quest'ora...
Rispondimi, stai con una?
Sto vendendo a casa tua!
J: fermo!! Non sto con nessuno.
Vengo io da te, sta sera.
—
Spengo il telefono e sbuffo volendo solo parlare con qualcuno di ciò che ho scoperto, dovrò tenermi queste cose dentro fino stasera, sento il bisogno che ci sia anche lui in quell'azienda per sentirmi un minimo al sicuro essendo comunque una persona di una certa importanza e che sa difendersi, l'unico che per certo sta dalla mia parte in qualche modo.
Però ora che ci penso non è un ottima idea vederci a casa mia ne a casa sua, se qualcuno tuttora mi sta seguendo... mi impegno per non alzare la testa dal telefono e guardarmi in torno, faccio respiri rilassati e attraverso la strada quando il semaforo diventa verde.
Supero il fioraio e la pasticceria che tanto amo, passo davanti al parco giochi e giro in un vico per raggiungere casa. Ho notato che una persona sta facendo il mio stesso percorso passando per il vico. Mando un messaggio a Jeon per fargli capire che siamo sicuramente sorvegliati, quel vico è per accorciare e ci passano poche persone il tipo dietro di me non mi ha mollato un secondo.
Una volta a casa cerco qualche informazione sull'azienda dei Jung, ho scoperto che in realtà il nonno di Felix ha lasciato tutto nelle sue mani sin dalla giovane età. I dipendenti sono tutti grandi, forse i più giovani siamo io, Hoseok e Soobin devo assolutamente informarmi sugli altri, devo vedermi di più con Soobin.
Dopo cena mi arriva il messaggio di Jeon, mi ha mandato un indirizzo che cercando scopro si tratti di una sala giochi.
Chiedo a Jimin di unirsi a me non potendo girare per le strade solo con qualcuno che mi segue e la paura che possano avere cattive intenzioni. Ovviamente lui non sa nulla anche perché lo conosco bene quindi mi costringerebbe a denunciarli o a reagire in qualche modo.
Ci ho messo molto a capire cosa indossare, insomma non potevo mettere due stracci a caso, infatti siamo scesi in ritardo.
Per strada Jimin caccia il solito argomento "ragazzi"<non ti ho più sentito parlare con il tuo fidanzatino> ghigna lui e lo guardo male <non è il mio fidanzato, Junghyun è un...> lui mi completa la frase <amico? Ma zitto! Sei falso lui non ti piace ma quando stai con lui fai il finto innamorato> lo dice fiero sapendo di dire il vero.
<hai ragione, non ce la faccio più> non ci provo manco più a mentire aveva ragione e bisogna ammetterlo in certi casi <allora parlane con lui idiota! Non lo illudere ancora> mi consiglia giusto fuori la sala giochi dove c'è un casino di gente.
—
Ormai è certo che qualcuno di quest'azienda centri qualcosa e un po' alla volta verrà fuori la verità.
Mi viene l'ansia anche a me quando scrivo ste robe perché immagino tutto, spero che a voi arrivi il mio modo di vedere le cose.
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𝒞𝒶𝓅𝑜?!
Fanfiction«un bel uomo?! È una divinità!!!! È grosso, tatuato, antipatico, freddo, rude ma gentile quando vuole, camminata sexy, cosce grosse da far paura... devo continuare?!» Questa storia parla principalmente di Taehyung che trova lavoro nella grande azien...
