«Stiles, non dirmi che stai andando in lavanderia di sabato sera...»
Il silenzio si impossessò della conversazione ed un'espressione colpevole decorò il volto di Stiles. Scott, il suo migliore amico, non poteva vederlo, ma lo percepiva anche a distanza.
«Stiles?»
«Sì Scott, sto facendo il bucato o quasi, ci sto andando adesso. Non vedo dove sia il problema, ci tengo ai miei vestiti, alla pulizia, al profumo. Vorrei catturare i criminali con le mie abilità, non stenderli con il mio fetore»
Scott percepì il suo nervosismo persino attraverso il telefono. Conosceva il suo migliore amico da tutta la vita, perciò era abituato a quella sua abitudine di straparlare che veniva fuori specialmente nei momenti di nervosismo. Se Stiles fosse stato al suo fianco, Scott l'avrebbe rassicurato, gli avrebbe proposto una di quelle serate da videogames e cibo spazzatura che terminava con uno dei due che crollava per la stanchezza, obbligando il superstite a seguirlo, non potendo fare altrimenti.
«Stiles, non potresti uscire? È sabato, vai a fare baldoria»
«Scottino i miei vestiti non si lavano da soli»
«Stiles, rispondimi sinceramente, hai amici lì, vero?»
L'interpellato si morse il labbro, indeciso su cosa rispondere a quella che per chiunque sarebbe stata una semplice domanda, ma non per lui. Stiles non aveva amici, piuttosto si direbbe colleghi, compagni di studi, ma nessun rapporto che superasse le mura dell'accademia. Durante il primo periodo, alcuni studenti avevano provato ad avvicinarsi a lui, ad interagire, l'avevano persino invitato a passare alcune serate con loro, ma Stiles aveva declinato ogni loro offerta. Aveva deciso di respingere chiunque volesse avvicinarsi a lui, se avesse impedito al suo cuore di legarsi ad altre persone, non avrebbe assaporato per l'ennesima volta il sapore amaro della perdita.
«Certo che ho amici, Scott, non molti, sai che sono un tipo da 'pochi ma buoni' no?»
Scott percepì una lieve tensione nella voce del migliore amico, ma la attribuì alla sua preoccupazione. In fondo, perché il suo migliore amico avrebbe dovuto mentirgli?
«E perché sei...anzi sai che ti dico? Non importa»
Stiles si lasciò andare in un sospiro sollevato e, solo in quel momento, si rese conto di aver raggiunto la porta della lavanderia. Il vetro concedeva al ragazzo di vedere le luci a led familiari e, una volta entrato, il profumo di ammorbidente inondò le sue narici, tranquillizzando il suo corpo e la sua mente. Quel profumo familiare, quel luogo che ormai sapeva di seconda casa e la luce soffusa dei led erano un suo posto felice e la scelta di frequentarlo di sabato non era casuale, anzi, il ragazzo aveva la certezza che quel giorno e a quella precisa ora, la lavanderia sarebbe stata deserta.
Stiles sistemò le cuffie bluetooth, organizzò i prodotti in un ordine ben preciso e iniziò in modo meticoloso a ruotare tutti i suoi vestiti, così come gli aveva insegnato sua madre. Il ragazzo doveva circondarsi di ordine per impedire alla sua iperattività di prendere il sopravvento, perciò passava molto tempo a rassettare la sua casa e a sistemare tutti i suoi oggetti in un ordine prestabilito.
«Tornerai a Beacon Hills per le vacanze?»
«Non lo so, Scott, papà ha troppe spese e io non ho ancora uno stipendio tutto mio»
«Potrei venire io da te»
Stiles, consapevole di essere sempre solo, si lasciò andare in un urlo felice, sollevando i suoi boxer di spider-man in un gesto di vittoria, felice di poter riabbracciare il suo migliore amico. Scott era il fratello che non aveva mai avuto, la persona che era stata al suo fianco in tutti i suoi momenti di difficoltà, l'abbraccio in cui ripararsi quando gli incubi disturbavano i suoi sogni e il suo tifoso numero uno dopo suo padre.
«Ho dei soldi da parte e tuo padre e mia madre ormai convivono»
«Scottino percepisco un po' di gelosia»
«Non sono geloso, Stiles. Tu non sei qui, non puoi saperlo, ma sono schifosamente dolci e io ho bisogno di una pausa da tutto questo»
«Mio padre sta seguendo la sua dieta? Scott sai che non può esagerare con certe cose»
Scott sorrise e lo rassicurò. Da quando i loro genitori si stavano frequentando, il ragazzo aveva preso la strana abitudine di controllare il piano alimentare dello sceriffo, obbligato da Stiles e, spesso, si trovava ad inviare lunghi messaggi in cui riportava tutto ciò che aveva mangiato durante il giorno.
«Ci vediamo presto, Sti»
«A presto, Scottino»
Ancora una volta Stiles quasi urlò, spinto dall'euforia e, quando Scott chiuse la chiamata, interrompendo la sua risata, il giovane si voltò per recuperare il detersivo, bloccandosi non appena si accorse di una figura immobile nella stanza. Imbarazzato, tornò a dedicare le sue attenzioni al bucato e, dopo aver inserito i prodotti all'interno della lavatrice, sistemò meticolosamente i suoi vestiti all'internò dell'oblò e, solo dopo aver premuto il pulsante di accensione, si voltò ancora una volta.
Il ragazzo aveva ruotato il suo corpo verso di lui e a Stiles quasi mancò il fiato. L'uomo era di una bellezza gelida e disarmante, così come lo sguardo freddo e infastidito che gli stava riservando. Stiles notò un po' di detersivo e ammorbidente in polvere ai suoi piedi e gli venne da sorridere, poi ricordò il suo urletto di felicità e si imbarazzò ancora una volta.
«Scusami per prima, credevo di essere solo. Solitamente non viene nessuno e, credevo davvero di essere solo, ma ehi! Ci sei anche tu e...»
Il ragazzo si accorse di aver straparlato ancora una volta, perciò sospirò e sussurrò uno "scusa", prima di lasciar incrociare i suoi occhi con quelli chiari del suo interlocutore. Le luci a led decoravano il suo viso in un modo strano, illuminando quei lineamenti spigolosi e i suoi capelli di un bizzarro colore verde. L'uomo lo ignorò, voltandosi per recuperare i suoi vestiti, li inserì nella cesta vuota e lasciò la stanza senza salutare.
Stiles si bloccò sul posto, poi i suoi occhi si posarono sulle gocce d'acqua sul pavimento e la sua bocca lasciò fuoriuscire le parole prima ancora che potesse fermarle.
«Aspetta! Non hai fatto la centrifuga»
La sua voce fu arricchita dallo sbattere della porta e dalle spalle del ragazzo che, tese, si allontanarono dalla lavanderia. Stiles recuperò i suoi libri e, durante l'attesa, si concentrò sullo studio, fingendo di non essere stato colpito dal comportamento scostante dell'uomo.
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LAVANDERIA [Sterek]
Teen FictionQuando si programma la vita momento per momento, non sempre si tiene in considerazione la variante imprevisto e Stiles non l'aveva minimamente considerata.
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