La vita è imprevedibile. Sembrerà una frase fatta, ma è la realtà. Siamo vittime di una serie di eventi casuali, di conseguenze portate da scelte prese con coscienza o di cuore. Cerchiamo di programmare ogni istante del nostro futuro: quale scuola frequenteremo, quale università ci porterà alla laurea dei nostri sogni, quale lavoro svolgeremo in seguito e a che età troveremo l'amore della nostra vita.
Nel programma di Stiles, l'ultima parte era vacante. Lui non voleva trovare l'amore, non voleva il "vissero per sempre felici e contenti", così come non voleva inseguire l'amore che neanche sapeva di provare.
Non aveva programmato di innamorarsi, nè di perdere completamente la testa per un ragazzo più grande di lui, eppure Derek era giunto nella sua vita, aveva portato una ventata di aria pura e, senza di lui, Stiles si sentiva soffocare.
Si era ritrovato a correre a perdifiato verso casa del maggiore, perdendosi di tanto in tanto lungo la via. L'ansia come sempre giocava brutti scherzi alla sua mente e, proprio quando sentì giungere un attacco di panico, riconobbe casa del più grande.
Bussò ripetutamente alla porta, maledicendo se stesso per non aver parlato prima.
«Derek so che sei qui, aprimi. Posso restare qui tutta la notte»
Derek spalancò la porta, la mano stringeva lo stipite, le nocche bianche mostravano ancora la sua furia. Stiles, però, credeva che la rabbia lo rendesse ancora più bello.
«Ho dimenticato le chiavi di casa»
«Stiles, che vuoi?»
«Hai ragione, è una scusa, possiamo parlare?»
Derek lo fissò per alcuni secondi, il cuore di Stiles batteva all'impazzata, un po' per la corsa, un po' per il desiderio di esternare i suoi sentimenti. Non si era mai confessato a nessuno, non sapeva neanche da dove partire, ma era logorroico, avrebbe trovato un punto d'inizio.
«No»
Stiles lo fissò, indeciso sul da farsi. Nella sua mente, le parole di Scott lampeggiavano come un neon e il corpo del ragazzo si mosse senza un comando ben preciso. Si fece largo tra il corpo di Derek e la porta, avanzando deciso nell'appartamento.
«Io parlo lo stesso e tu dovrai ascoltarmi»
Derek si chiuse la porta alle spalle. Nonostante la sua rabbia, non riusciva ad allontanare Stiles dalla sua vita, non riusciva a dire di no a quel ragazzino e, in cuor suo, sapeva di voler ascoltare ciò che Stiles aveva da dire.
«Il ragazzo che hai visto in casa mia è...»
«Non mi interessa. Non sono nessuno nella tua vita, Stiles, l'ho capito»
«E invece non hai capito niente. Lasciami parlare e non interrompermi»
Stiles prese un respiro profondo, deciso a fare quello che credeva sarebbe stato il discorso più lungo della sua vita. Derek spalancò la bocca, ma decise di restare in silenzio. La determinazione di Stiles era palpabile.
«Non è vero che non sei nessuno, Der. Sei l'imprevisto che non avevo considerato. Sei la persona che non sapevo di volere nella mia vita e, dannazione, tu sei quel vuoto che non sapevo neanche di voler colmare. Ci ho provato, davvero, ci ho provato a non legarmi a te, a tenerti lontano dalla mia vita»
«Perché sei sparito, Stiles?»
Derek sembrava ferito. Non aveva tutti i torti, Stiles lo sapeva e aveva deciso di porre fine ai segreti e alla sua fuga. Voleva parlare con il più grande e chiudere quella discussione una volta per tutte.
«Ho avuto paura, Der, ma sono stanco. Sono stanco di aver paura, di allontanare tutti per non essere abbandonato ancora. Non voglio allontanarti, Derek. Sei la cosa più bella che mi sia capitata e non voglio perderti»
Derek restava in silenzio, gli occhi fissi in quelli ambra di Stiles. Il minore iniziò a muovere i primi passi verso Derek e, una volta assicuratosi che non si sarebbe allontanato, invase il suo spazio vitale, posando le mani sulle braccia possenti del moro.
«Quel ragazzo è Scott, il mio migliore amico»
«Non stai frequentando nessuno, Stiles?»
«Sto frequentando te, Derek. Credevo fosse chiaro»
Bastarono quelle parole a far apparire un sorriso genuino sul volto del più grande. Derek si sentiva felice, di quella felicità che ti scalda il cuore e ti provoca un leggero fastidio allo stomaco.
«Forse potresti essere più chiaro»
Stiles sorrise, avvicinando il suo volto a quello del più grande. Derek posò le sue labbra su quelle del ragazzino, il sorriso incontenibile si scontrava con quello tutto denti e mugolii del minore.
«Grazie, Stiles, grazie per essere tornato a riprendermi»
«Fossi in te non lo direi, ti ricordo che sono una persona davvero fastidiosa, Derek»
Derek posò le mani sui fianchi di Stiles, portando il corpo del più piccolo a scontrarsi con il suo. Le mani accarezzavano Stiles come fosse la cosa più preziosa nella sua vita e, forse, era proprio così.
«Stai dicendo che non posso più liberarmi di te?»
Stiles posò un bacio a stampo sulle labbra di Derek. Le sue mani corsero alla base dei capelli del più grande, intrecciandoli tra le sue dita.
«Mi dispiace, signor Hale, è incastrato con me ormai»
La risata di Derek era musica per le orecchie di Stiles. Il minore si perse ad osservare i dettagli del moro.
Derek era oggettivamente bellissimo e Stiles si sentiva così fortunato ad avere quell'uomo nella sua vita.
" Avevi ragione, mamma, qualcuno è riuscito ad amare il tuo bambino speciale".
Una lacrima lasciò il volto di Stiles e incontrò il pollice di Derek.
«Che c'è?»
E mentre Derek pensava a quanto più felice sarebbe stata la sua vita con quel ragazzo al suo fianco, Stiles infilò il capo tra la spalla e il collo del più grande, beandosi di quel profumo che avrebbe volentieri associato alla parola "casa".
«Aveva ragione mia madre, Stiles, il cuore può guarire, si può tornare ad amare»
Le lacrime scendevano copiose sui loro volti. Avevano entrambi perso una persona fondamentale, avevano sofferto e il loro cuore era segnato per sempre, ma quella sofferenza aveva portato due anime affini ad intrecciare le loro strade, trovando conforto l'uno nell'altro.
«Stiles? Puoi smettere di piangere?»
«Der?»
«Sì?»
«Sei tu. Sei la mia lavatrice preferita»
Derek scoppiò in una risata naturale e rumorosa, lasciandola morire sulle labbra dell'amato.
Nota autrice:
Questa storia è ufficialmente conclusa e non ci credo ancora. Scrivere mi è mancato e vedere persone che si sono appassionate a ciò che scrivo, per me è stata davvero una sorpresa. Sto lavorando ad altro, non so se uscirà mai. Ho alcune idee Sterek in mente e non so con esattezza se avrò il tempo per scriverle e quando pubblicarle. Grazie per il vostro tempo, spero la storia vi sia piaciuta. Alla prossima, se vorrete.
Ancora grazie, Marti.
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LAVANDERIA [Sterek]
Roman pour AdolescentsQuando si programma la vita momento per momento, non sempre si tiene in considerazione la variante imprevisto e Stiles non l'aveva minimamente considerata.
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