Capitolo 10

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Era la prima volta che vedeva suo padre. Notò subito che si assomigliavano molto, stessi capelli, stessa forma del viso, l'unica differenza che notò in quel momento furono gli occhi di un colore molto più scuro dei suoi.

Brandon non riusciva a distogliere lo sguardo dal corpo esanime dell'uomo che era suo padre. Non conosceva neanche il nome e di questo se ne vergognò.

Dopo qualche secondo riuscì a spostare il suo sguardo verso Sarah e notò che era più pallida del solito. Provò a parlarle ma lei non rispose, era completamente immobile come una statua.
-Sarah? -disse Brandon avvicinandosi a lei. -Sarah, cosa...-

Brandon sentì in rumore proveniente dalle sue spalle, si voltò di scatto eper poco non si mise ad urlare.

Suo padre era in piedi e lo stava fissando, aveva lo stesso sguardo di prima, vuoto e senza vita ma con un unica differenza, gli occhi erano di un colore rosso molto intenso, quasi come stessero per prendere fuoco.

-T...Talto?-chiese il ragazzo cercando di nascondere la paura.

L'uomo non parlò ma mosse la testa molto lentamente per dire di no.

Il cuore di Brandon batteva talmente forte che aveva paura uscisse fuori dal petto.

L'uomo fece alcuni passi avanti verso di lui, Brandon invece indietreggiò per mantenere la distanza, finché non si trovò con le spalle al muro. L'uomo continuò ad avanzare e in pochi interminabili secondi si trovò di fronte a Brandon. Il volto di suo padre si avvicinò molto al suo orecchio, e poi parlò. Quella voce gli entrò in testa e un brivido spiacevole percorse la schiena di Brandon. "Sette" aveva detto suo padre.

Brandon si svegliò di soprassalto, completamente sudato e impaurito. Era dinuovo nella stanza di Sarah.

Chiamò la ragazza e quando lei arrivò nella stanza lui le chiese se era successo qualcosa.

-Tuopadre?- chiese lei per la terza volta. - Bran ti posso assicurare che non è venuto nessuno qui.-

Brandon riuscì finalmente a respirare. Suo padre non era morto, almeno non ancora.
-E comunque non ti preoccupare, tuo padre sta bene e a quest'ora sarà a casa con sua...- Sarah si chiuse la bocca con le mani.

-Cosa?Tu sai dov'è mio padre?- chiese Brandon.

-Dimentica quello che ho detto, questo è un segreto tra me e tua madre.-

-Mia madre sa dov'è mio padre?!- chiese lui alzandosi in piedi.

-Cazzo-imprecò lei.

-Perché io non ne sono a conoscenza?! Perché mi state tenendo nascoste tutte queste cose?! Perché mia madre non mi ha mai detto che lui è ancora vivo e sta bene?!-

-Non tocca a me raccontarti queste cose. Quindi adesso prendi la tua roba e torni subito a casa prima che mi venga in mente di dirti altro.-disse lei spingendolo verso la porta d'uscita.

-ALTRO?!-urlò lui.

-Ma porca miseria, te ne stai andando? Ciao Brandon!- disse lei sbattendolo letteralmente fuori di casa e chiudendo la porta.

Brandon non riuscì a trattenersi dal ridere per quello che era successo, ma poi si ricordò che gli stava nascondendo delle cose, quindi smise di ridere.

Si guardò in torno per capire dov'era ma non riconosceva nessuna strada, non sapeva come tornare a casa.

Bussòalla porta di Sarah.

-Chi è?- chiese lei.

-Secondo te? Mi hai appena sbattuto fuori casa.-

-Non vogliamo niente, provi con la porta accanto.- disse lei trattenendo una risata.

-Sarah,non so dove siamo e come tornare a casa, mi devi accompagnare.- disse lui cercando di non pensare alla stupida battuta di Sarah.

-Niente domande?- chiese lei.

-Niente domande.-

-Perfetto,sali in macchina.- disse lei aprendo la porta e andando verso l'auto senza rivolgere uno sguardo a Brandon.

Durante il tragitto rimasero in completo silenzio. Finché altre domande invasero la mente di Brandon.

-Ma quindi...?-

-Zitto.-lo interruppe lei.

Quando furono davanti casa di Brandon, il ragazzo notò che parecchie macchine della polizia erano parcheggiate lì davanti. Scese dalla macchina, ringraziò Sarah per il passaggio e corse verso casa sua.La porta era aperta e sentiva delle voci provenienti dalla cucina. Riconobbe subito la voce di sua madre, ma non andò da lei, si avvicinò non facendosi notare per ascoltare quello che stavano dicendo. Insieme a sua madre c'era un altro poliziotto. Erano seduti al tavolo.

-E'il terzo in questo mese- disse il poliziotto. -Credo che sia solo un caso che la persona che stavi cercando sia stata trovata morta incasa tua.-

-State sospettando di me?- chiese Isabelle senza mostrare emozioni dalla voce.

-No,non di te. Secondo le analisi quell'uomo è morto qualche giorno prima che arrivassi in città, presenta evidenti segni di decomposizione. Però è strano che sia stato trovato qui invece che nascosto da qualche parte.- rispose il poliziotto.

-Lo so cosa stai pensando Sam. Stai pensando che io abbia qualche connessione con l'assassino.-

-Potrebbe essere, come potrebbe essere che la connessione sia con tuo figlio.-disse Sam.

Isabelle si alzò in piedi. -Mio figlio non centra niente in tutto questo!-disse con il tono di voce più alto del solito. -Brandon non riuscirebbe mai a torturare una persona in quel modo!-

-Non sto dicendo che l'assassino è tuo figlio Isabelle, sto solo dicendo che potrebbe avere qualche connessione, hai visto anche tu quella scritta in camera sua.-

Brandon si allontanò dalla stanza e vide una cartella marrone sul tavolo davanti al divano, la aprì e lesse le informazioni riguardanti la morte dell'uomo. Rimase scioccato da quello che lesse.

Secondo i vari studi gli è stato aperto il petto e strappato il cuore senza nessun tipo di anestesia, facendolo rimanere sveglio. Poi sono stati trovati dei tagli sul torace, sicuramente fatti dopo la morte dell'uomo, simili a lettere che ancora non sono state identificate. Girando le varie pagine della cartella riuscì a capire chi era:

Ben Light, professore di scienze. Scomparso un mese prima del ritrovamento.




























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L'angolo del cretino.

Salve lettori e lettrici che stavate aspettando l'uscita del capitolo di questo bellissimo libro creato dalla mente malata di un autore tanto bello quanto il sole sulla spiaggia di prima mattina (certo.) .Volevo scusarmi tantissimo per la mia lentezza nel pubblicare ma dovete capire che è morto uno dei miei personaggi preferiti di un anime che non sto a dire per spoiler (per gli intenditori l'anime è SAO, capitemi XD) e quindi ero depresso e non trovavo idee per continuare la mia storia, purtroppo non sempre mi escono idee per continuare, quindi metto le mani avanti dicendo che non sarò regolare nel pubblicare, ma quando mi vengono idee buone le scriverò.Ricapitolando, alla fin fine pubblico quando ne ho voglia XD Ora basta, sento già i lettori che chiudono l'applicazione, quindi per non fare andare via altra gente vi saluto. Sciao gari, scià scià :).

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