La mattina seguente, mi sveglio con il cuore pesante, come se un velo di inquietudine mi avvolgesse, ancorato al ricordo di ciò che è accaduto la sera prima. Ogni dettaglio sembra sfuggire alla mia mente, un mosaico di sensazioni e immagini che non riesco a ricomporre. Sento ancora l'eco dell'energia che ha scosso la stanza, ma è come se il ricordo stesso fosse sfocato, un'ombra che non voglio affrontare. La confusione mi assale mentre cerco di organizzare i pensieri, ma tutto quello che ottengo è un groviglio di emozioni non del tutto comprese.
Guardo le mie compagne di stanza, tutte ancora addormentate, i loro respiri regolari e tranquilli, mentre io mi sento incapace di trovare quella pace. Mi sembra quasi di averle coinvolte in qualcosa che non avevano richiesto, e l'idea di averle spaventate mi tormenta. Ma, paradossalmente, la loro reazione calma mi confonde ulteriormente. L'ombra della serata precedente persiste, ma loro non sembrano averne dato troppa importanza. Forse è solo la mia percezione, ma qualcosa dentro di me mi dice che non dovrei ignorare quella sensazione.
Decido di alzarmi e fare una passeggiata, sperando che il movimento possa schiarirmi le idee. Mi vesto velocemente, il silenzio della stanza che sembra farsi più pesante man mano che mi allontano dal letto. I corridoi di Hogwarts sono vuoti e silenziosi, il pavimento di pietra che risuona con ogni mio passo. La calma del castello, solitamente avvolgente, oggi mi sembra quasi straniante. Mi sento come se stessi cercando risposte tra le sue mura antiche, come se il castello stesso potesse svelarmi qualcosa che non comprendo.
Arrivo finalmente nella Sala Grande, sperando che la solitudine del luogo mi aiuti a trovare un po' di tranquillità. Ma appena entro, vedo una figura solitaria seduta in un angolo. Non è difficile riconoscere Tom, con il suo sguardo fisso e concentrato, come se il mondo esterno non esistesse. Il suo volto serio non lascia trasparire nulla, ma c'è qualcosa nella sua postura, nella sua immobilità, che mi fa sentire una strana connessione.
Mi avvicino senza pensare troppo, come se una forza invisibile mi spingesse a farlo. Quando arrivo al suo fianco, mi fermo un momento, indecisa se disturbare il suo silenzio o meno. Non voglio invadere il suo spazio, ma sento che c'è una sorta di complicità tra di noi, una quieta intesa che mi spinge a fare il passo successivo. Mi siedo accanto a lui, senza dire nulla, ma abbastanza vicino da permettergli di accorgersi della mia presenza.
"Tom," dico infine, la mia voce è delicata, come se avessi paura di spezzare l'atmosfera che ci circonda. È come un sussurro, timido ma deciso.
Lui alza lo sguardo lentamente, i suoi occhi scuri che mi fissano per un attimo. Non sembra sorpreso, ma piuttosto curioso. "Ciao, Lilibeth," risponde con un tono pacato, privo di emozione, ma c'è una piccola scintilla di interesse nei suoi occhi. Il suo volto rimane impassibile, ma io riesco a cogliere quel piccolo segno, un dettaglio che mi fa sentire un po' meno invisibile.
Restiamo in silenzio per un momento, la tensione che sembra crescere lentamente tra noi. Non è un silenzio sgradevole, ma c'è una strana intimità in esso, come se ciascuno di noi stesse cercando di decifrare l'altro senza parole. La luce che entra dalla grande finestra proietta riflessi caldi sulle pareti, creando giochi di ombre morbide che sembrano accarezzare i nostri volti.
Alla fine, cerco di rompere quel silenzio che si è fatto opprimente. "Come hai passato la tua prima notte qui?" chiedo, cercando di mantenere il tono leggero, quasi come se fosse una domanda banale, ma dentro di me sento che c'è qualcosa di più che voglio scoprire.
Tom mi guarda per un momento, come se stesse valutando la risposta giusta. Poi, senza fretta, dice: "È stata tranquilla," con un tono che non lascia spazio a ulteriori domande. Poi aggiunge, con una calma quasi disarmante: "E tu?"
"Anche io," rispondo, sorridendo lievemente, ma sentendo il peso delle parole non dette. "Le ragazze con cui condivido la stanza sono... interessanti. Sono sicura che ci conosceremo meglio nei prossimi giorni."
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La figlia del diavolo
FanfictionLilibeth Morning cresce in orfanotrofio con Tom Riddle. A Hogwarts le loro opinioni si separano, ma non i loro cuori. ‼️in revisione
