19. L'ombra e la luce

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La serata è calata su Hogwarts, e la fatica di una giornata interminabile di lezioni è ancora presente nei nostri corpi. Tom ci ha invitato a riunirci nella Stanza delle Necessità, un luogo che conosciamo bene, ma che ogni volta sembra adattarsi e cambiare a seconda delle nostre necessità. Ci siamo ritrovati lì, fuori dalla porta, un gruppo di ragazzi con aspettative diverse, ma con una cosa in comune: la consapevolezza che Tom non è mai qualcuno con cui si scherza.

Tom avanza con passo deciso, la sua figura alta e imponente spicca nel buio del corridoio. C'è una forza magnetica che emana da lui, come se ogni suo movimento fosse studiato, ogni parola pesasse. Quando raggiunge la porta, si ferma per un attimo, come se stesse decidendo qualcosa dentro di sé. Poi, con un gesto deciso, apre la porta. "Entrate," dice, la sua voce calma e misurata, ma con un'intrinseca freddezza che fa rabbrividire. È un invito, ma al contempo un ordine. Una volta dentro, la stanza si trasforma magicamente, accogliendoci con un'atmosfera che è allo stesso tempo familiare e misteriosa.

Le pareti si illuminano di una luce soffusa, quasi eterea, che avvolge la stanza in un'atmosfera ovattata, mentre il pavimento si trasforma in un morbido tappeto che sembra accogliere i nostri passi, un contrasto netto con la tensione che si respira nell'aria. I divani sono disposti in modo tale che il nostro gruppo possa sedersi, ma è evidente che Tom ha preparato la stanza con l'intento di dirigere questa conversazione. Non c'è un angolo dove non si percepisca la sua presenza, e il silenzio che ci avvolge è carico di attesa. Ci sediamo, ma la tensione è palpabile. Ogni respiro sembra pesante, e nessuno osa fare la prima mossa.

"E quindi," rompe il silenzio Alphard, il suo sguardo curioso e penetrante rivolto verso Tom, "di cosa volevi parlarci?" La sua voce è tranquilla, ma non può nascondere l'ansia sottostante. La domanda è legittima, ma sappiamo che Tom non è uno che si apre facilmente.

Tom, però, non sembra voler rispondere immediatamente. I suoi occhi, scuri e intensi, si fissano su di me, e un brivido mi percorre la schiena. Non è un semplice sguardo, è come se stesse leggendo ogni parte di me, come se stesse cercando di entrare nel profondo della mia anima, dove ogni segreto è custodito. "Lilibeth," mormora, la sua voce fredda e incisiva. "Non tollererò la tua disobbedienza."

Le sue parole mi colpiscono come una scossa elettrica, gelandomi il sangue. Il mio cuore accelera, e una fitta di terrore si fa strada nel mio petto. Non voglio credere a quello che sento, ma non c'è spazio per la speranza. È una minaccia, e la sua intonazione non lascia dubbi sulla sua determinazione.

"Tom, no..." balbetto, cercando di articolare una frase, ma la mia voce è debole, tremante. Cerco di fermarlo, di impedirgli di proseguire, ma vedo il suo sguardo diventare ancora più glaciale. È troppo tardi.

La sua bacchetta è già in mano, sollevata con una velocità tale che non posso fare altro che guardarlo con occhi spalancati, impotente. Il maleficio scivola fuori dalle sue labbra con una rapidità spaventosa, e in un attimo sento il dolore lacerante del Crucio che mi avvolge. Un urlo straziante esce dalla mia gola, mentre il mio corpo si piega in convulsioni, le ossa e i muscoli che sembrano esplodere dal dolore. L'agonia è insopportabile, mi sento come se ogni fibra del mio essere venisse stracciata e risucchiata in un vortice di sofferenza pura.

Nel caos di dolore, qualcosa dentro di me scatta, un istinto che non avevo mai conosciuto prima. Una rabbia incontrollabile, come se tutto quello che mi aveva tormentato in passato si fondesse in un unico fuoco. L'inferno che sento dentro di me trova un'espressione nei miei occhi, e all'improvviso, una luce rossa intensa esplode dalle mie iridi. I miei occhi, che già di per sé erano rosso scuro, ora brillano con una furia inarrestabile. Le fiamme dell'inferno sembrano avvolgermi, e in un attimo, il dolore cede il passo a una forza inimmaginabile. Le ali nere si spiegano dietro di me con una potenza che sembra sbattere contro le pareti della stanza, ma non mi interessa. Non più.

La figlia del diavoloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora