Anche se il terrore di Voldemort si annidava nel mio cuore, era l'amore per Tom a dominare i miei pensieri. Ogni volta che incrociavo il suo sguardo, un brivido di inquietudine mi percorreva la schiena. C'era qualcosa in lui che mi affascinava e mi respingeva allo stesso tempo, una dualità impossibile da ignorare. Tom rappresentava la mia salvezza e il mio rifugio, ma al tempo stesso anche la mia prigione. Il suo amore era la mia forza e la mia maledizione, il motivo per cui lottavo e quello per cui avrei potuto cedere. Ogni parola che pronunciava era intrisa di un potere magnetico, come se volesse trascinarmi nell'oscurità in cui lui stesso si crogiolava.
Le sue parole erano affilate come lame. "Non capisci mai, Lilibeth," disse, il suo tono carico di impazienza. "Sei troppo testarda per vedere la verità."
Mi sentii ferita, ma non potevo arrendermi così facilmente. "E tu sei troppo orgoglioso per ammettere di aver torto, Tom," ribattei, mantenendo la mia posizione.
La sua mascella si irrigidì, i suoi occhi lampeggiarono di irritazione. "Non è orgoglio, Lilibeth. È consapevolezza. Il mondo appartiene ai forti. Se non sei disposta a vedere questo, allora sei solo un'altra pedina destinata a cadere."
Quelle parole mi colpirono come un pugno. Il suo modo di pensare mi ricordava qualcuno... Qualcuno di cui avrei voluto dimenticare l'esistenza. Mio padre.
Scossi la testa, rifiutando di credere che Tom fosse come lui, ma più cercavo di negarlo, più la verità si insinuava nella mia mente. Tom e Lucifero erano simili, troppo simili. Entrambi avevano una capacità innata di persuadere e dominare. Erano padroni delle loro parole, capaci di intrecciare verità e menzogne in una rete in cui era facile restare intrappolati. Entrambi credevano nel potere come unica via, nel dominio come destino ineluttabile. E io, in modi diversi, ero legata a entrambi.
Quando mi voltai e mi allontanai da Tom, il peso di quella consapevolezza si fece insostenibile. Camminai senza meta fino a trovarmi nella Foresta Proibita. L'aria era fredda, il silenzio opprimente. Mi fermai accanto al lago, osservando la luna riflettersi sulla superficie dell'acqua. Il mio cuore batteva forte, mentre nella mia mente si rincorrevano dubbi e paure.
Poi, una voce che conoscevo fin troppo bene spezzò la quiete.
"E così, torni da me, figlia mia," sibilò Lucifero.
Mi voltai lentamente, il gelo nel suo sguardo mi trapassò come una lama. Il suo sorriso era sprezzante, colmo di un sarcasmo crudele. "Pensavi davvero di potermi sfuggire?"
Stringendo i pugni, cercai di mantenere il controllo. "Non sono qui per te. Volevo solo un po' di pace."
Lucifero rise, un suono sinistro che si propagò tra gli alberi. "Pace? In un luogo come questo? Sei più sciocca di quanto pensassi, Lilibeth."
Lo fissai con determinazione. "Perché sei qui? Non ti basta avermi tormentata per tutta la vita?"
Lucifero scosse la testa, il suo sorriso si allargò. "Tormentata? Io ti ho dato forza. Ti ho dato il potere che hai paura di usare. Ma tu lo hai sprecato, legandoti a quel... ragazzo." Sputò l'ultima parola con disgusto.
"Tom è più di quanto tu possa capire," ribattei, la voce tremante di emozione. "Lui mi ama, a modo suo."
Lucifero rise ancora. "Ti ama? Sciocca bambina. Lui ti usa. Proprio come tutti gli altri. Ma io... io sono l'unico che ti capisce veramente."
Un brivido mi percorse la schiena. "Non ho bisogno della tua comprensione. Non ho bisogno di te."
"Oh, ma tu e io siamo uguali," disse con tono mellifluo. "Come credi che finirà la tua storia con Tom? Pensavi di poterlo cambiare? L'amore non cambia un uomo, Lilibeth. Lo alimenta. Lo rafforza. E lui, come me, diventerà sempre più potente."
Prima che potessi rispondere, un rumore improvviso ci interruppe. Tom emerse dalle ombre, i suoi occhi bruciavano di rabbia. "Non ti permetterò di avvicinarti a lei."
Lucifero rise con divertimento. "Oh, guarda chi c'è. Il piccolo tiranno che pensa di poter proteggere la mia figlia."
"Lei non ha bisogno di protezione da te," ribatté Tom, la sua voce ferma e pericolosa. "Lei è più forte di quanto tu possa mai immaginare."
Lucifero osservò Tom per un lungo istante, poi sorrise, soddisfatto. "Già. Sei proprio come me, ragazzo. Lo negherai, ma dentro di te sai che è vero."
Tom si irrigidì, ma non disse nulla. Lucifero si voltò verso di me, il suo sguardo carico di un'ombra di disappunto. "Puoi negarlo quanto vuoi, Lilibeth, ma il sangue non mente. Tornerai sempre da me."
Con quelle parole, scomparve nelle ombre, lasciando un silenzio opprimente dietro di sé.
Tom si avvicinò a me, prendendomi per le spalle. "Stai bene?"
Annuii lentamente, anche se dentro di me il caos regnava sovrano. "Sì," mentii.
"Non permetterò che ti faccia del male," sussurrò, e poi mi baciò, con la stessa intensità di sempre. Ma mentre mi abbandonavo al suo tocco, una domanda mi tormentava: e se Lucifero avesse ragione?
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La figlia del diavolo
FanfictionLilibeth Morning cresce in orfanotrofio con Tom Riddle. A Hogwarts le loro opinioni si separano, ma non i loro cuori. ‼️in revisione
