LEO
"Leo ma dove sei finito vieni giù che devi ancora preparare la pasta"
"Arrivo" Dico sbuffando. Vorrei restare qui con El, rifugiarmi ancora nelle sue labbra morbide e calde.
Mi volto per raggiungere le scale, quando faccio dietrofront e strappo un ultimo bacio a El.
"Ci vediamo dopo" Le dico guardandola dritta negli occhi. Resto ad ammirarla per qualche secondo per poi correre giù dalle scale, ricordandomi che Thom mi sta aspettando.
Una volta arrivato al piano di sotto noto che è appoggiato al ripiano della cucina con la sua solita espressione da saputello.
"Allora" Dice portando i suoi occhi neri nei miei "Com'è andata?"
"È andata bene" Mi limito a rispondere non trovando le parole giuste.
"Che cazzo vuol dire bene?" Si alza in piedi dirigendosi verso di me per passarmi la pentola per l'acqua della pasta "Cos'è successo? Non mi sembra una domanda tanto difficile"
Mi scruta per qualche secondo per poi distogliere lo sguardo. Certe volte devo ammettere che mi fa paura questo ragazzo.
Mi affretto a rispondere vedendo la sua espressione impaziente "Ci siamo baciati" Sputo tutto ad un fiato.
"Alleluia" Sbotta sorridente tirandomi una pacca sulla spalla. Preso alla sprovvista faccio cadere la pentola piena d'acqua.
"Merda. Dovevi proprio ammazzarmi la spalla"
"Scusa" Dice unendosi alla mia risata "Pulisco io"
Prende uno straccio e inizia a passarlo sul pavimento facendo avanti e indietro col braccio "Comunque sono felice che tu sia riuscito a dirle quello che provi"
Sorrido.
Come fa a cambiare umore così velocemente, due minuti fa sembrava volermi ammazare ed ora mi dice che è felice per me?
"Senza di te non ce l'avrei mai fatta" Controbatto a tono.
Prendo un altro panno e mi accascio vicino a lui per aiutarlo.
"Com'è stato?" Si alza per strizzare lo straccio ormai impregnato d'acqua "Intendo il bacio, com'è stato?"
Arrossisco al solo pensiero di quel contatto "È come se ci fossimo baciati altre volte. È stato così familiare, non so come spiegarlo"
Sorride in modo lieve e triste. Non so molto di lui -se ha una fidanzata, se vive da solo o con la propria famiglia, che vita fa fuori di qui, o banalmente il suo colore preferito- così colgo questi minuti di silenzio per fargli delle domande, dopotutto per essere amici bisogna conoscersi almeno un po'.
"Cosa mi dici di te, qualche ragazza in vista?" Lo incalzo di punto in bianco.
Cerca di sviare l'argomento come se gli pesasse dirmi qualcosa della sua vita sentimentale. Non mollo la presa, io gli ho raccontato ogni singola cosa su me ed El, perchè lui non dovrebbe parlarmi della sua ragazza o ammettere che non ne ha una?
Tengo lo sguardo fisso su di lui fino a quando non lo sento sbuffare "Ahh va bene"
Prende un bicchiere d'acqua e ne beve un abbondante sorso.
"Quindi?" Gli domando dopo dieci secondi di silenzio tombale.
"Beh" Fa una pausa riflettendo se continuare la frase o meno "Diciamo solo che è la migliore amica di mia sorella"
"Cazzo Thom... Aspetta ma da quando hai una sorella?"
"Viviamo solo io e lei da circa due anni, ha la tua età"
"Come si chiama?" Gli chiedo ancora confuso. È vero, Non so praticamente niente della vita di Thom.
"Olivia, si chiama Olivia"
Non so se domandargli il perchè non vive più coi suoi. Magari è solo un caso, ma ho la sensazione che ci sia sotto qualcosa. Mi trattengo evitando l'argomento, in caso sia un tasto dolente.
"Da quanto ti piace la migliore amica di Olivia?" Abbasso il fuoco dei fornelli quando finalmente l'acqua bolle.
"Da quando ci siamo baciati ad una festa"
Giro di scatto la testa verso di lui "E tua sorella?"
"Ovviamente ci ha beccati. Il problema è che non ci stavamo solo baciando, ti risparmio i dettagli fidati è meglio così"
"Merda amico" Borbotto mentre sposto una delle tante sedie intorno al tavolo e mi stavacco sopra "Ma adesso Olivia e... Come hai detto che si chiama la ragazza?"
"Emma"
"Emma" Ripeto subito dopo "Sono ancora amiche?"
"Non come prima, ma si" Fa un pausa abbassando lo sguardo, come se si sentisse responsabile di tutto ciò "Per fortuna eravamo ubriachi, quindi Olivia passò oltre, anche se dir la verità io mi ricordo benissimo quella sera, l'ho sempre voluta, non serviva di certo l'effetto dell'alcool per desiderarla"
"Mi dispiace non sapevo che la tua vita sentimentale facesse schifo"
"Parla per te, io alla tua età avevo già avuto tre fidanzate" Aggiunge lui in tono ironico per buttare la situazione sul ridere.
"A me basta El" Controbatto fiero delle mie parole.
"È arrivato il romanticone. Fra quella El ti ha fatto il lavaggio del cervello"
Scoppio a ridere "Si chiama amore"
"Si chiama padella quella che ti tirerò se non la smetti di fare lo sdolcinato. Adesso vatti a cambiare che tra dieci minuti si mangia"
Annuisco fiondandomi su per le scale, prima che mi ci porti Thom a calcio nel culo.
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FORGET to move forward
RomanceElisabet è una ragazza di soli 15 anni che vive in orfanotrofio da ormai un bel po'. I suoi genitori non ci sono più a causa di un terribile incidente di cui Betty si ritiene responsabile, per questo non riesce a DIMENTICARE il suo passato ed ANDARE...
