CARLOS
Maranello, 10 ottobre 2023
Il weekend in Qatar si è rivelato un po' altalenante: dodicesimo in qualifica -quella valevole per la gara-, quinto nella sprint shootout e sesto nella sprint race. La domenica, invece, non ho gareggiato perché ho avuto una perdita di carburante.
Da quanto mi hanno detto i piloti, è stato estenuante guidare con le temperature elevate. Alcuni si sono sentiti male, altri hanno barcollato una volta usciti dalla monoposto, tra cui Lando, che ha chiuso la gara in terza posizione.
Il caldo non ha giovato per niente, e spero che l'anno prossimo questa tappa venga inserita in un'adeguata fascia climatica. Non possiamo rischiare la vita se i vertici beneficiano solo dei soldi.
La sera, quando ho raggiunto il mio ragazzo in hotel, era un po' triste. Sono anni che spera di vincere. Alcune vittorie sono sfumate per due motivi: la strategia o la sua testardaggine. Ma io so che prima o poi vincerà, che si godrà il gradino più alto del podio, e voglio esserci quando accadrà.
Ieri mattina ho preso un volo per l'Italia, e da Bologna mi sono recato a Maranello per lavorare con il team.
Charles è volato a Monte Carlo con Hélène e ci vedremo al suo compleanno.
Anche Lando è nel Principato e i suoi genitori lo hanno raggiunto proprio ieri.
Vago per la sala delle monoposto e osservo quelle recenti. Accarezzo il musetto della F1-75, quella che ha consacrato la mia prima vittoria, a Silverstone, l'anno scorso. Eravamo partiti bene, la competitività era alla nostra portata e c'erano ottime speranze in ottica mondiale, ma il regolamento entrato in vigore a metà campionato ci ha penalizzato parecchio.
Sento del vociare e mi affaccio, trovando Charles nella sala accanto. Fred mi ha avvisato che avrebbe fatto dei test con la SF-23. Sapevo solo della presenza di Ollie.
«Sei pallido. Sicuro di star bene?» domando preoccupato quando mi avvicino.
«Hélène mi ha piantato in asso con una lettera».
Sgrano gli occhi. «Vi siete lasciati?»
«Ha detto di aver bisogno di spazio per superare il dolore».
So dell'aborto e dei giorni delicati che hanno dovuto superare. La gioia di diventare genitori si è dissolta nel giro di qualche settimana. Entrambi hanno sofferto, chi per amore e chi per la perdita dei propri cari. Questa batosta non ci voleva.
È come se fossero intrappolati in una storia in cui l'autore si diverte a infliggere dolore.
«Non voglio giustificarla, ma mettiti nei suoi panni», tento di dire, ma lui mi interrompe. «Certo, perché qui si tratta sempre di lei e non di me! Io sto soffrendo come un cane! La mia ragazza dovrebbe essere qui, e cosa fa? Decide di scappare. Sai perché? Perché lei è brava in questo. Scappa per evitare di affrontare i problemi. Mi ha lasciato solo. Credevo che insieme avremmo potuto superare tutto, e invece mi ritrovo nuovamente deluso e tagliato fuori», sbotta con voce rotta, le lacrime che gli rigano il viso e la testa tra le mani.
Percepisco il suo dolore. Non è facile per nessuno fronteggiare una situazione del genere. È stata una felicità temporanea. E per cosa, poi?
«Charles».
La voce di Jacques fa sbuffare il mio compagno di squadra. «Che cazzo vuoi?»
Jacques si lecca le labbra e sospira. Con un cenno indico a Charles la sala delle monoposto e mi allontano per lasciarli parlare.
Girovago per la factory, poi chiedo a Charles se vogliamo pranzare insieme. Mi racconta della conversazione con Jacques. Certo, è antipatico e presuntuoso, ma quando vuole sa dare ottimi consigli. Oggi ne è stata la prova dicendogli che non deve odiare Hel e che lei vuole costruire con lui il suo futuro.
STAI LEGGENDO
Flatline // CarLando
Fanfiction[SPIN-OFF DI ATLANTIS] Lando Norris e Carlos Sainz hanno condiviso due anni all'interno della scuderia McLaren di Formula 1. Carlos, accasatosi in Ferrari, non recide i rapporti con Lando. Quest'ultimo, invece, si innamora del suo vecchio compagno d...
