22. (L)

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LANDO

Abu Dhabi, 22 novembre 2023

Imbronciato, fisso il soffitto. Stanotte non ho dormito a causa del jetlag. Sono le cinque e mezza del mattino. Il circuito è vuoto, così come il paddock.

Sbuffo, mi alzo e infilo una tuta. Ho bisogno di correre per scaricare la tensione.

Prendo l'ascensore e nella hall incrocio Olivia, seduta su una poltrona, un leggings nero e una felpa dell'Alpha Tauri, il telefono tra le mani e delle occhiaie che fanno paura.

«Liv? Cosa ci fai sveglia a quest'ora?»

Lei sussulta e ripone il telefono nella tasca della felpa. «Mi prometti che non urlerai se ti confesso questa cosa?»

Annuisco. La incito a parlare, troppo curioso.

«Io e Daniel siamo usciti. Siamo andati in un bar vicino al circuito. Mi ha detto di nuovo "se non trovi l'amore entro i venticinque anni, ti sfido a uscire con me". Me lo rammenta ogni volta che ci vediamo»

«Tu cosa vuoi?»

«Tempo. È quello che ho riferito a Daniel, e ha capito. Ha detto che mi aspetterà, e io gli credo. Era sincero, Lan. Per la prima volta da quando ci siamo visti lo è. Non ci sono più barriere, le abbiamo eliminate. Se siamo destinati, il filo rosso non si spezzerà».

Le accarezzo una guancia. «Quando ama, Daniel è un romanticone. Ti darà tutto l'amore che meriti, fidati».

Liv annuisce. Mi getta le braccia al collo e la stringo a me.

«Sono davvero grata al Destino di averti conosciuto. Sei il migliore amico che non ho mai avuto».

Sorrido. «Anche io lo sono, Liv. Che dici, andiamo a correre?»

«Certo».

Trascorriamo un'ora buona al circuito, tra corsa e jogging. Rientriamo prima che i meccanici alzino le saracinesche dei box per lavorare sulle vetture. Ci accordiamo di vederci per la colazione e chiudo la porta della mia stanza.

Stanotte Carlos non ha dormito da me, ma il suo profumo è impresso nell'aria, sui cuscini, sui miei vestiti. È ovunque. L'ho fatto mio e non voglio più liberarmene.

Dopo la doccia, mi preparo. Sistemo il colletto della polo, infilo il telefono in tasca e busso alla porta della stanza del mio ragazzo.

Mi apre, un asciugamano bianco legato in vita e la schiuma da barba sul viso.

I miei occhi percorrono il suo corpo scolpito e mi mordo il labbro.

«¡Buenos días, amor!» lo saluto, distogliendo lo sguardo per guardarlo negli occhi.

«Dovrei insegnarti altro al di fuori delle basi», ribatte, malizioso.

Lo seguo in bagno e mi siedo sul bordo della vasca. Lo osservo mentre fa la barba e lascio dondolare le gambe.

«Liv farà colazione con noi».

Carlos si volta. «Oggi è il compleanno di Jasmine»

«Lo so», replico, confuso. «Sei geloso di Liv? Tra noi è finita da un pezzo. Lei è innamorata di Daniel»

«Non sono geloso», ribatte.

Ridacchio. Mi alzo, gli tolgo la lametta dalle mani e finisco il suo operato.

«Farò finta di crederci».

Carlos sciacqua il viso, lo asciuga ed esce dal bagno.

«Okay, forse sono un po' geloso», ammette dinanzi al mio sguardo inquisitorio.

Flatline // CarLando Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora