(IN FASE DI REVISIONE)
Avete presente quando si parla di vivere, no in questa storia si sopravvive e basta, e sopratutto non si guarda mai indietro.
Ma attenzione i nostri protagonisti riusciranno a mantenere le loro promesse?
Lo scoprirete presto...
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Me ne stavo tranquilla a leggere un libro, finché non sento dei passi. Mio padre, e il suo bodyguard si avvicinano. Lui fa segno al suo bodyguard di andarsene, e lui obbedisce. << Chyler domani tornerai a scuola>> annuncia in tono pacato e menefreghista. Distolgo lo sguardo dall' libro e solo 5 secondi dopo mi rendo conto di cosa mi ha detto. Sento che mi sta per venire un attacco cardiaco per l'emozione. Mi precipito immediatamente da Giselle ( mia sorella più piccola). Non salutando nemmeno mio padre, e lui mi guarda male. Alzo le braccia in segno di scuse.
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Giselle se ne stava appollaiata a scrivere sul suo quaderno. I suoi capelli dorati gli riflettono il viso pallido. ( Stavo origliando dalla porta), busso per non spaventarla. Lei risponde con: << Entra pure>> in tono dolce e gentile. Giselle scusa l'Intrusione ma ho una fantastica notizia sono emozionata. Lei mi sorride e dice. << Vai tranquilla,pensavo fosse papà>> mi confessa lei. Sorrido e continuo. << Domani torniamo a scuola>> l'avviso immediatamente. Forse sono stata troppo diretta, e sicuramente non se lo aspettava. Perché spalanca i suoi grandi occhi azzurri, si morde il labbro e distoglie i suoi occhi dai miei. Gli posa sulla finestra. << Non sei contenta?>> Lei scuote il capo come per dire si e dice. << Si ma se lo scoprono?>> << Impossibile tranquilla, invece per la tua malattia vedremo cosa fare.>> La rassicuro io, e lei sorride ma non mi guarda più. Sospiro comprensiva e dico prendendogli la mano calda. << Se vuoi dire qualcosa io ci sono>> Lei scuote il capo come dire no, e io sorrido e la saluto con un cenno. Poi faccio segno al bodyguard di chiudere la porta. Giselle ha una sindrome e malattia chiamata Meir ( per la statura di altezza). Abbiamo frequentato una scuola cinque anni fa, io avevo 13 anni e lei 10. E nessuno sapeva il nostro segreto, e tutti la prendevano in giro per la sua sindrome. Speriamo che in questa scuola sia diverso. Abbiamo sempre vissuto nell'ombra e nell'oscurità.
Ma è arrivato il momento anche di conoscere la luce.