sedici

3 0 0
                                    

Dopo quel giorno, agli studenti era stato concesso un giorno libero, per Hana era perfetto per cercare di parlare con Bakugo.

Decise di trascorrere la giornata a casa dei suoi nonni, dato che abitavano vicino casa di quest'ultimo per raccontare i progressi che stava avendo con il suo quirk.

Si sveglio verso le 6 del mattino, prese la borsa per andare dai suoi nonni dato che non sapeva quando e se Bakugo sarebbe andato a correre.

Potrei scrivergli un messaggio, ma mi risponderebbe?  Pensò no gli parlerò di persona.

Hana stava camminando verso casa dei suoi nonni mentre guardava il suo cellulare, alzando lo sguardo vide Bakugo correre in strada.

Dovrei parlargli? Pensò cercando di evitare il suo sguardo. Sarebbe strano?

Poi si rese conto di aver perso la sua occasione quando vide che lui stava gia tornando indietro. Sospirò e fini la passeggiata verso casa dei suoi nonni arrivando intorno le 6,30 del mattino.

Trascorse la giornata con loro, raccontandogli dei suoi progressi nell'allestimento e dell'incidente all'USJ del giorno precedente.

"Quindi ti stai riavvicinando a Katsuki" fece notare sua nonna

"Si, credo di si" Alzò le spalle.

"Dovremmo aspettarci un appuntamento romantico in fututo?" Chiese suo nonno muovendo un sopracciglio mentre parlava.

"Ah! No, non so cosa provi lui, non abbiamo mai parlato di sentimenti...mai" rispose arrossendo leggermente al pensiero.

Più tardi, quel giorno, Hana doveva cambiare la benda sulla testa solo che i nonni la informarono che erano rimasti senza garza. Suggerì di andare a prenderne un po' al minimarket lì vicino e che avrebbe preso anche delle bevande se avessero voluto.

Dopo aver accettato e averle dato un po' di soldi per andare a comprare loro da bere e le garze, prese lo zaino e uscì di casa. Proprio mentre stava chiudendo il cancello, sentì una mano afferrarle la spalla, facendola girare su se stessa.

"Cavolo, scusa, mi ero dimenticato di quanto fossi suscettibile", disse Bakugo, lasciando che Hana si rilassasse un po', vedendo il suo volto familiare. "Ti ho visto stamattina durante la mia corsa e ho pensato che saresti andata a casa dei tuoi nonni".

"Mi sembra un po' inquietante."

"Beh, chiaramente non era per vedermi", fece spallucce, strofinandosi la mano sulla nuca.

"In realtà-"  iniziò Hana prima di essere interrotto dalla nonna fuori la finestra.

"Katsuki, sei tu?!" urlò.

"Sì, sono io", rispose ridacchiando un po' quando notò l'evidente imbarazzo di Hana, godendoselo mentre partecipava al piccolo gioco.

"Sei qui per portare nostra nipote a un piccolo appuntamento?" chiese, appoggiandosi al davanzale della finestra.

"Ah! Nonna!" urlò, facendole segno di andarsene e afferrando il braccio di Bakugo, trascinandolo via dal cancello.

"Cosa intendeva tua nonna con 'un piccolo appuntamento'?" chiese dopo che lei ebbe smesso di trascinarlo.

"Le ho parlato di USJ e del mio processo di quirk e lei pensa che ora stiamo insieme." Hana scrollò le spalle, realizzando cosa aveva detto e diventando immediatamente rossa come una barbabietola. "Non che lo siamo..."

"Sa che ieri mi hai dato un bacio sulla guancia?" chiese, arrossendo leggermente al ricordo.

"NO..."

"E allora perché pensa che stiamo insieme?"

"Sinceramente non ne ho idea", rise. "Vado al minimarket a prendere delle bevande e della garza, vuoi venire?"

"Eh, certo, perché no? Non che abbia niente di meglio da fare", disse Bakugo, iniziando a camminare con lei verso il negozio.

"Allora... vogliamo parlare di quello che è successo ieri?" chiese Hana, alzando lo sguardo verso Bakugo.

"Cosa c'è da discutere? Mi hai dato un bacio sulla guancia." Bakugo scrollò le spalle, infilandosi le mani in tasca.

"Iida mi ha detto--."

"Cosa ha detto quello snob..." Bakugo cominciò ad abbaiare prima che Hana gli mettesse una mano sulla spalla.

"lida mi ha detto che eri silenzioso e arrossito nello spogliatoio", ha spiegato. "Mi ha detto che Kirishima ha provato a chiedere cosa non andava e tutto quello che hai detto è stato-"

"-Sentimenti", concluse. "Sì, lo so, e allora?"

"Quello che è successo ti ha fatto andare in cortocircuito il cervello?"

"Cosa?! No, sto bene!"

Quando arrivarono al minimarket, Hana andò a prendere una garza e poi si diresse verso le bibite.

"Sei sicuro di stare bene?" chiese, scegliendo le bibite.

"Lo sono, ero solo... stanco", borbottò Bakugo, distogliendo lo sguardo da lei ed evitando il contatto visivo.

"Ehi, voi due!" disse una voce a caso, indicando Hana e Bakugo nel minimarket.

"Cosa?" ringhiò Bakugo.

"Voi due eravate gli studenti durante l'attacco all'USJ, giusto?" chiese lo sconosciuto.

"Sì, siamo noi. E allora?"

"È così bello che voi ragazzi siate riusciti a tenere testa a un gruppo di cattivi", ha continuato lo sconosciuto. "Ho visto che la tenevi in braccio dopo il combattimento, state insieme?"

"No!" urlarono i due contemporaneamente, Hana alzò lo sguardo per un secondo e vide Bakugo arrossire leggermente.

"Ok, non so quanto ci credo, ma grazie comunque!" disse lo sconosciuto mentre se ne andava.

"Perché tutti danno per scontato che stiamo insieme!" Bakugo stava quasi per urlare, appoggiandosi allo scaffale.

"Non lo so," rispose. "Non ne ho idea."

"Voglio dire, staremmo bene insieme? Ci rallenteremo solo a vicenda."

"Cosa intendi?" chiese, diventando sempre più curiosa della sua affermazione.

"Voglio dire, hai un quirk folle e sei carina, e io sarò l'eroe numero uno. Ci daremmo solo fastidio a vicenda."

"Aspetta un attimo, è questo che pensi? E poi, mi hai definita carina?"

"Sì, lo faccio e l'ho fatto. Non voglio che, se mai dovessimo ipoteticamente stare insieme, ci intralciassimo a vicenda, idiota."

"Non è così che funzionano le relazioni, idiota."

"Pensi che non sappia come funziona una relazione?!" le abbaiò, Hana alzó le mani in  modo silenzioso per dirgli di calmarsi.

"In base a quello che mi hai detto, no, non lo sai. Le relazioni sono pensate per aiutarci a vicenda, non per distruggerci a vicenda", ha spiegato con voce calma. "Ci sosterremmo a vicenda a prendere le decisioni giuste, proteggendoci a vicenda quando si verifica un pericolo e lavorando insieme".

"Sembra che siamo già in una relazione", borbottò leggermente.

"Questo è chiaramente ciò che pensano in molti." Scrollò le spalle.

Dopo che Hana ebbe pagato la garza e le bevande, i due iniziarono a camminare verso la casa dei nonni, con le parole di prima che volteggiavano nell'aria. Una volta raggiunta la casa dei nonni, si fermarono al cancello.

"Mi sorprende che tu non sia caduta, idiota", commentò Bakugo.

"Mi sorprende che non ti sia arrabbiato di più", lo rimproverò.

"Ci vediamo a scuola domani?" chiese, cominciando ad allontanarsi.

"Sì, ci vediamo allora", disse Hana salutando con la mano mentre entrava in casa.


Skylight -tradotta-Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora