Capitolo 3

128 12 3
                                        

Scelgo di ignorarlo.
Lo odio.

Apro l'armadio in cerca di qualcosa da mettermi per questa "grande serata"
Alla fine opto per una gonna nera corta e una maglia stretta del medesimo colore.
Piastro un po' i miei capelli biondi e applico solo il correttore e il mascara.

Ho le labbra troppo sottili per un gloss o una tinta labbra.
Ho sempre odiato questa mia parte del corpo.
Vedevo le altre ragazze con le labbra sempre decorate con il rossetto e le invidiavo perché io non potevo farlo.

<<Char, scendi!>> mi richiama mio padre con voce acuta.
Mi metto gli stivaletti e mi dirigo verso la sala da pranzo.

Fortunatamente non sono ancora arrivati.

Trovo mia madre e mia sorella ai fornelli vestite entrambe di rosso e mio padre in salotto che sta guardando una partita di calcio.

Con la mia famiglia ho sempre alti e bassi.
Non voglio deluderli, questa è la mia più grande paura, quindi cerco sempre di dare di più.

Io sono la figlia brava a scuola.
Che prende sempre ottimi voti. Sempre educata e obbediente.
La ragazza perfetta.

Da me vogliono sempre di più, invece da mia sorella no.
Sono io che devo soddisfare le loro aspettative, mia sorella può, in questo campo, passare in secondo piano.

La dura verità delle sorelle maggiori è questa.

Il campanello mi risveglia dai miei pensieri.

Sento un nodo alla gola.
È arrivato.

Avanza nel salotto con suo padre.
Si somigliano molto ma lui ha lo stesso carattere di sua madre.
Almeno prima era così.

<<Oddio bambina, come ti sei fatta grande e bella!> esclama John, suo padre.
Gli corro incontro e lo abbraccio forte.
Lui dopo il loro trasferimento, c'è sempre stato.
Mi scriveva chiedendomi come stessi e mi faceva sfogare quando stavo male.

È un uomo gentile e simpatico, dopo la morte di Jane, la moglie, non ha avuto altre frequentazioni.
Io credo che abbia bisogno di un po' di compagnia, si vede dai suoi occhi tristi e spenti.

John abbraccia i miei genitori e da una carezza a Maggie.
Gli adulti si mettono a parlare del più e del meno.

Allora i miei occhi si spostano verso di lui.
Indossa una camicia nera e pantaloni scuri.
Il ciuffo è disordinato come sempre per tutte le volte che ci passa le mani, lo fa quando è nervoso.

Sta con il telefono.
Chissà con chi sta parlando

Come se percepisse il mio sguardo, posa gli occhi sui miei.
Ci guardiamo per un tempo indefinito.
Uno sguardo dice più di mille parole.

Mi sei mancato.

Sei lo stesso di prima?

Te ne andrai di nuovo?

Distolgo lo sguardo.
Non riesco a reggere tutto questo.

Ho paura mi lasci di nuovo da sola.
Non riuscirei a farcela.

L'unica cosa che posso fare è ignorarlo.
Facendo così non faccio male a me stessa.

Mi accomodo a tavola.
Sperando che gli altri non capiscano cosa provo dentro.

Troppo tardi.
Sento i suoi occhi addosso.

Ha sempre capito quando stavo male.
Era come se avesse un superpotere.

Spero che quest'ultimo sia sparito come lui 4 anni fa.

Ci accomodiamo tutti a tavola.
Davanti ho mia madre e sono tra mia sorella e John.

Finished Love Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora