Capitolo 14

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                                                                                                         Charlotte pov

<<Che cazzo vuol dire che lo avete rapito?>> domando quasi urlando alla mia amica.
<<Ehm, non so nemmeno come spiegartelo. Dovreste però venire subito. Fate in fretta!>> detto questo attacca ed io mi ritrovo con ancora più dubbi di quanti già ne avessi prima.

Noah d'altro canto non sembra minimamente scioccato, si sta mettendo il giubbotto e lanciandomi un'occhiata mi invita ad andare.

Che razza di psicopatici che sono i miei amici.
Caleb ed Aaron compresi.

L'unico mezzo che abbiamo è la sua moto quindi ci dirigiamo verso di essa.
So bene che morirò dal freddo.

Infatti appena saliamo, Noah sfreccia a tutta velocità verso la fabbrica abbandonata, luogo dove si trovano tutti. Mi aggrappo forte alla sua vita anche per ripararmi dal gelo di metà ottobre.
Lui se ne accorge e mette una mano sulla mia gamba, provando a riscaldarmi un po', così io automaticamente appoggio la mia sulla sua.

È l'una di notte ed io vorrei stare solo nel mio amato letto, tralasciando gli incubi, almeno leggendo un bel libro.
Invece mi tocca andare in questa fabbrica abbandonata perché i miei amici hanno rapito il mio ex.

Voglio tante spiegazioni dopo questa lunga serata.

Appena arriviamo a destinazione una strana sensazione mi percorre tutto il corpo.
Paura? Molto probabilmente ma anche un po' di adrenalina.

Varchiamo la grande porta di questo vecchio edificio e davanti ci ritroviamo tutto il nostro gruppo.

Thomas è seduto su una sedia al centro della stanza, legato mani e piedi.
Dietro di lui si trova Aaron, mentre davanti Caleb.
Mi volto e trovo Micheal, Ethan il primo evidentemente scioccato, ma il più grande dei due sembra molto ansioso, continua a guardarsi intorno impaurito, alla mia sinistra ed Ilary, Olivia, Lucas e Grace alla mia destra, invece molto eccitati, brillano gli occhi a tutti loro.

Sono degli sociopatici.
Ma non posso anche io non definirmi tale.

<<Tu cosa ci fai qui?>> mi rivolgo a quest'ultima, sono felice di rivederla.
<<L'ho costretto a portarmi. Potevo perdermi quest'avventura?>> mi indica un Lucas esasperato che alza gli occhi al cielo.

Rivolgo ad entrambi un sorriso, stanno davvero bene insieme.
Non pensavo si fossero legati così tanto.

Sicuramente lei farà davvero esasperare il mio amico, anche se ricordo bene quando Lucas ha specificato davanti ad Aaron il loro "essere solo amici".
Devo dare una svegliata al mio migliore amico al più presto.

In questi giorni sono rimasta in contatto con Grace.

Sa tutto per filo e per segno della mia situazione ed è ovviamente "team Noah", sue parole, non mie.
Secondo lei ci dovremmo sposare per poi fare tre figli e vivere felici in una casa grande.

Io non mi illudo, lei sogna troppo ed io sono sempre stata ancorata al terreno.

Ritorno alla realtà ed osservo Thomas legato ad una sedia.

Mi scappa da ridere vedendolo così, però trattengo la risata per non sembrare una brutta persona.

Cosa ci devo fare?
Rido nelle situazioni più assurde, è una dote naturale.

<<Allora? Potreste spiegarmi, grazie>> chiede Noah a tutti loro, si è spostato al mio fianco e sembra non volersi allontanare da me.
Prende la parola Caleb, <<stavamo tranquillamente, amichevolmente, parlando, appena siamo arrivati di nuovo alla festa, ma il nostro caro amico ha iniziato a minacciarci, vero?>> si rivolge direttamente a lui che non osa parlare, guarda solo davanti a sé. <<Poi ha iniziato a dare fastidio anche gli altri, soprattutto alle ragazze definendole puttane per essere in nostra compagnia, io ed Aaron ci siamo incazzati e lo abbiamo gentilmente messo in macchina>> lo guarda fulminandolo.

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