Capitolo 4

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Oggi mi sono svegliata nervosa.

Perché?

Facile. È lunedì.

Mi sto incamminando verso scuola con Olivia e l'unica cosa a cui riesco a pensare è il mio amato letto.

<<Oi Chaaaaa ci sei? È la decima volta che ti ripeto la stessa domanda.>> mi risveglia Olivia.
<<Si, scusa ho sonno. Puoi ripetere?>> le chiedo supplicante.

<<Ilary mi ha detto che Noah è venuto a casa tua settimana scorsa,cosa è successo?>> mi chiede aggiustandosi un riccio davanti il viso.

O mamma mia.
Vi prego non voglio ricordare.

<<Niente di che, ci siamo ignorati.>> rispondo riponendo lo sguardo altrove.
Non ho voglia di parlarne e lei lo capisce annuendo e basta.

Siamo a ricreazione e prendo in disparte Ilary,
lei è l'unica con cui mi sento libera di parlare.

<<Che succede?>> domanda mentre mangia la sua mela rossa.
<<Voglio chiederti una cosa>> rispondo con un peso sullo stomaco, anche se non ho mangiato nulla.
<<Thomas è strano in questo periodo. Fissa sempre Giselle e non è come prima, mi dà molte attenzioni e poi si distacca. Non lo capisco>> mi sfogo un po'.

Lei riflette un po' sulle mie parole.
<<Sinceramente non ne ho idea. Ma so che quel ragazzo non ti tradirebbe mai, ti ama troppo lo sai vero?
Forse è triste per qualcosa oppure Giselle lo è e lui la sta aiutando. Se vuoi essere più sicura possiamo indagare.>>

Annuisco e l'abbraccio,
menomale che c'è lei.

Sì stacca dall'abbraccio guardandomi con aria curiosa.
<<Okay, ora devi dirmi tutto quello che è successo con chi sai tu. Che tu voglia o no me lo dirai.>> mi scuote le spalle e mi scompiglia i capelli.
Emetto una risatina.

<<Va bene ti dico tutto>>.

Le racconto di quando si è avvicinato sul divano mettendomi una mano sulla gamba, le racconto delle sgridate di mio padre e della fetta di torta al cioccolato sul comodino a fine serata.

<<E in quel biglietto cosa c'era scritto?>> chiede entusiasmata dal mio aneddoto.
<<So che è la tua preferita. Mangia, sei perfetta così come sei>> recito a memoria con un sorriso.

<<Okay che gesto carinissimo ma ignoralo, e sai anche perché>> esclama togliendo ogni traccia del sorriso di prima dal volto.
<< Si si non preoccuparti non sono così debole>>.

Suona la campanella e ci dirigiamo in classe.
Mi sento un pochino più leggera.


La fine della giornata é arrivata.

Stiamo tutti noi nel corridoio a parlare e a sistemare i libri nello zaino.

<< Vi giuro, e poi praticamente lei mi ha detto ch->> smetto di ascoltare il racconto di Giselle perché il mio sguardo si proietta su altro.

È arrivato.

Speravo di poterlo ignorare e non incontrarlo.
Ma così non è stato.

Sì è iscritto anche nel mio stesso liceo.
Lo fa apposta?

Ad un tratto nel loro gruppo sgorgo anche una figura femminile.

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