Capitolo 17

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                                                                                                                       Noah pov

Non trovo il mio cazzo di telefono, era qui 5 minuti fa.

Dove cazzo sta.
Mica ha le gambe.

Decido di cercarlo dopo e mi dirigo verso la scrivania, su cui sopra si trova il mio quaderno.
Do un'occhiata ai versi che ho scritto qualche ora fa, rileggendoli.

Sono per lei.

Ma sono patetico, prima la tratto male e poi finisco per scriverle una canzone.
L'ho trattata di merda lo so, ma è l'unica cosa che posso fare.

Devo proteggerla.
Se sapesse tutto, succederebbero cose molto brutte.

E lei è l'unica persona che vale davvero la pena proteggere e rischiare per lei.

Cancello l'inizio di canzone che ho scritto per lei, preso da uno scatto d'ira.
Sono terribili.

Decido di uscire fuori, per respirare un po' d'aria.
Accendo una sigaretta e punto il viso verso casa di Charlotte.

Inutile, il mio sguardo cercherà sempre e solo lei, anche tra miliardi di persone cazzo.

Ad un tratto però intravedo un ragazzo moro davanti la sua porta.
Casa sua dalla mia camera ha una visuale perfetta, infatti per scherzo da piccoli mi chiamava stalker, perché la fissavo.

Mi soffermo su questo ragazzo, è moro ed è pieno di tatuaggi.
Mi sembra molto familiare.

Non trovo nemmeno il mio cazzo di telefono, sennò avrei chiamato Aaron e Caleb.

Così, visto che sono un pazzo geloso, armato dei miei pugni mi dirigo verso la casa della mia vicina bionda, della stessa persona che stamattina ho trattato male.

Sono un incoerente del cazzo, lo so, prima la insulto e poi sono geloso.
Ma sono fatto così.

<<Cosa vuoi da me e dov'è Noah?>> gli chiede Charlotte con la voce un po' impaurita, quando li raggiungo, decido di nascondermi dietro una pianta per origliare.
È spaventata e nervosa, lo capisco, si sta torturando le mani ed il labbro come fa sempre.

Che cazzo succede?

Ed io che c'entro?

<<Oh bambolina, andiamo dentro, così ti spiego tutto>> quel viscido merme si avvicina a lei accarezzandole i capelli.

E lì scatto.

<<Oh su coglione, vuoi svenire sul mio pugno? Così capisci con chi hai a che fare>> mi avvicino a lui dando un'occhiata a Charlotte, la biondina mi guarda incazzata.
È ancora nervosa per stamattina, devo farmi perdonare.

<<Ah si, tu dovresti essere Noah. Sempre pronto a difendere la tua principessa dai capelli biondi>> mi provoca lui.
Mi avvicino sempre di più, prendendolo per il colletto, <<ti conviene andartene>>

<<Sennò?>>
<<Ma chi cazzo sei?>> gli chiedo arrabbiato, pronto a tirargli un pugno.

<<Piacere, sono quello che ti ha picchiato sabato sera nel parco abbandonato>> mi sorride divertito.
Rimango un attimo scioccato e poso il mio sguardo su Charlotte, che mi sta guardando altrettanto scossa.

<<Alec, cazzo. Ma cosa ti dice il cervello. Vieni subito qui>> appare in scena un ragazzo biondo, palesemente tinto per la cronaca,che con sguardo furioso rimprovera il suo amico.

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