Capitolo 16

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Ilary pov

Busso tre volta alla porta davanti a me, mentre compio dei respiri profondi.
Devo stare calma e non farmi prendere dal panico.

Non devo farmi condizionare da lui,
dal suo aspetto,
o dalle sue parole.

Mentre mi auto convinco supportandomi mentalmente, la porta si apre e davanti a me si presenta lui.

<<Ciao>> mi saluta accennando un sorriso, fissandomi con i suoi occhi verdi.
<<Ciao>> rispondo, ma distolgo lo sguardo velocemente.

<<Entra>> così mi lascia libero il passaggio e lo seguo nella sua camera.

Non è cambiata, da come la ricordavo.
Le mura di color avorio, un armadio enorme, una scrivania ed il letto con lenzuola nere.
Non c'è nulla che lo rappresenti, soltanto una mensola con delle coppe vinte dalle partite di basket e la scrivania piena di computer e tablet.

Mi siedo sul letto,ma poi ripensandoci potrebbe interpretarla diversamente infatti come se mi fossi scottata mi alzo subito, lui mi guarda confuso, ma non dice nulla, aspetta che parli io.

<<Dobbiamo parlare>> e dopo questa mia frase, la confusione nei suoi occhi è aumentata.
Così si avvicina al muro, posandoci le spalle ed incrociando le caviglie, fissandomi negli occhi, mi fa solo un cenno di assenso per spronarmi a parlare.

<<Quello che è successo sabato sera, non succederà più>> emetto a fatica, torturandomi le pellicine delle dita.
Lui mi guarda e basta, con un sorrisetto strafottente, <<cosa è successo sabato sera, tesoro?>>
<<Lo sai>> lo rimprovero incrociando le braccia.

<<Non mi ricordo, mi rinfreschi la memoria?>> si avvicina di più, non togliendomi gli occhi di dosso.
Alla fine, sono io con le spalle al muro e per di più le nostre bocche sono ad un millimetro di distanza.

Lui si avvicina sempre di più, e sento il mio cuore in gola, ma sul punto d'incontro delle nostre labbra, volto la testa, prendendomi un'occhiataccia da mr hacker.

<<Non possiamo>> ribadisco di nuovo.

<<E perché?>>
<<Perché no>>

<<Io ti bacio quanto cazzo mi pare e quando cazzo mi pare, ci siamo intesi?>> ora è incazzato.
Mi limito solo a scuotere la testa.

<<Dammi una motivazione per cui non dovremmo mai più baciarci>>

Ma io sto in silenzio.

Una motivazione?

Beh siamo troppo diversi.

Io sono la migliore amica della "ragazza" del suo migliore amico.

Lui doveva controllarmi, per arrivare a Charlotte.

Ah e poi c'è il problema dello sconosciuto, che continua a minacciarmi di non avvicinarmi a dei ragazzi, ma questo non lo diremo a Caleb.

<<Visto che non parli, ti do io dei motivi per cui dovremmo, invece continuare a vederci e stare insieme, te ne do 50 se vuoi.>>

"Stare insieme" ha detto così.
Non avevamo mai usato questo termine, nonostante ci comportassimo da due persone fidanzate, sentirgli dire queste parole, mi provoca le farfalle nello stomaco, sinceramente.

<<Numero 1: sei bellissima>>

<<Numero 2: sono pazzo di te>>

<<Numero 3: non esci dalla mia testa da 3 anni>>

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