37. High heels off, I'm feeling alive

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Rubami un bacio di notte, sbranami l'anima e ricucila di stelle

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Rubami un bacio di notte, sbranami l'anima e ricucila di stelle.



«Se ti piacciono i giochi di ruolo bastava me lo dicessi, non c'era bisogno di rubarmi i vestiti» lo provocai irritata sbattendo la portiera e allacciandomi la cintura

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«Se ti piacciono i giochi di ruolo bastava me lo dicessi, non c'era bisogno di rubarmi i vestiti» lo provocai irritata sbattendo la portiera e allacciandomi la cintura.

«Se avessi voluto giocare con te ti avrei fatto trovare solo la divisa e mi sarei tenuto in tasca le mutandine in pizzo che invece stai indossando» ribattè girando il volante con una mano sola per uscire dal vialetto.

Evitai di rispondergli, troppo innervosita per poter sostenere una conversazione con lui senza desiderare urlargli addosso quanto fosse costantemente fuori luogo ed impertinente, perciò mi limitai ad incrociare le braccia al petto e crogiolarmi sul sedile caldo ignorandolo totalmente.

Tenni lo sguardo fisso sulla strada di fronte a noi, vedendola trasformarsi da sentierino sterrato tra gli alberi ad asfalto tra villette a schiera, e per quanto provassi a concentrarmi sui dettagli che scorgevo tra le finestre illuminate e i negozi ancora aperti non potei fare a meno di chiedermi dove stessimo andando.

Ma non glielo chiesi. Non fiatai per tutto il viaggio e quando realizzai nonostante nessuno dei due stesse parlando l'abitacolo non fosse in silenzio, sentii un'extrasistole impadronirsi del mio petto.

La radio era stata accesa da quando ero salita in auto.

E non ero stata io, a lamentarmi o ad insistere per schiacciare quel bottone.

La aveva accesa lui prima che io arrivassi, e non la aveva più spenta.

Mi sentii una stupida, ad avere il cuore agitato per una banalità come una radio funzionante.
Ma tornò a galla dentro di me il ricordo di quando Ethan era ancora solo l'insopportabile detective O'Conner, con il cuore iniettato di fentanyl di chi non voleva sentire la propria vita infettata dai sensi di colpa e le risposte taglienti di chi tentava di non scorgere la luce né in sé né negli altri, troppo insensibile per poter credere ci fosse altro oltre al buio assoluto che lo inglobava.

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