Sono qui non solo per augurarvi una buona lettura, ma anche, e soprattutto, per darvi un consiglio.
Non abbiate fretta.
Leggete con calma, prendetevi il vostro tempo, preparatevi la vostra tisana preferita e mettetevi comodi sotto le coperte o seduti sulla poltrona di fronte alla finestra da cui potete vedere il cielo.
Assaporate lentamente ogni parola, scivolatevi in mezzo con pazienza, e arrivate fino alla fine.
Mi troverete ad aspettarvi.
Iniziamo...
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Ti dissanguano, nascondono il coltello e danno la colpa al tuo cuore che batteva troppo veloce.
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L'alba e il tramonto non facevano rumore.
Me ne ero accorta in quel lasso di tempo indefinito in cui ero inciampata, spinta dalle mani spettrali della sorte.
Avrei voluto non fosse così.
Almeno avrei potuto tenere conto dei giorni e delle notti che passavano.
Anche se forse rimanerne all'oscuro mi evitava di pensare troppo spesso al perché nessuno fosse arrivato a salvarci, al perché nessuno ci stesse cercando.
Forse così avrebbe fatto meno male.
Un bisturi che incideva sotto una blanda sedazione piuttosto di un'ascia dritta tra le scapole.
Ma l'inghippo in cui cadeva chi non aveva più la percezione del tempo era della portata di una nebulosa oscura, visibile non per la sua luminosità ma per il buio profondo con cui divide le stelle attorno a sé.