Un assordante silenzio è sceso sulla camera numero 1523. L'aria è stracolma di desiderio verso la trasgressione, verso la perdizione.
Sasha si trova ancora lì, immobile e con indosso il solo intimo, davanti ad Alex: in ginocchio.
Sta aspettando che il suo Padrone le dica cosa DEVE fare. Quell'attesa la sta eccitando come non avrebbe mai immaginato. Vorrebbe le mani di lui ovunque sul suo corpo. Adesso. La bocca, la lingua, tutto di lui.
Ma deve attendere.
Alex la sta osservando, e sta percependo ogni suo desiderio, e li sta avvertendo da entrambe i propri sensi: vista ed olfatto.
«Avvicinati a me strisciando in ginocchio. Avanti, non farmi aspettare!»
Sasha si avvicina restando nella posizione che lui le ha ordinato. Alex la prende per i capelli e la tira a sé, facendole sbattere la faccia sulla sua erezione.
«Senti cosa mi è successo per colpa tua. Dovrai porre immediatamente rimedio....»
Alex preme sempre più forte il volto della donna sul suo bacino, come se le volesse togliere il respiro, come se la volesse soffocare, proprio lì in mezzo alle sue gambe.
Sasha si sente mancare il fiato. Ma quel filo sottile che si crea tra la paura di soffocare e il desiderio di sentire il cazzo di Alex ovunque, la manda talmente in estasi, che potrebbe raggiungere un orgasmo in quella posizione, in quella situazione.
Alex però non ha intenzione di liberarla ancora!
«Lo senti cosa succede alle cattive bambine quando fanno arrabbiare il Padrone?» Ed una risata maligna esce dalle labbra dell'uomo.
Sasha sente di non farcela più, è da troppo tempo che è senza aria. Inizia a girarle la testa. Vorrebbe allontanarlo dato che le sue braccia sono libere. E sta per dargli una spinta, quando Alex lascia la presa sulla sua testa.
«Comando io, hai capito adesso?» sussurra l'uomo.
Sasha è in affanno, e cerca di riprendere fiato, ma Alex la prende per i capelli e la sbatte su una sedia.
«Stai ferma lì e non muoverti..»
L'uomo si volta e va a prendere un borsone che all'apparenza sembra un grande zaino per andare in palestra. Apre la cerniera e .... tira fuori delle corde.
Sasha capisce subito le sue intenzioni.
Lo osserva.
Ed un brivido la percorre lungo la schiena. Non riesce bene a capire se la sua è paura, oppure è follemente eccitata. Continua a fissarlo, senza perderlo di vista. I suoi occhi sono glaciali, freddi, distaccati, quasi crudeli.
«Adesso faremo un bel gioco noi due... e tu sei obbligata a partecipare, non puoi assolutamente rifiutarti. Quindi, Sasha, vuoi giocare con il tuo Padrone?»
Sasha lo guarda ma non risponde.
«Vedo che non ci siamo capiti io e te. Devi rispondermi - Sì Padrone- ... avanti adesso rispondimi!!»
«Sì Padrone....»
«Brava... vedo che impari subito...»
Prende i polsi di Sasha e con maestria le lega le braccia dietro la schiena. E come se non bastasse, la allaccia anche alla sedia, in modo che non si possa assolutamente alzare, e... scappare.
Sasha si sta eccitando da morire. Non le era mai balenata in mente una cosa del genere, si sente completamente fradicia tra le cosce, ed un fremito si fa sempre più invadente là in mezzo.
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CHOKE ME SOFTLY
Conto⚠️ RACCONTO EROTICO A SFONDO SESSUALE ⚠️ 𝐒𝐞 𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢. Dicono che le cose accadano perché devono accadere. Mentono. Le cose accadono perché siamo noi a volerle...
