⚠️ RACCONTO EROTICO A SFONDO SESSUALE ⚠️
Se ne consiglia la lettura ad un pubblico di soli adulti
Le cosa accadono perché devono accadere.
No.
Le cose accadono perché noi lo vogliamo.
Siamo noi i padroni delle nostre menti, così come dei nostri co...
Qualcuno ha bloccato l'ascensore e sta risalendo. Impossibile, pensa Sasha. Chi potrebbe esser stato?
Qualcheduno deve averlo richiamato. Ma a quello stesso piano? Come è possibile? Eppure il corridoio era deserto, essendo mattina molto presto.
Il suono della fermata al piano dell'ascensore, rimbomba dentro di lei. Un solo pensiero la colpisce in pieno petto. Le porte si aprono. Due occhi freddi come il marmo la stanno adesso fissando. Due occhi che la vogliono in ginocchio, ora. Che la vogliono punire, per essere scappata. Che la vogliono sottomettere per quella disobbedienza. "Dove credevi di andare ragazzina? Ancora non abbiamo finito con te... O meglio, io non ho ancora iniziato con TE!" le sussurra Alex vicino al suo orecchio, soffermandosi sulla parola TE.
Quello sguardo, quel soffio, unito a quelle parole, a quell'atteggiamento, provocano un brivido lungo la schiena di Sasha, fino a conciliare tutti i suoi sensi, proprio lì, in mezzo alle sue cosce.
Alex percepisce l'effetto che lui le ha donato, e sorride. Sa già che farà tutto quello che le chiederà, che le ordinerà. Dovrà essere educata, ma soprattutto punita, per la sua fuga silenziosa, non concessa.
" Alex, ma che fai? Cosa volete ancora da me?" Vi avevo lasciato un biglietto...."
" Silenzio! Non hai scusanti, stavi scappando.. e le bambine cattive vengono duramente punite. Vieni mia splendida Sasha. Ti lascerai trasportare dalla mia voce, e dalle mie mani...." La prende malamente per un braccio e la trascina nuovamente nella loro camera. In quella camera di trasgressione, di perdizione.
Chiude la porta a chiave e se la infila nella tasca dei pantaloni. " Adesso non scappi più!!" La sbatte con le spalle al muro, premendo il suo corpo contro quello di lei, e facendole sentire, quanto già eccitato sia, e chi sia a comandare. Ora si trovano corpo a corpo. Le mani di lei sono bloccate contro il muro, tenute dalle larghe mani di lui. Le tiene fermi i polsi, in modo che lei non possa fare resistenza o allontanarlo, schiacciando il suo corpo sempre più forte, quasi togliendole il respiro. " Che c'è, ti sto tenendo con troppa violenza? Vedrai che ti piacerà....... la mia di violenza.... la desidererai, la supplicherai, e mi adorerai, come se fossi l'ultimo uomo sulla terra. Sei Mia adesso.... sei Nostra.......... Vero Giselle?"
"Adesso è tutta Tua amore.... puoi farle ciò che vuoi, senza limiti, ed io starò solo a guardare..... "
"Brava Giselle! Hai sentito, Sasha? Questo dovrà essere il tuo atteggiamento... di sottomissione. Perché io adesso, sono il tuo Padrone, il vostro Padrone. E voi le mie schiave..... E ora inginocchiati di fronte a me, al tuo Sommo ed Unico Padrone!"
La prende in modo burbero per i capelli e la spinge in ginocchio, di fronte a lui. Con violenza. Le impone di spogliarsi, e di restare solo in intimo.
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"Brava... così.. fallo molto lentamente... tanto non abbiamo fretta, vero Giselle?"
"Certo mio Padrone, resteremo qui finché tu non ci darai il permesso di uscire da questa camera... sempre che tu ce lo dia...."
" Vedo che conosci a memoria tutti i passaggi.. quindi ti è servita la mia punizione..." dice Alex con voce ferma e decisa. Così come è il suo sguardo: risoluto e sicuro. Mentre sta rispondendo a Giselle, non toglie gli occhi di dosso a Sasha, le sta comunicando che in quella stanza, l'unico a decidere, è e sarà, solo e soltanto lui!
Un turbinio di emozioni si impossessano della mente di lei. Non avrebbe mai immaginato che solo guardandola, si sarebbe potuta eccitare a quel modo. I suoi occhi sono così freddi, ma così attraenti. Sono una calamita alla perdizione, alla trasgressione, alla follia. E lei ha deciso che starà a quel gioco pericoloso, si lascerà soggiogare dalle pulsioni del suo signore. Un desiderio irrefrenabile di provare piacere, si fa sempre più spazio dentro di lei, partendo dalla testa, e scivolando assiduamente più in basso, tra le sue gambe. È fradicia.
Un brivido di freddo attraversa come una scarica elettrica il suo corpo. Ed è ben visibile sulla sua pelle, sui suoi capezzoli. Adesso si trova un ginocchio di fronte ad Alex, e sta aspettando che quel piacevole tormento abbia inizio, qualunque esso sia.
"Adesso è il mio turno, piccola.... "
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