Capitolo 34.

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Pov Ryujin:

Quel giorno avevo il solito ritardo, lo ammetto. Ma appena vidi Jisung lì ad aspettarmi, con quel suo sorriso mezzo ironico e il maglione che gli stava maledettamente bene, mi sentii subito meglio.

— Hey ce l'hai fatta vedo haha, è un'eternità che ti aspetto — mi disse, togliendosi le cuffie.

Mi limitai a sorridere e a prenderlo in giro:
— Ma questo maglioncino? Te lo ha regalato Minho? —

— Mhhhhh... fammi pensareee.. Forsee~

— AWW!! Che patatoni che sieteee! — Dissi battendo le mani, già immaginando la scena tra loro due.

Lui salì dietro di me, come sempre. Partimmo tranquilli, con il vento che ci soffiava addosso e la musica che risuonava nella mia testa anche se non la stavo ascoltando. Ogni volta che guidavo con lui dietro, mi sentivo in qualche modo più... sicura. Come se tutto andasse bene, anche quando non lo era.

Arrivammo all'incrocio e mi fermai al semaforo. Rosso.
Guardai lo specchietto, poi lui. Gli occhi nascosti dagli occhiali, i capelli spettinati e quel solito sguardo curioso. Era bello così. Vero.

Il semaforo diventò verde. Rilassai la presa sul freno, pronta a ripartire. Poi...
Un rumore. Forte. Come un tuono.

Una macchina.
Una fottuta BMW nera,con un uomo sulla mezza età dentro.

E poi... il caos.

Il tempo sembrò rompersi in mille pezzi. Sentii il colpo prima ancora di capire cosa fosse successo davvero. Il manubrio mi scivolò tra le mani, il corpo di Jisung fu scagliato via come un foglio al vento. Io persi l'equilibrio. Il casco mi salvò, forse. O forse no.

Quando riaprii gli occhi, tutto era sfocato. Gridai il suo nome:
— JISUNG!!! —

Mi trascinai verso di lui, strisciando sulle ginocchia sbucciate, ignorando il dolore, il sangue, la confusione. Lo trovai a terra. Immobile. Il suo maglione era strappato, le sue mani... insanguinate. Gli toccai il viso.

— Hey... Hey Jisung... guardami... hey, ti prego... rispondimi...—

Ma niente.
Il suo petto si muoveva a malapena. Le sue labbra erano sporche di rosso,come infondo il resto della sua testa.

Le sirene si fecero strada nell'aria, ma sembravano lontane. Io ero lì. Con lui. Con la paura più grande che avessi mai provato e i sensi di colpa che mi divoravano.

Stringevo la sua mano, tremando:
—Non puoi lasciarmi adesso, okay? Abbiamo ancora troppi film da vedere insieme... e Minho ti ammazza se lo fai, okay? Jisung..resta con me... —

Ma lui non rispondeva.
E io non sapevo se ce l'avrebbe fatta.

Non potevo fare altro che sperare...
...
La luce dell'ambulanza era bianca, quasi accecante, ma il suono delle sirene sembrava arrivare ovattato, come se fossi sott'acqua. Aprii gli occhi a fatica, sentendo ogni muscolo del mio corpo protestare. Avevo la testa pesante, un braccio fasciato e la giacca da moto strappata. Ma non m'importava. La prima cosa che cercai fu lui,il mio migliore amico.

—Jisung...— mormorai appena, girando lentamente il viso.

Era sdraiato sulla barella accanto alla mia, attaccato all'ossigeno, la fronte fasciata, del sangue ancora secco ai lati del volto. Il cuore mi si strinse. Respirava, sì... ma era incosciente. Sentii la gola chiudersi, le lacrime pronte a scendere, ma poi... una voce familiare interruppe tutti i miei pensieri.

—Ryujin...Hey, sei sveglia?—

Mi voltai con più forza stavolta, il cuore saltò un battito. Minho. Era lì, seduto tra noi due, ancora in tuta da allenamento, il viso sudato e stravolto, i suoi capelli viola arruffati. I suoi occhi correvano da me a Jisung con una preoccupazione così profonda che quasi mi fece male.

𝓢𝐨𝐥𝐨 𝓘𝐨 𝓔 𝓣𝐞 ㅣ𝐇𝐲𝐮𝐧𝐥𝐢𝐱ㅣDove le storie prendono vita. Scoprilo ora