Helen si alzò alle 7.00 quando la svegliasse, suonò ricordandole che quel giorno sarebbe dovuta tornare in quel maledetto inferno dove tutto era cominciato. Comunque si vestì con i soliti skinny neri e dopo aversi cambiato le bende ed essersi data una lavata alla faccia si infilò la sua felpa rossa sangue e le vans nere, prese un panino con la Nutella e si avviò a scuola. Lo zaino era completamente vuoto a parte due quaderni e le sue fidate forbici. Aveva pensato di rendersi le cose più facili uccidendo Nathan (il capo dei bulletti che l'avevano attaccata) direttamente a scuola. Non era facile trovarlo da solo in quanto sempre seguito o da quelle ochette delle sue compagne di classe o dai suoi amici. Stava ancora pensando quando si scontrò con qualcuno -Ehy! Guarda dove vai mocciosa- era Crystal che essendo più alta e visto che Helen camminava a testa bassa aveva visto solo una testa bionda. Helen alzò lo sguardo e Crystal rabbrividì quei due pozzi neri erano privi di emozione: spenti, spaventosi con uno strano scintillio che Crystal identificò come follia. Aveva paura. 'Fa bene ad averne' pensò Helen leggendo le sue emozioni dalla sua espressione. -Oh scusa sei tu Helen. Come stai?- -Oh tutto bene ma come mai mia signoria dovrebbe rivolgermi parola? Infondo sono solo stata quasi uccisa- rispose sarcastica Helen -Scusa per quella volta. Non ero seria- Helen cercò di restare calma; infondo era colpa di Crystal se era successo, doveva aspettare solo un altro poco. Suonò ed Helen si diresse a lezoone; appena aprì la porta si ritrovò gli occhi di tutti addosso. Fece finta di niente e si andò a sedere come al solito vicino alla finestra, il banco affianco a lei era vuoto. La professoressa iniziò a spiegare quando qualcuno bussò alla porta: era Nathan.
-Mi scusi prof- -Per ora va bene vada a sedersi- lo intimò. Nathan andò al suo banco che tra l'altro era quello vicino ad Helen. Appena la vide fece un ghigno -Ehy lullaby chi si rivede.- 'Che stupido non ha nemmeno fatto il collegamento con la frase!' Helen lo ignorò. Passarono le ore e la campanella annunciò l'uscita. Helen andò senza fretta. Sapeva cosa fare così fece prendere a Lullaby il controllo. Si avviò all'uscita ma prima di poterla raggiungere qualcuno la afferrò per le spalle e la trascinò in bagno. Lullaby lasciò fare; faceva tutto parte del suo piano. Nathan la spinse a terra e prese il suo zaino le diede un calcio e poi aprì lo zaino con l'intento di rovesciare tutto il contenuto per terra ma rimase stupito quando vide solo quei due quaderni e le forbici. Si chinò per prenderle poi si voltò. Lullaby era in piedi dietro di lui che sorrideva. -Dai Nathan dammi le forbici- - Helen?!- -No io sono Lullaby! Ehehehehe- - Smettila subito- disse mentre cercava di colpirla. Ma lei era come se anticipasse le sue mosse. Chissà come ora aveva il classico vestito bianco e le lacrime che le rigavano le guance sporcandole il vestito. Nathan rimase inorridito. Con uno scatto Lullaby prese le forbici e cominciò a colpirlo al volto sfigurandolo. Poi iniziò a tagliare pezzetti di carne e glieli fece ingoiare a forza. Come nel sogno lo infilzò con le forbici negli occhi e gli taglio lo stomaco. Tolse gli organi e ricucì con dello spago che aveva in tasca. Poi con le mani sporche di sangue scrisse la frase e disegnò le note poi si lavò le mani e faccia e dopo essersi cambiata uscì dal bagno. Ora rimaneva solo Crystal...
****Angolo autrice****
Ed eccomi! Bella a tutti ragazzi! Un altro capitolo. Voglio dire che ne mancano pochi.
Baci xxxx
- Feffe
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Lullaby
HorrorHelen è una ragazza con capelli biondi e occhi neri. Ha 14 anni ma per la sua statura viene spesso scambiata per una di 11 anni. Dalla morte della madre, quando lei era ancora piccola, non riesce ad addormentarsi senza le ninna nanne che la madre gl...
