Pag. 12 ~ il Tempio

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Sono davanti al Tempio. Non scriverò qui per un bel po'. Il tempo di recuperare la Mela. Bah, augurami buona fortuna.
~Arno

«ci perdiamo» dissi secco osservando l'enorme edificio di fronte a me.

«nah» disse Edward.

«ha ragione Arno» sputò Altaïr osservando il Tempio con fare studioso. In effetti sembrava pieno di trappole e roba varia. Un labirinto.

«Edward, perché i Templari lasciano la Mela nel Tempio se serve per i loro lavori?» dissi squadrando Edward che sembrava essere nervoso.

«ehm, non lo so. Qui uhm, svolgeranno i loro compiti al ehm, al sicuro» borbottò lui sorridendo alla fine. Altaïr mi fissò dubbioso e dopo essersi messo vicino a me disse qualcosa.

«è mezzo ubriaco. Non lo ascoltiamo»

«dai, proviamo» dissi. Aveva ragione. Edward era mezzo ubriaco e fidarsi di lui era come correre su un filo. Però qualcosa mi diceva di ascoltarlo, dopo tutto aveva ragione: non esiste posto più sicuro del Tempio per sbrigare i propri affari.

«andiamo» dissi a Edward. Poi Altaïr mi lanciò uno sguardo da mal fidato e dopo aver sbuffato mi seguì con Edward alla soglia dell'edificio.

«un modo per non perderci?» chiesi rabbrividendo per l'oscurità di quel macabro luogo.

«seguitemi punto e basta» disse Edward osservandosi attorno.

«è buio» dissi poi cercando una fonte di luce.

«moriremo» fece da cantilena Altaïr.

«desiderio esaudito Dorian» rise Edward mostrando un pezzo di legno. Lo strisciò contro il muro e sulla punta si accese il fuoco.

«cavolo. Se lo avesse visto Ezio questo luogo, sarebbe impazzito» dissi ammirando le pareti che alla luce avevano mostrato dei simboli intagliati.

«già» annuì Edward. Cercai con lo sguardo Altaïr. Dove diamine era.

«dov'è Altaïr?» chiesi.

«desiderio esaudito Dorian» sorrise Edward e alzando il braccio illuminò il soffitto. Su un'alta trave c'era Altaïr sorridente. Accovacciato, con lo sguardo perso.

«che cazzo combina» mi scappò.
Altaïr senza guardarci minimamente, iniziò a camminare sulle travi scricchiolanti fino ad arrivare ad un pozzo. Lo seguimmo. Altaïr si aggrappò a una fune legata al pozzo e si calò giù.

«seguiamolo» borbottò Edward facendo cenno con la testa al pozzo. Poi il rumore di scimitarra e la fune nel pozzo si spezzò. Ci affacciammo e scorgemmo Altaïr correre via con la scimitarra sguainata.

«perché l'ha fatto?» mi chiesi.

«nah, seguiamolo» disse Edward con una smorfia. Sbuffai e piantai una decina di frecce con la lama fantasma sui lati del pozzo, le usammo come appigli per scendere. Poi, quando fummo arrivati giù, la torcia si spense. Col vento. Sul tetto c'era un buco, dal quale filtrava la luce. Edward sorrise e si incamminò in avanti fino a vedere Altaïr seduto a terra a tastare con le mani il pavimento. Poi con la destra spinse giù una mattonella e a quel movimento le sabbie mobili di fronte a lui si svuotarono lasciando spazio ad un pavimento in marmo scolpito. Lui avanzò di lì fino ad una porta che lui sfondò con una pedata. Lo seguimmo e poi dopo la porta trovammo una stanza circolare. Altaïr si piazzò al centro vicino ad un piedistallo dove era poggiata una sfera. La Mela. Feci per avvicinarmi ad Altaïr che sembrava stregato da quell'oggetto.

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