NEI MEDIA - Un raro esemplare di figlio di Atena nel suo habitat naturale *notare l'aria di superiorità intellettuale tipica della specie*
Affondo, parata e scansa! Ancora... I miei fratelli erano così prevedibili... Forse perché osservando gli allenamenti di Adrian, il figlio secchione della secchiona, avevo imparato un po' di strategia militare... cosa davvero molto strana fra noi figli di Ares che ci limitiamo a denudarci e a combattere come se fosse l'ultima cosa che facciamo su questa terra.
Beh... in effetti... se non vinciamo è davvero l'ultima cosa che facciamo... Padre...
- Okay, io vado a fare qualcosa di più utile, tipo guardarvi e correggervi. Sean, appaiati con Harry - dissi tranquillamente.
- Appaiati? - fecero in coro guardandomi strano.
Io feci due pugni e li feci scontrare fra di loro. - Allenatevi, accoppiatevi, fate qualcosa! -
Che stupidi... Avevano preso la loro posizione da "figli di Ares" per "dimenticate tutto quello che sapete, denudatevi e andate in guerra!!!"
Non ho nient'altro da imparare sul combattimento io. Ho perso ogni interesse nell'allenarmi con i miei fratelli, supero tutti quanti in bravura e forza, ma non avevo ancora raggiunto il mio limite. Per questo mi allenavo con Chirone e con qualunque dio minore che ogni tanto veniva a farci visita. L'ultima volta mi ero battuto con Enio, la personificazione dell'urlo furioso di battaglia, del sangue e della guerra distruttiva. Avevo perso, naturalmente, ma le avevo dato del filo da torcere, anche se di un filo lungo cento metri ne avevo torto solo il primo decimetro. Era comunque qualcosa... ero stato in piedi per oltre dieci minuti!
Ero arrivato davanti alla porta della casa grande e mi accinsi a bussare alla porta. Ma questa si aprì prima che io riuscissi a posare le nocche sul legno. Ne usci il signor D, con una bottiglia di DietCoke in mano, ancora chiusa.
- Oh, molto gentile - disse e usò la spada che portavo al fianco come cavatappi.
Rimasi un attimo fuori dal mondo... che cavolo era appena successo?
Poi entrai nella casa grande e mi misi a percorrere il lungo corridoio in legno rosso fino alla porta dell'ufficio di Chirone. Bussai e non aspettai la risposta, entrando.
- Ehi, Ian. Sempre molto educato vedo... - commentò lui girandosi verso di me per qualche secondo, ricominciando poi a parlare con una ragazza, sull'età dei trenta anni, occhi profondi e duri e capelli corti e casual.
- Non sono mai educato, sono un figlio di Ares - sorrisi maligno. Poi feci un segno con mento verso la signorina. - Chi è lei? - chiesi con poco tatto.
- Lei - mi fece eco lui - è Bia, la guardia reale di Zeus. Ti consiglio di portargli rispetto - mi ammonì severo.
- Ahh! - sorrisi piacente. - Dev'essere difficile badare al vecchietto sul poggiachiappe reale - dissi tranquillamente. Sapevo di rischiare la morte ogni volta che insultavo Zeus, però un dio non accetta volentieri una sfida di un semidio, a meno che non si attacchi il suo orgoglio o l'orgoglio di un superiore.
Infatti...
Bia si alzò e in meno di un secondo mi era addosso. Ma io ero pronto perché sapevo che mi avrebbe attaccato e riuscii a pararlo, con i bicipiti in fiamme. Se non fossi stato pronto con tre secondi di anticipo non sarei mai riuscito a pararlo e sarei morto... tanto.
- E' forte il ragazzino... e sapevi che avrei attaccato - notò lei, ritirandosi subito. Cosa? Tutto qui!? Dovevo allenarmi io!
Lanciai un grido di battaglia e mi scaraventai su di lei, senza farmi fermare dal fatto che fosse girata di spalle. Non riuscii neanche a intaccarla perché con una mano tesa mi diede un colpo di dito in mezzo agli occhi. Volai indietro come se mi avessero scagliato contro un'onda energetica. Finii sul divano di Chirone, rigirandolo e restando a gambe all'aria, KO, tipo i cartoni animati giapponesi.
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Figlio di Ares
FanfictionE' la storia "The Last Ares' Daughter" dal punto di vista di Ian. "Odio. Odio profondo. Sono circondato da imbecilli..."