7 - Strane conoscenze

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Non sempre tutto è quel che sembra. Gli diceva sempre suo padre. Jori continuava a camminare lungo quell'immensità di colline. Stava iniziando a pensare che forse era meglio il bosco, con le sue coperture e i suoi nascondigli. Aveva fame, e aveva freddo.
Alzò lo sguardo all'odore di bruciato. Una capanna era in fiamme proprio davanti ai suoi occhi.
Jori iniziò a correre, gli pareva di aver udito una donna urlare. Era stanchissimo ma la sua stanchezza sparì d'un tratto. L'unica cosa a cui pensava in quel momento era che doveva salvare quella donna!
Arrivò davanti a quella porta colorata di rosso dalle fiamme e rimase pietrificato non appena vide una donna al centro di quella capanna, seduta per terra con un bambino tra le braccia. Jori fece per entrare ma un'esplosione di fuoco fece crollare la porta davanti a se, così si diresse in una delle finestre laterali della catapecchia. Entrò e iniziò a correre contro le fiamme verso quella donna indifesa. Non la sentiva più urlare o piangere, sentiva solamente il rumore delle fiamme scoppiettanti. <Signora?? Signora, dov'è??> era tutto buio per il fumo perciò non vedeva molto, ma vide una figura davanti a lui ergersi in piedi e camminare verso di lui. <Signora. Signora va tutto bene, sono qui per...> le sue parole vennero smorzate da un colpo alla nuca. Vacillò ma non cadde, pensò fosse stata un'altra esplosione perciò si diresse verso quella figura buia.
Ci fu un altro colpo ma questa volta sembrava più forte ed era diretto alle sue coste sinistre. <Ma che...> vide un altro colpo arrivare così cercò di pararlo con la sua mano buona ma fallì miseramente sentendo il legno bruciato fondergli il palmo della mano. Il dolore era talmente forte che lo fece vacillare, ma questa volta cadde a terra. Quel poco tempo che ebbe gli occhi aperti vide la figura avvicinarsi a lui. Aveva paura. <Chi...sei?>

Ci fu un buon odorino, Jori stava entrando nella cucina dove le serve erano solite preparare durante i grandi banchetti. <Che buon profumino!> la serva si girò e aveva i capelli rossi. Quella faccia inconfondibile che non si è scordato mai per tutti i suoi giorni di lontananza da casa, era Calìa! <Mio amore!> Calìa sorrise ma questa volta non era il sorriso che fece durante la cerimonia. Era un sorriso crudele. Fece per prendere il coltello con cui stava tagliando il pollo e lo saettò contro la sua guancia sinistra. Per più e più volte Calia lo colpì e lui rimase lì immobile vedendo il suo sangue sgorgare giù dalla sua guancia. Stava per svenire. E così fece.
<Ragazzo!! Allora?! Svegliati!!> ci fu un altro schiaffo.
Jori sentì questo ultimo schiaffo come se una pentola di acqua bollente gli venisse lanciata in faccia. Di colpo si svegliò e balzo in piedi.
<Chi sei?!> Jori aveva gli occhi serrati dalla paura e i pantaloni bagnati dal suo piscio.
Era una donna, non sembrava anziana ma era sulla media età. Era poco più alta di lui ed era completamente bianca di pelle. Sembrava morta. Vestiva come le donne cui lui era solito vedere mentre scendeva al porto di Thorly. Aveva i denti gialli e neri e aveva un alito da far morire.
<Cosa vuoi da me?!> Jori tentò di girarsi ma sussultò alla vista di un omone gigante e barbuto. Sarà stato un altro barbaro come Trepan.
<Come ti chiami?> chiese la donna facendo uno dei sorrisi più brutti che lui abbia mai visto.
<Io...> aveva paura che una risposta sbagliata gli avrebbe costato la vita <Io...mi chiamo Jori e sono un contadino>.
<Un contadino eh?> la donna si avvicinò ancora di più <dal modo in cui sei vestito sembri più di un contadino>.
<Sono diventato mercante. Sto viaggiando per fare affari> Jori non seppe dire altro.
<Sei proprio una frana a mentire> la donna fece cenno col mento all'omone alle spalle di Jori. Il barbaro prese Jori da sotto le ascelle con gli avambracci e lo tirò su fino a fargli sollevare i piedi da terra.
<Ora ti faccio vedere io se continuerai a mentirmi o no> la donna prese la mano destra di Jori e sfilò la benda ormai diventata marrone. Al suo interno c'era ciò che Jori sperava di non dover vedere mai. Le dita erano completamente staccate dalle nocche e le nocche erano schiacciate. Il pollice era girato in modo che l'unghia dava sul palmo.
La donna prese l'indice della sua mano e iniziò a tirare lentamente verso di lei. Jori gridò cercando aiuto, ma stavano in una casa e non sapeva chi ci fosse all'esterno. Lo stesso non si vergognava affatto ad urlare e chiedere aiuto, ma nessuno rispose. Il dito arrivò a tal punto che stava diventano viola. Poi si sentì uno scricchiolio come se si pestasse una foglia secca. Jori iniziò ad avere la vista offuscata dal dolore e non aveva nemmeno più la forza di urlare.
La donna si rimise davanti a lui. La vedeva a malapena.
<Allora? Chi sei?> gli diede uno schiaffo che lo fece risvegliare.
<J...Jori...principe...dello Spikeland...> si pentì di averlo detto ma gli faceva male la mano e non voleva passare le stesse "emozioni" con le altre quattro.
Tutto un tratto sentì la presa allentarsi fino a non sentire più nulla sotto le ascelle. Ma non sentiva più nemmeno la terra sotto i suoi piedi. Non sentiva più nulla. Era tutto finito? Era morto?

1. Il Risveglio del DragoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora